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Sci, Brignone e D’Antonio, due generazioni con vista Olimpiadi

Giada D'Antonio, 16 anni 

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Federica è tornata a scendere tra le porte del gigante, la sedicenne napoletana esordisce in Coppa nello slalom di Semmering con un numero proibitivo, il 70. La sua prima gara internazionale risale ad appena 39 giorni fa
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Non dovevano essere qui, in questo momento della vita, sulle nevi di Courmayeur e Semmering a fine dicembre. Federica Brignone, la regina trentacinquenne con la fame di una esordiente, appena tornata ad allenarsi tra le porte del gigante sulla pista valdostana Le Greye. Giada D’Antonio, la sedicenne convocata per scendere sullo stesso pendio di Mikaela Shiffrin, 105 vittorie in Coppa del mondo: domenica nello slalom di Semmering, la stazione dei viennesi, le toccherà trovare una soluzione sulla neve oltraggiata prima del suo proibitivo numero, il 70. La rinascita e il debutto. La campionessa che entra nella storia della medicina sportiva con un recupero impossibile. La “Black Panther” napoletana cresciuta a Roccaraso, sangue colombiano ed ecuadoriano, che solo 39 giorni fa ha sciato nella prima gara internazionale assoluta: vincendo sia il primo che il secondo giorno in Svizzera, evento notato in tutto il Circo Bianco che oggi attende la sua apparizione. Con la benedizione della Fisi …

Non dovevano essere qui, in questo momento della vita, sulle nevi di Courmayeur e Semmering a fine dicembre. Federica Brignone, la regina trentacinquenne con la fame di una esordiente, appena tornata ad allenarsi tra le porte del gigante sulla pista valdostana Le Greye. Giada D’Antonio, la sedicenne convocata per scendere sullo stesso pendio di Mikaela Shiffrin, 105 vittorie in Coppa del mondo: domenica nello slalom di Semmering, la stazione dei viennesi, le toccherà trovare una soluzione sulla neve oltraggiata prima del suo proibitivo numero, il 70. La rinascita e il debutto. La campionessa che entra nella storia della medicina sportiva con un recupero impossibile. La “Black Panther” napoletana cresciuta a Roccaraso, sangue colombiano ed ecuadoriano, che solo 39 giorni fa ha sciato nella prima gara internazionale assoluta: vincendo sia il primo che il secondo giorno in Svizzera, evento notato in tutto il Circo Bianco che oggi attende la sua apparizione. Con la benedizione della Fisi che ha lanciato Giada in Coppa per non rischiare un nuovo caso Colturi, perdendo un altro talento dopo la diciannovenne che gareggia per l’Albania.

Brignone, continua il recupero: allenamento a Courmayer

Brignone: "Sento un po’ di dolore ma sono felice”

Non poteva allenarsi così presto, Federica Brignone. Lo si è pensato a lungo quando è cominciata la riabilitazione da un infortunio che le ha devastato piatto tibiale, perone sinistro e legamenti del ginocchio. La vincitrice di due coppe del mondo ha deciso che non sarebbe stato un infortunio a chiudere la sua carriera. Non ha mollato neanche un secondo, si è svegliata ogni giorno all’alba per andare al J Medical. Il frutto di quei mesi è sotto gli occhi di tutti: Federica affronta le porte del gigante, quando la visibilità è precaria, quando c’è il sole, quando c’è da cercare la velocità. "Sento ancora un po’ di dolore alla tibia, ma sono molto felice” dice. Non ha ancora deciso se farà il gigante coi suoi movimenti logoranti, o la velocità meno estenuante ma da allenare con molta attenzione. Ma intanto c’è, e in un dialogo invisibile con Giada D’Antonio mette al centro di questo momento la sua famiglia. Accanto alla fuoriclasse ci sono l’inseparabile fratello coach Davide e la mamma Ninna Quario. Per Giada invece si sono mossi il papà dentista Fabio, la mamma Sandra, ex indossatrice cresciuta tra Quito e Cali, il fratello calciatore Anthony. E ci sarà anche lo storico maestro di sci e tecnico Carlo Ceccato, che l’ha vista crescere nello Sci Club Vesuvio con l’appoggio del comitato campano-pugliese. Per capire la sua precocità, basta pensare a cosa faceva Jannik Sinner alla sua età: giocava il Futures di Casale Monferrato.

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