Brignone: “Voglio stare bene. Posso essere ancora un’atleta, ma non so quanto tempo mi ci vorrà”
di Andrea SereniMILANO – È stata eletta per acclamazione atleta dell’anno della Federazione italiana sport invernali. Nella festa di fine stagione con cui la Fisi ha celebrato i successi degli azzurri, al Teatro Armani di Milano, Federica Brignone è stata applaudita da tutti. Un’emozione diffusa, dall’infortunio del 3 aprile di dodici mesi fa alle due medaglie d’oro olimpiche: “Non me l’aspettavo, è stata una sorpresa. Ci sono stati tanti atleti che hanno fatto cose eccezionali”, dice quasi intimidita dalla nube di affetto che la circonda.
Federica, la cosa più difficile nel rientrare per i Giochi?
“Fidarmi del mio corpo. Lo sci è uno sport pericoloso, quando hai un incidente del genere ti passa un po’ la voglia. Non pensavo di riuscire ad avere fiducia così facilmente, senza essermi potuta allenare adeguatamente. Trovare il modo di ricreare quelle sensazioni belle che avevo avuto nelle ultime stagioni. Alle Olimpiadi mettere i bastoni fuori dai cancelletti di partenza, con tutta la pressione addosso…
MILANO – È stata eletta per acclamazione atleta dell’anno della Federazione italiana sport invernali. Nella festa di fine stagione con cui la Fisi ha celebrato i successi degli azzurri, al Teatro Armani di Milano, Federica Brignone è stata applaudita da tutti. Un’emozione diffusa, dall’infortunio del 3 aprile di dodici mesi fa alle due medaglie d’oro olimpiche: “Non me l’aspettavo, è stata una sorpresa. Ci sono stati tanti atleti che hanno fatto cose eccezionali”, dice quasi intimidita dalla nube di affetto che la circonda.
Federica, la cosa più difficile nel rientrare per i Giochi?
“Fidarmi del mio corpo. Lo sci è uno sport pericoloso, quando hai un incidente del genere ti passa un po’ la voglia. Non pensavo di riuscire ad avere fiducia così facilmente, senza essermi potuta allenare adeguatamente. Trovare il modo di ricreare quelle sensazioni belle che avevo avuto nelle ultime stagioni. Alle Olimpiadi mettere i bastoni fuori dai cancelletti di partenza, con tutta la pressione addosso, non sentirmi bene fisicamente e dire comunque: voglio andare più veloce delle altre, voglio rischiare. È una delle cose più complicate che ho fatto in vita mia, ne sono orgogliosa”.
Le sue medaglie olimpiche, come ce l’ha fatta?
“Mai avrei pensato di salire due volte sul podio a Milano-Cortina. Il percorso di avvicinamento è stato estremamente duro, per me già era importante essere tornata sugli sci e poter partecipare. Più guardo le immagini, più mi chiedo come abbia fatto. Vincere è stato emozionante, un risultato di squadra incredibile”.
Servivano questi successi per chiudere un cerchio?
“Dalla mia carriera avevo avuto già tanto. Ai Giochi gareggiavo in casa e alla fine della fiera tutti credevano che potessi fare qualcosa. Io invece non ero pronta come avrei voluto, nelle altre stagioni avevo maggiori sicurezze”.
Cosa prova oggi a rivedere le foto di un anno fa, dopo l’infortunio?
“Mi fanno pensare a quei momenti terribili. Le osservo e dico che vorrei tornare indietro a quel 3 aprile, a quella mattina alle 10, quando mi sono fatta male. Vorrei poter riavvolgere il nastro. Sinceramente, niente mi è stato ripagato”.
Che intende?
“Sono stata fortunata a poter essere in gara alle Olimpiadi, ci sono atleti che dopo infortuni come quello che ho subito io sono ancora in carrozzina. È stato bellissimo. Però non sto ancora bene, onestamente cancellerei tutto l’ultimo anno. Sì, anche i due ori: non è detto che non li avrei vinti se fossi stata a posto fisicamente, anzi. Avrei certamente preferito gareggiare in una forma migliore, sentendomi bene”.
Però vincendo così ha trasmesso un bel messaggio.
“Spero che passi il concetto che la nostra mente può fare cose davvero speciali, ma bisogna impegnarsi. Niente è regalato nella vita. Le cose brutte accadono, a fare la differenza è il modo in cui reagiamo”.
Dopo Milano-Cortina ha dovuto fermarsi.
“A malincuore. Ho provato a non farlo. È stata tosta dover ammettere a me stessa che non ce la facessi”.
Adesso quale è il programma?
“La mia primavera è stata piena di impegni istituzionali, sono in un vortice. Ho bisogno di regolarità e continuità per le cure. Ho fatto alcuni esami con la commissione medica, andremo avanti e imposteremo il lavoro che c’è da fare per guarire. Almeno a questo giro non ho le stampelle”.
Tornerà a gareggiare?
“Non lo so, non ho certezze su quando potrò farlo. Non sto bene, ho provato a fare l’atleta dopo le Olimpiadi, so di avere le potenzialità per stare ancora lì davanti a tutte, ma la verità è che non sono a posto fisicamente. Me ne sono resa conto”.
La sua priorità oggi?
“Voglio stare bene. Posso essere ancora un’atleta, ma non so quanto tempo mi ci vorrà”.