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Kilde torna in gara 684 giorni dopo aver rischiato la vita: Shiffrin si commuove al traguardo

L'abbraccio tra Aleksander Aamodt Kilde e Mikaela Shiffrin 

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A Copper Mountain Odermatt vince il superG in cui torna il norvegese gravemente infortunato quasi due anni fa: la fidanzata in lacrime. Bosca ottavo miglior azzurro
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Ha vinto di nuovo Marco Odermatt, quattro Coppe del mondo generali, favorito naturale ogni volta che si presenta al via. Ma dal primo superG di stagione a Copper Mountain esce anche un altro vincitore, un vincitore morale: Aleksander Aamodt Kilde. Il campione norvegese di nuovo in gara dopo 684 giorni pieni di tutto, dal rischio di morire nella caduta in discesa a Wengen del gennaio 2024 al timore di non poter tornare per problemi alla spalla sinistra rovinata contro le barriere del Lauberhorn. Un rientro pieno di emozioni, che la sua fidanzata Mikaela Shiffrin ha vissuto al parterre. Portandosi i guantoni sul volto, come a trattenere lacrime, poi saltando e applaudendo: sfogando tutta la tensione accumulata per il ritorno in pista del compagno a lungo malato, una situazione che le avrà consumato più energie nervose rispetto all’ennesima vittoria, la 103esima nello slalom di Gurgl di domenica scorsa. Mikaela ha poi chiesto una foto con Aleksander e Marco Odermatt, come una tifosa.

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Ha vinto di nuovo Marco Odermatt, quattro Coppe del mondo generali, favorito naturale ogni volta che si presenta al via. Ma dal primo superG di stagione a Copper Mountain esce anche un altro vincitore, un vincitore morale: Aleksander Aamodt Kilde. Il campione norvegese di nuovo in gara dopo 684 giorni pieni di tutto, dal rischio di morire nella caduta in discesa a Wengen del gennaio 2024 al timore di non poter tornare per problemi alla spalla sinistra rovinata contro le barriere del Lauberhorn. Un rientro pieno di emozioni, che la sua fidanzata Mikaela Shiffrin ha vissuto al parterre. Portandosi i guantoni sul volto, come a trattenere lacrime, poi saltando e applaudendo: sfogando tutta la tensione accumulata per il ritorno in pista del compagno a lungo malato, una situazione che le avrà consumato più energie nervose rispetto all’ennesima vittoria, la 103esima nello slalom di Gurgl di domenica scorsa. Mikaela ha poi chiesto una foto con Aleksander e Marco Odermatt, come una tifosa.

Quando diceva: “Pensavo fosse finita”

Kilde, da parte sua, dopo aver tagliato il traguardo 24° con un secondo e 25 da Odermatt, ha lasciato cadere gli sci, si è chinato sotto il peso della fatica ma soprattutto della pressione avvertita nei mesi scorsi pensando a questo momento: “Il pericolo di sepsi è stato grande, sarebbe potuto finire tutto quanto. Ma ormai è passato. Ora posso tornare a gioire un po’ di più, con tutto il cuore, e non solo per gli altri atleti” ha raccontato il 33enne quando il ritorno in Coppa del mondo si avvicinava.

Sulla sedia a rotelle due mesi dopo

L’incidente di Kilde è stato una testimonianza dei danni che può fare lo sci di alto livello, e allo stesso tempo della determinazione dei campioni non piegati da gravissimi incidenti: qualcosa che Federica Brignone ha dimostrato mercoledì tornando a sciare 237 giorni dopo la caduta agli Assoluti che le provocò la frattura del piatto tibiale e della testa del perone della gamba sinistra. Il norvegese ancora due mesi dopo l’incidente era imbottito di antidolorifici e costretto alla sedia a rotelle. Si è rivolto a specialisti per avere un aiuto psicologico. Per la prima volta ha passato il Natale a casa sua, in Norvegia. “Al mattino non vedevo più il senso della mia vita” ha raccontato del periodo della riabilitazione.

Bosca al ritorno miglior azzurro

Il ritorno in gara a Copper Mountain è un momento sognato da quasi due anni, e finalmente Kilde può condividere il battito vitale della Coppa del mondo. Odermatt che non domina ma riesce a mantenere otto centesimi di vantaggio sull’austriaco Vincent Kriechmayr. Dominik Paris che decide di correre senza antidolorifici tre giorni dopo il colpo alla caviglia sinistra, e alla fine se la cava egregiamente con l’11° posto a 85 centesimi da Odermatt. Guglielmo Bosca, pure lui tornato dopo un grave infortunio, la frattura del perone che gli rovinato la scorsa stagione, di nuovo in fiducia e ottavo al traguardo, migliore degli azzurri. È il mondo dei velocisti, che ha ritrovato un campione mai dimenticato.

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