Brignone, la promessa e il ritorno: in gara ad Andorra per arrivare alle Finals
di
Mattia Chiusano
Federica Brignone, 35 anni, con l'oro del gigante
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Dopo le due medaglie d’oro e i controlli al JMedical l’azzurra ripartirà da Soldeu dove vinse nel 2016. “Qualificarmi per le finali di Lillehammer (19-25 marzo) potrebbe essere un traguardo per me”
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L’aveva promesso, e lei non è una che butta parole a caso. Sorprendendo anche chi le sta molto vicino, Federica Brignone aveva annunciato che avrebbe continuato la stagione, nonostante i suoi problemi fisici siano tutt’altro che risolti. Così ha fatto, ormai è ufficiale che finita la felice avventura olimpica con le due medaglie d’oro in superG e gigante, Federica ripartirà da Andorra, dalla località di Soldeu in cui è stata l’unica atleta italiana a vincere, nella stagione 2015-16 in un SuperG. Un’epoca ormai lontana, ma dieci anni dopo Federica non ha perso la voglia di andare in pista dopo tutto quello che ha vinto e quello che ha sofferto. Entrata nelle Olimpiadi come un’atleta dal futuro e dalle prestazioni ancora incerte, la valdostana ne esce come un campionessa con un’agenda normale di Coppa del Mondo: “Qualificarmi per le finali di Lillehammer (19-25 marzo) potrebbe essere un traguardo per me” ha detto il giorno dopo il trionfo in gigante, ponendosi un altro obiettivo più che…
L’aveva promesso, e lei non è una che butta parole a caso. Sorprendendo anche chi le sta molto vicino, Federica Brignone aveva annunciato che avrebbe continuato la stagione, nonostante i suoi problemi fisici siano tutt’altro che risolti. Così ha fatto, ormai è ufficiale che finita la felice avventura olimpica con le due medaglie d’oro in superG e gigante, Federica ripartirà da Andorra, dalla località di Soldeu in cui è stata l’unica atleta italiana a vincere, nella stagione 2015-16 in un SuperG. Un’epoca ormai lontana, ma dieci anni dopo Federica non ha perso la voglia di andare in pista dopo tutto quello che ha vinto e quello che ha sofferto. Entrata nelle Olimpiadi come un’atleta dal futuro e dalle prestazioni ancora incerte, la valdostana ne esce come un campionessa con un’agenda normale di Coppa del Mondo: “Qualificarmi per le finali di Lillehammer (19-25 marzo) potrebbe essere un traguardo per me” ha detto il giorno dopo il trionfo in gigante, ponendosi un altro obiettivo più che ambizioso dopo aver disputato solo tre gare in Coppa finora.
Il celebre inchino di Thea Louise Stjernesund e Sara Hector a Federica Brignone (afp)
Il passaggio al JMedical
Il passaggio al JMedical di Torino, insomma, quei due giorni di controlli medici che lei ha fortemente voluto lasciando Cortina poche ore dopo il celebre inchino delle due avversarie che aveva battuto in gigante, era finalizzato quindi al ritorno in pista. Lo sapeva anche il presidente della federazione Flavio Roda, rimasto in contatto con lo staff medico della Fisi. Appuntamento quindi il 25 febbraio per le prime prove cronometrate, poi venerdì 27 la discesa seguita nei giorni successivi da due superG, uno dei quali recupera quello cancellato a Zauchensee.
Goggia da giorni a Soldeu per il riscatto
Ma se Federica è molto determinata nel gareggiare a Soldeu, c’è chi lo è ancora di più: Sofia Goggia. Dopo un’Olimpiade non all’altezza delle sue ambizioni, con una medaglia di bronzo in discesa ma un’uscita in SuperG quando era nettamente al comando, la bergamasca è ripartita immediatamente per Andorra, dove alloggia già da giorni in attesa di queste prove di Coppa del Mondo. Con l’evidente obiettivo di avere un riscatto immediato, non di fronte agli altri, ma per se stessa. A maggior ragione adesso che non c’è più in pista la sua amica rivale Lindsey Vonn, infortunata, e si riaprono i giochi nelle due coppe della velocità: in discesa l’americana conduceva con 400 punti, ma ora per Sofia, quinta con 180, il punto di riferimento è Emma Aicher a quota 256. Quanto al superG, Goggia indossa il pettorale di leader con 280 punti, non deve più temere Vonn (190) ma Alice Robinson che insegue a 220.