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Margot Simond, morta sulla pista estrema con trampolini e salti di 10 metri

Margot Simond, morta a 18 anni in Val d'Isère

 

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La Procura indaga sull’incidente della sciatrice 18enne. Il percorso a Val d’Isère mescola slalom e acrobazie
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Salti di dieci metri, trampolini, tunnel: una pista estrema e la morte di una diciottenne. La stagione maledetta dello sci non è ancora finita. Sei mesi dopo la morte di Matilde Lorenzi, cinque dopo la ferita all’addome di Mikaela Shiffrin, quattro dopo l’operazione per un vasto ematoma al cranio di Cyprien Sarrazin che ha perso la memoria dell’incidente e ancora vede doppio. Tre settimane dopo le ferite di Federica Brignone che non sa se e quando verrà operata al crociato dopo gli enormi danni ossei. Margot Simond aveva diciotto anni, prometteva bene: nata nel cuore della Savoia, era campionessa nazionale under 18 di slalom dopo aver rappresentato la Francia ai Mondiali juniores di Tarvisio. Come Matilde Lorenzi si stava allenando: nel comprensorio dell’Envers de Bellevarde in Val d’Isère, in vista di un evento di fine stagione che doveva essere una festa di musica e sci. L’intervento immediato e inutile di un medico specializzato fa intuire che la ragazza sia morta sul colpo, sull’e…

Salti di dieci metri, trampolini, tunnel: una pista estrema e la morte di una diciottenne. La stagione maledetta dello sci non è ancora finita. Sei mesi dopo la morte di Matilde Lorenzi, cinque dopo la ferita all’addome di Mikaela Shiffrin, quattro dopo l’operazione per un vasto ematoma al cranio di Cyprien Sarrazin che ha perso la memoria dell’incidente e ancora vede doppio. Tre settimane dopo le ferite di Federica Brignone che non sa se e quando verrà operata al crociato dopo gli enormi danni ossei. Margot Simond aveva diciotto anni, prometteva bene: nata nel cuore della Savoia, era campionessa nazionale under 18 di slalom dopo aver rappresentato la Francia ai Mondiali juniores di Tarvisio. Come Matilde Lorenzi si stava allenando: nel comprensorio dell’Envers de Bellevarde in Val d’Isère, in vista di un evento di fine stagione che doveva essere una festa di musica e sci. L’intervento immediato e inutile di un medico specializzato fa intuire che la ragazza sia morta sul colpo, sull’episodio ha già aperto un’inchiesta la Procura di Albertville.

L’invenzione dell’oro olimpico Clement Noel

Messaggi di cordoglio sono arrivati da tutto il mondo dello sci, a partire dall’ideatore della gara, il campione olimpico di slalom Clement Noel che aveva concepito una pista visionaria: “Ha reinventato lo slalom” annunciava il promo del Red Bull Alpine Park che è stato ovviamente annullato. La pista toboga mescola elementi di slalom con acrobazie da freestyle: partenza a 6 metri d’altezza che spinge in un labirinto, paletti sospesi come nella canoa slalom, trampolino a tre metri d’altezza seguito da foresta di paletti, salto di 10 metri che immette in un tunnel in cui si continua ad affrontare pali. Una pista da virtuosi, da sciatori esperti e preparati.

I campioni insieme ai rookie

È difficile trovare un filo che unisce tutti gli incidenti della stagione, ma quello di Margot Simond sembra il più anomalo, e forse evitabile. Nell’evento di Val d’Isère gareggiavano squadre di campioni insieme a “rookie” come Margot, l’anno scorso vinse Alex Vinatzer che al momento della tragedia era già in hotel. Testimoni avrebbero raccontato di una violenta caduta della francese dopo un salto. Interpellata da Repubblica sulle cause dell’incidente, Red Bull France non ha voluto chiarire la dinamica. Quasi a maggio, lo sci non smette di piangere.

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