Brignone: “Non deve essere una tortura sciare. Se non miglioro l’anno prossimo non mi vedrete”
di Mattia ChiusanoFederica Brignone è capace di fare miracoli, lo ha dimostrato ampiamente alle Olimpiadi di Milano Cortina. Ma le favole non è ancora in grado di scriverle: infatti il ritorno alla realtà dopo le due medaglie d’oro significa un conto pesante presentato dal suo fisico. Una situazione di dolore e incertezza che la spinge addirittura a dire: “Se non migliorerà difficilmente mi vedrete l'anno prossimo. Ho le scatole piene di stare male ogni giorno. A volte mi arrivano fitte allucinanti e così non è bello. Non deve essere una tortura, altrimenti non ho intenzione di buttarmi giù a 130 km/h”. Non lo farà nella prima gara post olimpica: troppi dolori, e troppe gobbe sulla pista della discesa di Soldeu di venerdì. Ma nei superG ci sarà.
A Soldeu dis…
Federica Brignone è capace di fare miracoli, lo ha dimostrato ampiamente alle Olimpiadi di Milano Cortina. Ma le favole non è ancora in grado di scriverle: infatti il ritorno alla realtà dopo le due medaglie d’oro significa un conto pesante presentato dal suo fisico. Una situazione di dolore e incertezza che la spinge addirittura a dire: “Se non migliorerà difficilmente mi vedrete l'anno prossimo. Ho le scatole piene di stare male ogni giorno. A volte mi arrivano fitte allucinanti e così non è bello. Non deve essere una tortura, altrimenti non ho intenzione di buttarmi giù a 130 km/h”. Non lo farà nella prima gara post olimpica: troppi dolori, e troppe gobbe sulla pista della discesa di Soldeu di venerdì. Ma nei superG ci sarà.
A Soldeu discesa libera e due superG
È stata lei a volere fortemente questo supplemento di fatica, queste gare della Coppa del Mondo che riparte ad Andorra con la discesa di venerdì (ore 11) e i due superG di sabato e domenica (10.15). Nella Soldeu che è “uno dei miei posti preferiti”. Ma il ritorno sugli sci a livelli di massimo carico non è andato bene. “Lunedì scorso mi hanno svuotato il ginocchio e riempito con acido ialuronico. Sinceramente, speravo di stare meglio e sto facendo ancora fatica: ho parecchio dolore, fatico ad appoggiarmi sullo sci”.
La quotidianità di Federica
La rinuncia alla prova cronometrata di giovedì è stata motivata dal bisogno di risparmiare la gamba sinistra in vista della prova più impegnativa del giorno dopo. Questa è la quotidianità di Federica dal giorno del terribile infortunio. Si è abituata a lottare, ne ha fatto una consuetudine per 10 mesi fino a trovare due medaglie d’oro “una cosa infattibile“ dice adesso, dopo qualche giorno di riflessione. Ma allo stesso tempo questo tipo di vita le provoca frustrazione, oltre all’amarezza di sapere che il suo corpo non tornerà mai più come prima, e che sarebbe pronta “a dare le mie due medaglie in cambio della vita che avevo prima“, una frase shock che ripete anche alla vigilia di Andorra.
Il futuro di Brignone
Le parole che mettono in discussione il proseguimento della sua carriera, lasciando intravedere addirittura il ritiro, fanno parte però del suo approccio vincente all’infortunio, è un linguaggio utilizzato anche in passato per ottenere progressi giorno dopo giorno, “qui e ora” come ripete spesso. E in questa visione della sua carriera, e soprattutto della sua vita in questo momento incredibile, è normale il dubbio e anche la tentazione di dire basta. Come magari sarà naturale vederla sul podio nel weekend e alle finali di Lillehammer, con un piede nella prossima stagione dopo essersi concessa il riposo, la vacanza, la lontananza che non si può permettere da quasi due anni.