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Vonn, non è ancora finita: “Non sono pronta per dire addio. Potrei tornare, ma tra due anni”

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Dopo otto interventi churgici e uno ancora da fare al crociato, l’americana lascia aperta la porta ad un possibile ritorno: “Forse vorrò tornare per salutare, o semplicemente per gareggiare ancora”
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Anche nei momenti più bui, quando le Olimpiadi di Milano Cortina sembravano un sogno proibito, Federica Brignone aveva le idee molto chiare. “Non voglio che sia un infortunio a decidere la fine della mia carriera“ assicurava, con una grinta e una resilienza che a febbraio le hanno permesso non solo di essere in pista, ma di vincere due medaglie d’oro. Una voglia di ribellarsi al destino che permette di andare oltre i limiti imposti dai gravissimi incidenti e dalle devastazioni che lo sci può provocare. Ma quella stessa spinta, quasi sovrumana, non appartiene solo a Federica, ma anche a un’altra campionessa: Lindsey Vonn, che ha vissuto un’Olimpiade piena di speranze nei mesi di vigilia di Coppa del Mondo, poi drammaticamente interrotta dall’infortunio che tutto il mondo ricorda.

Lindsey Vonn è già in piedi: l'allenamento in palestra a meno di un mese dall'incidente sugli sci

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Anche nei momenti più bui, quando le Olimpiadi di Milano Cortina sembravano un sogno proibito, Federica Brignone aveva le idee molto chiare. “Non voglio che sia un infortunio a decidere la fine della mia carriera“ assicurava, con una grinta e una resilienza che a febbraio le hanno permesso non solo di essere in pista, ma di vincere due medaglie d’oro. Una voglia di ribellarsi al destino che permette di andare oltre i limiti imposti dai gravissimi incidenti e dalle devastazioni che lo sci può provocare. Ma quella stessa spinta, quasi sovrumana, non appartiene solo a Federica, ma anche a un’altra campionessa: Lindsey Vonn, che ha vissuto un’Olimpiade piena di speranze nei mesi di vigilia di Coppa del Mondo, poi drammaticamente interrotta dall’infortunio che tutto il mondo ricorda.

Lindsey Vonn è già in piedi: l'allenamento in palestra a meno di un mese dall'incidente sugli sci

“Non ho mai avuto l’opportunità di salutare”

È il ritiro il finale più logico per una quarantunenne che ha rischiato di vedersi amputare una gamba dopo la caduta nella discesa delle Tofane l’8 febbraio? Sbagliato, come per Federica anche per Lindsey non è detto che sia un infortunio a decidere per lei. O almeno non adesso, “non voglio trarre conclusioni affrettate né speculare su cosa potrei fare, se ritirarmi o no. Non sono emotivamente pronta a prendere qualsiasi decisione” ha spiegato l’americana in un’intervista alla AP, che segue altri colloqui che hanno riaperto ancora più chiaramente la porta a un possibile ritorno. “Che sia in pista o meno, tornerò sicuramente sulle piste da sci“ ha dichiarato alla rivista People. “Non ho mai avuto l’opportunità di salutare, né di vivere la mia ultima gara. Credo che questo lasci la porta leggermente socchiusa. Forse vorrò tornare per dire addio, e semplicemente per gareggiare ancora”.

I soccorsi a Vonn dopo la caduta a Cortina 

“Tornerò sicuramente sulle piste da sci”

Nella sua spericolata corsa a braccetto col pericolo, lo sci ha vissuto in nemmeno un anno due drammi che potevano privarlo di due campionesse assolute. Prima l’infortunio di Federica Brignone nell’aprile 2025, poi quello di Lindsey Vonn a Cortina. Entrambi non risolti del tutto, o ancora lontani dalla guarigione come nel caso dell’americana che ha subito otto interventi chirurgici dopo la complessa frattura alla gamba sinistra. Spezzata in più punti nella parte inferiore in cui è stato rilasciato sangue in dosi così abbondanti da stimolare pressione su nervi, muscoli e tessuti, con un possibile rischio di necrosi. “Posso sopportare molto dolore” ha raccontato Vonn, “ma questo è stato davvero estremo, non paragonabile a nessun infortunio del mio passato”.

Il momento in cui Lindsey Vonn inforca la porta col braccio destro innescando la caduta di Cortina 

Un anno e mezzo prima di poter tornare al 100%

Scongiurato il pericolo maggiore, Lindsey combatte ancora e sa che sarà lunga, “è un percorso molto lento per una persona a cui piace lavorare sodo e fare progressi: è un po’ frustrante“ ha spiegato nel programma Today. Il calvario non è ancora finito, perché bisogna intervenire ancora chirurgicamente per rimuovere le placche metalliche e ricostruire il crociato anteriore dello stesso ginocchio. I tempi di guarigione sono biblici: “Una volta riparato il legamento, ci vorranno altri sei mesi, quindi direi che mi aspetta almeno un anno e mezzo prima di poter tornare al 100%, anche solo per allenarmi in palestra”.

“Non dirmi mai che non posso”

Si parla così della stagione 2027-2028, quando lei avrà ormai 43 anni, e non sembrano esserci alternative per quel periodo a una vita meno spericolata di quella in Coppa del mondo che Lindsey ha desiderato nei sei anni di lontananza. Eppure qualcosa si muove, ogni progresso porta un po’ di fiducia, passare dalla sedia a rotelle alle stampelle, camminare per brevi tratti come lei potrà fare la prossima settimana. Ci vorrà tempo per tutto, ma il finale della carriera della donna capace di vincere due gare di Coppa del mondo a 41 anni non è ancora scritto. Lei lo ha detto anche a suo padre, che aveva parlato di ritiro subito dopo l’incidente: “Si è dimenticato della regola fondamentale con me: se non vuoi che io faccia qualcosa, non devi dirmi che non posso. Dimmelo e ti dimostrerò che ti sbagli”.

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