CRANS-MONTANA – La Federazione internazionale dello sci era stata chiara: sì alle gare, ma no agli eventi collaterali legati agli sponsor, per rispetto ai 40 morti e ai 116 feriti del rogo del locale Costellation nella notte di Capodanno. Ma a Crans-Montana, nonostante il lutto che ha sconvolto l’Europa, non tutti nel primo giorno di gare hanno rispettato l’indicazione.
Le aziende non rinunciano alla visibilità
Molte delle aziende che hanno investito centinaia di migliaia di euro nella promozione di questa tappa della coppa del mondo di sci, però, non hanno raccolto l’appello e non hanno rinunciato a quello che avevano acquistato: spazio per i gazebo nel piazzale sotto l’arrivo, bandiere promozionali, gadget omaggio, possibilità di mettere musica e addirittura la vendita diretta dei propri prodotti.
Le segnalazioni delle federazioni presenti
La mancanza di rispetto è stata segnalata all’organizzazione da diverse federazioni nazionali impegnate nella competizione, che prevede nella giornata di oggi, venerdì 30 gennaio, la discesa libera femminile, domani, sabato 31 gennaio, il superG femminile e domenica la discesa maschile.
Il peso finale degli accordi commerciali
Ma dal punto di vista commerciale, le aziende hanno il diritto — per contratto — di esporre i propri loghi e promuoversi con eventi dal vivo. La moral suasion ha quindi funzionato solo a metà e, alla fine, a prevalere sono stati gli interessi commerciali.
Il minuto di silenzio prima della gara
Prima della gara, però, si è tornati a pensare al lutto che ha sconvolto la comunità di Crans e l’Europa intera: gli organizzatori infatti hanno disposto e fatto rispettare un minuto di silenzio prima del via alla competizione. Un momento emozionante, con la commozione tra il pubblico davvero palpabile, mentre fiocchi di neve cadevano sulla pista e gli spalti rendendo quei sessanta secondi ancora più emozionanti.