Le due immagini del giorno. La bolgia dello stadio di Semmering, la stazione dei viennesi che si accende per la vittoria della stiriana Julia Scheib in gigante. La pace di Courmayeur, il cielo azzurro e la pista disseminata di porte su cui si allena quella che è stata la regina del gigante prima del terribile infortunio: Federica Brignone. In questa sintesi di emozioni contrastanti, tra chiassosa festa e silenziosa promessa, vive lo sci femminile che si avvicina alle Olimpiadi di Milano Cortina.
A Semmering vince Scheib
C’è l’erede dell’azzurra che lo scorso anno ha conquistato l’oro mondiale, la coppa di specialità di gigante oltre a quella generale: si chiama Julia Scheib, quest’anno ha vinto a Soelden, Mont Tremblant e ora a Semmering, trionfando nella gara di casa davanti alla svizzera Camille Rast e alla svedese Sara Hector. Ma all’orizzonte si intravede il ritorno della regina di diritto che sta completando un recupero miracoloso, dettato dai progressi della medicina e dalla det…
Le due immagini del giorno. La bolgia dello stadio di Semmering, la stazione dei viennesi che si accende per la vittoria della stiriana Julia Scheib in gigante. La pace di Courmayeur, il cielo azzurro e la pista disseminata di porte su cui si allena quella che è stata la regina del gigante prima del terribile infortunio: Federica Brignone. In questa sintesi di emozioni contrastanti, tra chiassosa festa e silenziosa promessa, vive lo sci femminile che si avvicina alle Olimpiadi di Milano Cortina.
A Semmering vince Scheib
C’è l’erede dell’azzurra che lo scorso anno ha conquistato l’oro mondiale, la coppa di specialità di gigante oltre a quella generale: si chiama Julia Scheib, quest’anno ha vinto a Soelden, Mont Tremblant e ora a Semmering, trionfando nella gara di casa davanti alla svizzera Camille Rast e alla svedese Sara Hector. Ma all’orizzonte si intravede il ritorno della regina di diritto che sta completando un recupero miracoloso, dettato dai progressi della medicina e dalla determinazione di una campionessa che non ha mollato neanche un secondo dopo la frattura scomposta del piatto tibiale, del perone e del legamento del compartimento mediale del ginocchio sinistro.
In questo un po’ la ricorda anche Scheib, che nel 2019 ha affrontato la mononucleosi seguita da due rotture del crociato che ne hanno attardato l’affermazione in Coppa del mondo: ora è anche leader nella coppa di gigante in vista della prossima gara che si terrà il 3 gennaio a Kranjska Gora.
Il recupero di Brignone
Quanto a Federica, il recupero procede un passo alla volta, ma quanto sono rapidi e inattesi questi passi. Sulla pista Youla Lazey l’azzurra si è messa alla prova con qualche nuvola che offuscava la visione del terreno, sulle neve fresca appena caduta. Poi si è allenata col sole, cercando velocità e fiducia. “Sento ancora un po’ di dolore alla tibia, ma sono molto felice” ha detto, superando una nuova barriera del suo percorso iniziato ad aprile. Presto capirà quale sarà la scelta migliore, nel caso si sentisse pronta per partecipare alle Olimpiadi: il gigante con tutti i suoi attriti, coi suoi movimenti logoranti, o la velocità meno estenuante ma da allenare con molta attenzione quasi dieci mesi dopo l’ultima discesa? Bisogna solo lasciare Federica al suo percorso, quanti avrebbero immaginato ad aprile di vederla sciare tra le porte del gigante a dicembre?
Sorpresa Della Mea
Come bisogna lasciare che Sofia Goggia, ottava a Semmering, ritrovi il suo feeling col gigante, che resta uno dei suoi target. Dal superG vinto a Val d’Isère al gigante che nel team azzurro è stato chiamato “un rodeo” che ha disarcionato campionesse come Robinson e Colturi, Sofia è passata da un estremo all’altro di una gara di Coppa del mondo. Il suo ottavo posto è un trampolino verso il podio che la bergamasca sente di poter raggiungere, e intanto senza la regina Brignone, tra le prime sette del gigante c’è una Lara Della Mea (settima appunto) al miglior risultato in carriera dopo due noni posti a Mont Tremblant. E nel Circo Bianco gli osservatori più attenti si sono accorti che la quasi qualificazione di una fresca diciassettenne come Anna Trocker, lanciata subito in Coppa del mondo senza passare per la Coppa Europa, è la rivelazione di un futuro che potrebbe essere roseo, come quella della napoletana Giada D’Antonio che debutterà domenica in slalom a sedici anni. L’eredità di Federica e Sofia.