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Sofia Goggia: “Il dolore è benzina, l’ho scritto pure a Gasperini. Ai Giochi tutto è possibile”

Sofia Goggia, 33 anni

 

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Intervista alla sciatrice azzurra, vincitrice del superG di Val d’Isère dopo la delusione in discesa. Prima del via i messaggio al tecnico giallorosso
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Vincere alla Sofia Goggia. Con un’ora di pianto alla vigilia per «l’occasione d’oro buttata», le emoticon su Instagram con la mano sulla bocca a coprire le parolacce poche ore prima di trionfare in superG. Con i messaggi a Gian Piero Gasperini, uniti dalla sconfitta a Val d’Isère e a Torino con la Juve nello stesso sabato, così come dopo un grave infortunio Sofia andò nella tenuta di Roberto Baggio per chiedergli il senso profondo del dubbio, «e lui mi guardò con quegli occhi di vetro e mi fece: “Decidi tu per te stessa”». Stavolta dialogando con Gasp l’azzurra conia una frase che resta attaccata a questa giornata, “il dolore dell’oggi è la benzina del domani”, e il serbatoio arriva bello pieno il giorno dopo l’errore che le è costato la vittoria in discesa. Goggia interpreta un superG più bello delle sensazioni incerte che prova in gara, che le consegna il primo successo stagionale, il numero 27 in Coppa del mondo , il 65° podio. Battendo di 15 centesimi la neozelandese Alice Robinso…

Vincere alla Sofia Goggia. Con un’ora di pianto alla vigilia per «l’occasione d’oro buttata», le emoticon su Instagram con la mano sulla bocca a coprire le parolacce poche ore prima di trionfare in superG. Con i messaggi a Gian Piero Gasperini, uniti dalla sconfitta a Val d’Isère e a Torino con la Juve nello stesso sabato, così come dopo un grave infortunio Sofia andò nella tenuta di Roberto Baggio per chiedergli il senso profondo del dubbio, «e lui mi guardò con quegli occhi di vetro e mi fece: “Decidi tu per te stessa”». Stavolta dialogando con Gasp l’azzurra conia una frase che resta attaccata a questa giornata, “il dolore dell’oggi è la benzina del domani”, e il serbatoio arriva bello pieno il giorno dopo l’errore che le è costato la vittoria in discesa. Goggia interpreta un superG più bello delle sensazioni incerte che prova in gara, che le consegna il primo successo stagionale, il numero 27 in Coppa del mondo , il 65° podio. Battendo di 15 centesimi la neozelandese Alice Robinson, che aveva vinto a St.Moritz, e l’americana Lindsey Vonn, terza e pronta a un nuovo duetto con l’amica bergamasca: «Stavolta tu ci hai dato una lezione, Sofi. Siamo amiche, bello spingersi a vicenda».

Sofia Goggia, la frase esatta che ha detto è “il dolore dell’oggi è la benzina del domani, inteso come oggi ma anche come momento storico”: c’è la sua storia in questa giornata?

«Mi riferivo alle tante volte in cui non sono riuscita a esprimermi al meglio, a non cogliere un’occasione. La mia carriera è stata costellata da questa voglia di riscatto quando non riuscivo a essere me stessa: per questo ho sentito dolore nell’anima».

Parla ancora della discesa di due giorni fa, anche se si è rifatta abbondantemente in superG.

«Sono stata molto arrabbiata, e lo sono ancora adesso nonostante questa vittoria. Sabato non è stata una giornata semplice a livello di gestione emotiva. Una volta che sono rientrata in camera ho pianto: so benissimo che non è una reazione adatta all’atleta che sono e all’età che ho, ma secondo me significa solo che anche a 33 anni ci tengo molto che una gara non finisca così».

Ha detto che fa troppi regali.

«Quello di Natale che mi sono concessa nel superG l’ho fatto alle altre in discesa. Come dice Alberto Tomba che mi manda messaggi: “Sofia fai sempre regalini”. Adesso basta: sono stata troppo generosa».

Cos’altro vi siete detti con Gasperini?

«Gli ho scritto anche stamattina, sapendo che ieri aveva perso con la Juve. Nonostante sia l’allenatore della Roma, è una persona che ha dato tantissimo alla città di Bergamo, diciamo che nutro una profonda stima e riconoscenza nei suoi confronti. Ogni tanto ci scambiamo messaggi, gli ho detto quella frase sul dolore e la benzina».

E lui ha risposto?

«Certo, proprio poche ore prima del superG. Mi ha detto che era d’accordo, che condivideva questa visione, anzi ha detto che siamo simili nelle reazioni. Gli è piaciuta questa interpretazione del dolore: come sempre, si guarda avanti. L’importante è avere frecce nella faretra da scagliare».

Fa impressione pensare a sue fragilità, a lacrime, dopo tutto quello che ha vinto e superato negli ospedali.

«Però io penso che quella frase sul dolore sia stata dettata da una che il fuoco ce l’ha dentro: è bello vederlo e sentirlo. Ritrovarmi a piangere m’ha fatto capire quanto ci tenga, molto più di quanto già non sappia. Semplicemente questo».

Il dolore confina anche con la delusione per non essere stata nominata portabandiera? A Pechino 2022 sarebbe stata lei se non si fosse infortunata.

«Ma no, penso che ci fossero molti atleti che valevano questo titolo, sono state fatte delle scelte e chiaramente le rispetto. Ma dico anche che secondo me la bandiera più bella che si possa alzare è quella al traguardo della gara olimpica: quindi se quello può essere il mio ruolo, darò tutta me stessa per provare ad alzarla lì».

Gara secca, gara insidiosa: lei ne ha vinta una a PyeongChang 2018 ed è finita seconda a Pechino 2022, come si affronta una prova olimpica di pochi secondi che valgono un quadriennio?

«Esattamente come una gara di Coppa del mondo, dove può succedere di tutto. Guardiamo la discesa di sabato, alcune scendevano col sole, poi la luce si è spenta totalmente. Ma al di là di quelle che possono essere le condizioni, sei tu a dover dare il meglio di te stessa. Su di me, Sofia Goggia, nulla ha esercitato un fascino paragonabile ai cerchi olimpici, è sempre stato il mio grande sogno. E forse mi piace proprio per questo motivo, perché è una gara one shot one kill, una volta ogni quattro anni».

Si sta già caricando?

«All’Olimpiade penseremo a febbraio. Dopo Natale andrò a Semmering e a Kranjska Gora per i giganti, poi ci sarà tutto il mese di gennaio, con tante gare di velocità».

Portandosi dietro la fiducia di una giornata come questa.

«Sicuramente è stata una bella vittoria: ma è solo un passaggio nel mio percorso».

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