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Brignone: “Il mio calvario? Rifarei tutto. Nel mio film piango, ma non sono una star”

Federica Brignone e il fidanzato James Mbaye sul red carpet della Festa del cinema di Roma (agf)

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La campionessa olimpica e il docufilm su di lei presentato alla Festa del Cinema di Roma: “Forse a novembre di nuovo sugli sci. Dal primo all’ultimo minuto delle riprese ha regnato l’incertezza sulla possibilità di partecipare alle Olimpiadi: non camminavo nemmeno”
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"Lo affronterei tutta la vita, quel calvario. Anche se con le conseguenze di quell’infortunio lotto ancora adesso”. Federica Brignone è elettrica e rilassata allo stesso tempo, seduta sul divano di una suite di un hotel romano in zona via Veneto. Non sa ancora quando tornerà sugli sci, sta lavorando duramente dopo l’intervento per rimuovere la placca metallica ma sa che qualcosa la potrebbe fermare: “Sciare col dolore che provavo non era più accettabile. Mi devono ancora riuscire dei movimenti in palestra per poter tornare in pista. A novembre, chissà, se starò bene un po’ di sci libero potrei farlo”.

Federica Brignone in ospedale dopo l'infortunio in un'immagine del film 

"Lo affronterei tutta la vita, quel calvario. Anche se con le conseguenze di quell’infortunio lotto ancora adesso”. Federica Brignone è elettrica e rilassata allo stesso tempo, seduta sul divano di una suite di un hotel romano in zona via Veneto. Non sa ancora quando tornerà sugli sci, sta lavorando duramente dopo l’intervento per rimuovere la placca metallica ma sa che qualcosa la potrebbe fermare: “Sciare col dolore che provavo non era più accettabile. Mi devono ancora riuscire dei movimenti in palestra per poter tornare in pista. A novembre, chissà, se starò bene un po’ di sci libero potrei farlo”.

Federica Brignone in ospedale dopo l'infortunio in un'immagine del film 

Fisioterapia a Torino e red carpet a Roma

La grande assente di Sölden, del gigante che sabato inaugura la Coppa del Mondo, si è sottoposta a cinque ore di fisioterapia a Torino, poi ha preso il treno per Roma. Il giorno dopo ha sfilato sul red carpet della Festa del Cinema di Roma in abito rosso, lungo, di seta, accompagnata dal fidanzato James Mbaye, poi si è presa il lungo applauso del Teatro Olimpico Acea per la prima del film fuori concorso dedicato a lei, “Federica - L'Ultima Olimpiade”. Vita da Federica Brignone, la donna che non solo ha riscritto la storia olimpica vincendo due ori dopo quell’infortunio terrificante, ma anche stravolto il progetto di un film costruito attorno a lei. Partito come narrazione della vita di una campionessa reduce da una stagione di trionfi (un oro mondiale e tre coppe del mondo, marzo 2025), per poi sterzare drammaticamente sul lungo e doloroso recupero per tornare alle Olimpiadi di Milano Cortina. Il docufilm che racconta quel miracolo condensato in novanta minuti, Federica l’ha visto per la prima volta proprio a Roma.

"Tutta la mia incertezza in un film”

"Guardando il film sembra tutto scontato, soprattutto il finale con le due medaglie d’oro” racconta “Fedolla”, come l’azzurra viene chiamata da famigliari e amici. “Ma dal primo all’ultimo minuto delle riprese ha regnato l’incertezza su di me, sul mio recupero, sulla possibilità di partecipare alle Olimpiadi: non camminavo, come facevo a sapere di poter andare ai Giochi?”. Le lacrime sono arrivate, durante le riprese su un prato assolato di montagna quando Federica ha chiesto di fermare il colloquio (“Questo non era previsto”), ma anche di fronte alle interviste del fratello allenatore Davide e dello skiman Mauro Sbardellotto: “Mi sono commossa quando li ho sentiti raccontare cose che non sapevo. Ho rivisto nel film me e Davide, e quei due siamo noi. Non c’è niente di recitato” assicura accanto al fratello protagonista quasi quanto lei tra alti e bassi, ospedali, piste innevate, mari azzurri su cui lui surfava da solo mentre la sorella schiumava rabbia perché non poteva raggiungerlo.

Federica Brignone e il fratello Davide in un'immagine del film 

Le spettacolari riprese sulla Erta

Una storia immensa, che conquista lo schermo anche grazie a riprese a strettissimo contatto con Federica. Riservata di suo, ma in questo caso a suo agio perché a seguirla ovunque c’era un amico di lunga data, un compagno di sci club di Davide dall’età di otto anni: Federico Gariboldi, ex atleta, che ha diretto il suo primo film insieme a Paolo Novelli. La sua abilità sugli sci gli ha permesso spettacolari riprese seguendo Federica nel primo allenamento sulla Erta di Kronplatz lo scorso gennaio. “Il lavoro è stato fatto tutto in montaggio” dice, “su immagini assolutamente reali”. Date e sale in cui sarà proiettato il docufilm saranno rese note nelle prossime settimane.

Il fratello: “Lei non ha una grandissima autostima”

Nonostante il red carpet, le attenzioni mediatiche, un film su di lei nell’ambito di un festival internazionale, Federica al solito non si scompone, “non mi sento una star, questa attenzione quasi mi annoia”. È il suo stile, che durante il film viene interpretato così dal fratello: “Federica non ha una grandissime autostima. Ma ha una grandissima auto efficacia”. Quanto possa essere efficace, lo ha fatto capire a Cortina lo scorso febbraio.

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