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Laura Pirovano: “Vinco anch’io, sognavo questa coppa. È il mio regalo per papà”

Laura Pirovano

 

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L’azzurra si prende la discesa a Lillehammer e la classifica di specialità: “I miei genitori ora sono sulla Luna”
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Laura Pirovano, ha fatto incubi nella notte prima degli esami? Le è apparsa in sogno la tedesca Aicher che poteva toglierle la coppa?

«Incubi non ne ho avuti, però non ho dormito tanto bene. Se devo essere sincera, sono stati certi sogni a tenermi sveglia. Ero molto agitata, sapevo che in ogni caso sarebbe stato un tornado di emozioni e non sapevo come lo avrei gestito».

Ha avuto il conforto della sua famiglia che è in Norvegia.

«È bello condividere queste emozioni con chi ti è stato vicino. Ho visto i miei genitori Manlio e Maddalena e mio fratello Giorgio la sera della vigilia: pensavano di essere nella hall del mio hotel, sono arrivata e ho chiesto “ma dove siete?”, insomma erano nell’albergo sbagliato. Vabbè, era il compleanno di papà, sono felice di avergli fatto un bel regalo, l’ultima volta che ho vinto il giorno del suo compleanno era al trofeo Pinocchio per piccoli, ne è passato di tempo».

Laura Pirovano, ha fatto incubi nella notte prima degli esami? Le è apparsa in sogno la tedesca Aicher che poteva toglierle la coppa?

«Incubi non ne ho avuti, però non ho dormito tanto bene. Se devo essere sincera, sono stati certi sogni a tenermi sveglia. Ero molto agitata, sapevo che in ogni caso sarebbe stato un tornado di emozioni e non sapevo come lo avrei gestito».

Ha avuto il conforto della sua famiglia che è in Norvegia.

«È bello condividere queste emozioni con chi ti è stato vicino. Ho visto i miei genitori Manlio e Maddalena e mio fratello Giorgio la sera della vigilia: pensavano di essere nella hall del mio hotel, sono arrivata e ho chiesto “ma dove siete?”, insomma erano nell’albergo sbagliato. Vabbè, era il compleanno di papà, sono felice di avergli fatto un bel regalo, l’ultima volta che ho vinto il giorno del suo compleanno era al trofeo Pinocchio per piccoli, ne è passato di tempo».

E ora come stanno i suoi genitori?

«Sulla Luna, molto più di me».

In questo periodo ha sempre detto di non capire cosa sia successo per trasformarla in una vincente: conferma?

«Davvero, non ho idea di che cosa sia capitato, era da un po’ che stavo sciando abbastanza bene, il feeling sugli sci mi è sembrato lo stesso, i materiali e l’approccio alla gara idem. Ho sempre dato tutto quello che avevo, e non so che cosa sia cambiato».

Qualche libro l’ha ispirata in questo periodo?

«Sto leggendo L’amore ai tempi del colera, ma ancora prima mi sono dedicata al Siddharta di Hermann Hesse. Trasformazioni, rinascite, ricerca di se stessi, insomma qualcosa che ha a che fare con me».

Cambierà, dopo quel che è successo?

«Spero che non esista un’altra me stessa. Sono contenta di quel che sono oggi, la stessa di un mese o un anno fa, semplicemente con delle vittorie in più. Laura non è cambiata e spero non lo faccia neanche in futuro».

Pecca di troppa umiltà?

«Non mi sento inferiore in questo ambiente, mi piace pensare di essere sempre la stessa, e che semplicemente che ora le cose si sono incastrate un po’ meglio».

Cosa desidera adesso?

«Festeggiare con amici, famiglia, tornare a casa dal mio cane e dal mio gatto, e vivere un po’ più calma. Poi, a fine stagione, si parlerà di mare».

Oggi torna in gara nel superG che potrebbe assegnare un’altra coppa a Sofia Goggia.

«Sarebbe un sogno che diventa realtà, perché è vero che lo sci è uno sport individuale, ognuno fa il meglio che può per se stesso, ma io mi sento veramente parte di una grande squadra. Quanto alla coppa, se ce l’ho fatta io, figuriamoci Sofia».

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