Il ct dell’Austria: “Così Sofia Goggia condiziona le rivali”
di Mattia ChiusanoSofia Goggia, 33 anni, un oro e un argento olimpico
Un campione si misura dal peso delle vittorie, dai numeri, dalle magie che crea. Ma ci sono anche i campioni che si misurano dalla capacità di suggestionare gli avversari. Sofia Goggia è così. Negli anni ha spinto al massimo i limiti della discesa, prendendo rischi che molte non prendono, cercando traiettorie che le rivali spesso non se la sentono di imitare. Adattandosi in fretta, come si è visto nella prima tre giorni della velocità della Coppa del mondo a St.Moritz: “Negli ultimi due mesi ho potuto fare solo gigante, visto che le condizioni meteo in Nord America non consentivano di fare training in discesa, faceva troppo caldo” ha spiegato Sofia. Ma anche a corto di preparazione, sono arrivati un quarto, due terzi posti, e quella frase che è un grido di battaglia: «Ho margini allucinanti”.
Il ct: “È mancato il coraggio”
Come sempre nel gruppo delle velociste ogni …
Un campione si misura dal peso delle vittorie, dai numeri, dalle magie che crea. Ma ci sono anche i campioni che si misurano dalla capacità di suggestionare gli avversari. Sofia Goggia è così. Negli anni ha spinto al massimo i limiti della discesa, prendendo rischi che molte non prendono, cercando traiettorie che le rivali spesso non se la sentono di imitare. Adattandosi in fretta, come si è visto nella prima tre giorni della velocità della Coppa del mondo a St.Moritz: “Negli ultimi due mesi ho potuto fare solo gigante, visto che le condizioni meteo in Nord America non consentivano di fare training in discesa, faceva troppo caldo” ha spiegato Sofia. Ma anche a corto di preparazione, sono arrivati un quarto, due terzi posti, e quella frase che è un grido di battaglia: «Ho margini allucinanti”.
Il ct: “È mancato il coraggio”
Come sempre nel gruppo delle velociste ogni sua mossa è stata studiata, come se fosse una proiezione estrema della sciata sulla pista Corviglia. Un punto di riferimento, nel bene e nel male. Dai giorni di St.Moritz spunta così un retroscena, che porta dritto in casa Austria. In un team in cui le liberiste si scannano in prova per trovare un posto in squadra. Ma quando nel Wunderteam hanno visto una Sofia insolitamente cauta sul salto Rominger si è diffuso il panico. "Quando Sofia Goggia frena prima del salto finale, significa qualcosa” ha spiegato il ct della nazionale austriaca Roland Assinger. “Questo si propaga a macchia d’olio in partenza. A molte mie atlete è semplicemente mancato il coraggio, questo è chiaro”.
La scelta sul salto Rominger
L’accusa non è stata generica, ma ha colpito tre pretendenti al podio come Nina Ortlieb, Stephanie Brunner e Magdalena Egger, seconda in discesa sulla stessa pista. Atlete esperte, pronte ad essere suggestionate da un semplice scelta dell’azzurra su un salto giudicato troppo lungo dopo il passaggio delle apripista, e smussato provocando un ritardo di un quarto d’ora al via.
Giovedì la prima prova della discesa di Val d’Isère
Sofia ha sorriso sentendo le frasi di Assinger, pensando che se si fosse buttata troppo a sinistra sarebbe planata per 50 metri. Una mossa saggia, che ha avuto conseguenze inaspettate nelle rivali. Per un crudele gioco del destino, nei giorni di St. Moritz Assinger è caduto, si è procurato lesioni multiple al tendine della spalla destra, è stato operato e starà fuori per un mese. Domani le ragazze scendono nella prima prova della discesa di Val d’Isère: come al solito Sofia sarà osservata speciale.