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Curtoni, vittoria a sorpresa: “Un’esplosione di felicità, ero sul punto di smettere”

Elena Curtoni 

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Tris azzurro in Val di Fassa: dalle discese di Pirovano al superG di Elena, prima dopo tre anni e mezzo. Sul podio anche Zenere
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E chi le ferma più? Sanno solo vincere, le ragazze italiane dello sci. Cambia il nome, non il tricolore lassù. In Val di Fassa, dopo i due successi di Laura Pirovano nelle discese, il tris firmato da Elena Curtoni nel superG che ha regalato il primo podio in carriera a un’altra azzurra, Asja Zenere: “Sentivo di non essere sulla linea perfetta — dice Curtoni — ma so che quando vado così sto rendendo al massimo. Mi dicevo: “Va benissimo, che figata, vai”. Che bello arrivare al traguardo e vedere la luce verde, non succedeva da tanto. Poi però ho dovuto soffrire, sono partita con il pettorale n. 8, dovevano scendere ancora molte ragazze forti”.

Mentre la intervistavano, è scesa con il 33 Asja Zenere.

“Sentivo un gran tifo, non capivo, poi il parterre è esploso di felicità”.

Un po…

E chi le ferma più? Sanno solo vincere, le ragazze italiane dello sci. Cambia il nome, non il tricolore lassù. In Val di Fassa, dopo i due successi di Laura Pirovano nelle discese, il tris firmato da Elena Curtoni nel superG che ha regalato il primo podio in carriera a un’altra azzurra, Asja Zenere: “Sentivo di non essere sulla linea perfetta — dice Curtoni — ma so che quando vado così sto rendendo al massimo. Mi dicevo: “Va benissimo, che figata, vai”. Che bello arrivare al traguardo e vedere la luce verde, non succedeva da tanto. Poi però ho dovuto soffrire, sono partita con il pettorale n. 8, dovevano scendere ancora molte ragazze forti”.

Mentre la intervistavano, è scesa con il 33 Asja Zenere.

“Sentivo un gran tifo, non capivo, poi il parterre è esploso di felicità”.

Un podio di emozioni: durante l’inno lei rideva, Asja piangeva, le altre protagoniste della valanga rosa vi applaudivano.

“Tra noi ragazze c’è un affetto sincero. Una squadra così forte ti fa crescere e migliorare. Alziamo tutte l’asticella, anche in allenamento, per superarci. E poi io, con i miei 35 anni, sono un po’ la capitana, le ho portate tutte per la mano”.

Sul podio vi ha premiato un raggiante Alberto Tomba.

“Mi diceva: domani organizziamo un’altra gara, così vincete anche quella. È uno dei primi a scrivermi messaggi dopo le gare. Cavolo, è bello ricevere messaggi da un mito come Tomba. Anche Deborah Compagnoni, che è della Valtellina come me, è sempre presente. Sono campioni anche in questo”.

Dopo Milano Cortina Goggia ha vinto il superG di Soldeu, poi i tre successi in Val di Fassa tra lei e Pirovano. Quanto vi hanno ispirato le imprese di Brignone ai Giochi?

“È strepitoso vincere due ori dopo un infortunio così grave. Ma io conosco Federica da una vita, era un esempio di positività anche prima, la sua grande energia è sempre stata uno stimolo”.

È la sua prima vittoria dopo l’infortunio del dicembre 2023, quando si fratturò l’osso sacro nel superG di St. Moritz.

“Prima dell’incidente pensavo di ritirarmi alla fine di quella stagione. Poi però l’istinto mi ha spinto a rimettermi in gioco. È stato difficile ma ci ho creduto, con l’aiuto di chi era al mio fianco, perché se sei sola i dubbi arrivano subito”.

Parla di suo marito, Nicolò Robello, che ha vinto l’ultima Admiral’s Cup di vela.

“È un grande appassionato di sci, mi segue sempre, incastriamo spostamenti e calendari per incontrarci. Siamo due sportivi, sappiamo come funziona: anche non dovessimo vederci per due mesi, va bene lo stesso. Poi però quando stiamo insieme, stiamo insieme sul serio”.

Cosa farà dopo il ritiro?

“Vorrei riuscire a mettere nel mio futuro lavoro la parte creativa che mi rende molto emotiva, sensibile, quando invece da atleta dovrei essere più oggettiva e analitica. Sicuramente dipingerò, come faccio fin da bambina. Sogno di esporre i miei quadri”.

Anche la sua compagna di squadra Laura Pirovano dipinge.

“Lei dice che ci prova ma non è portata. Parole sue, eh”.

Che bella risata.

“È stata una giornata felice. Mi sono goduta ogni momento”.

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