Brignone: “Il surf, l’abito da sera, l’oro nello Spritz. Torno solo se sto veramente bene”
di Mattia Chiusano“Per due settimane ho surfato, quattro ore, quattro ore e mezza al giorno. In Centro America, in un posto che vorrei tenere segreto. Non ho fatto vita sociale, al massimo abbiamo conosciuto una ragazza canadese, abbiamo provato un po’ di cibo, ma nient’altro. Veramente troppa, troppa gente ho incontrato, avevo bisogno di fare vita da eremita”.
Aveva bisogno di qualcosa di speciale, di una fuga, Federica Brignone, e se l’è concessa per davvero. Lontana da tutto, dalla massacrante rieducazione per arrivare alle Olimpiadi, vincere l’oro in superG e gigante, continuare a soffrire con una gamba non ancora guarita fino a quando, nella tappa di Coppa del mondo di Soldeu, ha capito che era ora di scendere dal treno impazzito. La ritroviamo al Quirinale, dove ha riconsegnato il tricolore al presidente Sergio Mattarella che era in tribuna quando lei vinse in superG. La grinta di sempre, la capacità di non far trasparire il dolore: “Quando mi fa la gamba? Sempre, anche adesso mentre scendo le sc…
“Per due settimane ho surfato, quattro ore, quattro ore e mezza al giorno. In Centro America, in un posto che vorrei tenere segreto. Non ho fatto vita sociale, al massimo abbiamo conosciuto una ragazza canadese, abbiamo provato un po’ di cibo, ma nient’altro. Veramente troppa, troppa gente ho incontrato, avevo bisogno di fare vita da eremita”.
Aveva bisogno di qualcosa di speciale, di una fuga, Federica Brignone, e se l’è concessa per davvero. Lontana da tutto, dalla massacrante rieducazione per arrivare alle Olimpiadi, vincere l’oro in superG e gigante, continuare a soffrire con una gamba non ancora guarita fino a quando, nella tappa di Coppa del mondo di Soldeu, ha capito che era ora di scendere dal treno impazzito. La ritroviamo al Quirinale, dove ha riconsegnato il tricolore al presidente Sergio Mattarella che era in tribuna quando lei vinse in superG. La grinta di sempre, la capacità di non far trasparire il dolore: “Quando mi fa la gamba? Sempre, anche adesso mentre scendo le scale del Quirinale: da morire”. Non è ancora il momento di sapere se lei continuerà o no: con Federica Brignone ogni giorno è pieno di colpi di scena.
Quindi è stato il surf il suo grande desiderio dopo le Olimpiadi?
“Sì, ma anche l’isolamento. Con mio fratello Davide non siamo praticamente mai usciti dall’appartamento: cibo, sonno e basta. Abbiamo guardato tutte le gare di sport, di sci alpino, di biathlon di fine stagione, e nient’altro”.
Al ritorno è stata protagonista di un popolare talk-show: si è divertita a indossare l’abito da sera?
“Preferisco sciare. È stato bello, hanno trovato video emozionanti, ma io vorrei invece fare sport, scendere i gradini decentemente”.
Che impressione le fa tornare al Quirinale quattro mesi dopo? Quando le consegnarono il tricolore non sciava ancora, due medaglie d’oro non le avrebbe immaginate nessuno.
“In realtà sì, avevo rimesso gli sci in segreto ma era stato un disastro. Non si sapeva allora, nessuno sa niente. Non riuscivo a fare neanche una curva, a mettere carico sugli sci da gigante. Il nostro sport non significa scendere sulle piste, ma mettere molta forza, energia, intensità. Sono scesa a Roma, non avevo voce, non riuscivo a sciare, mi dicevo ‘come fanno a farmi portabandiera?’”.
Hanno visto lontano.
“E io apprezzo veramente la fiducia che hanno riposto in me, mi ha dato una spinta per fare qualcosa di inimmaginabile”.
Quando ha capito che poteva vincere?
“Non ho mai pensato al risultato, ma solo alla mia performance. Non avete idea, rischi di aver perso tutto, non sai se tornerai mai a sciare. Poi, con neanche dieci giorni di allenamento, arriva il sesto posto nel gigante di Kronplatz e prendi fiducia. Ma nelle prove della discesa ecco di nuovo il calvario. Per me alle Olimpiadi era bello arrivarci per fare la portabandiera, dare il massimo, quello dovevo fare”.
Dopo le vacanze può già pensare a una preparazione simile a quelle del passato?
“Impossibile, non so come starà la mia gamba, sicuramente non potrò mai più ripetere la preparazione degli anni scorsi. Ora l’obiettivo è curarmi. L'idea è di arrivare a metà maggio a una fase di riabilitazione per una gamba abbastanza atrofizzata. Come sempre, non scierò per tutta l’estate”.
Riesce finalmente a riposarsi?
“Ma dove, con tutti gli impegni istituzionali che ho? Molto più facile fare l’atleta e stare in hotel”.
La attira l’idea di una stagione senza pressioni, dove aver vinto e dimostrato tutto?
“Magari, sarebbe bellissimo. Ma dovrò fare una stagione intera, non un mese come quest’anno, nelle ultime gare di Soldeu zoppicavo pesantemente”.
C’è qualcosa di quei pazzi giorni a Cortina che non hai mai raccontato?
“Beh, sono state giornate bellissime ma molto difficili. Le emozioni provate in quei due giorni delle medaglie d’oro sono qualcosa di difficile da spiegare. Quello che non ho raccontato, evidentemente non lo volevo raccontare. Però sì, ho anche provato a inzuppare una medaglia nello Spritz…”.