MOSCA - Prima della tragedia di Antonelli, la Superbike aveva festeggiato la vittoria di Marco Melandri nella prima manche del Gp di Russia, ottava prova del mondiale. Il ravennate della Bmw, al terzo successo stagionale, si è imposto al termine di una gara condizionata dalla pioggia. Un successo che consente a Melandri di portarsi a 32 punti dal leader del mondiale Sylvain Guintoli (Aprilia Racing Team). Gara 2 è stata cancellata in segno di lutto per la morte del pilota italiano Antonelli.
La pioggia, inizialmente solo in alcuni settori del tracciato, ha giocato un ruolo fondamentale nella corsa, portando all'applicazione della modalità flag-to-flag introdotta in questa stagione. Il ravennate, insieme ad altri piloti nelle prime posizioni, ha fatto ritorno ai box per un cambio gomme a conclusione del ventesimo giro, visto l'aumento della pioggia che ha reso quasi impossibile il compito dei piloti con mescole da asciutto. Grazie al lavoro del suo staff durante il pit-stop, Melandri è riuscito a colmare il gap che lo separava dal compagno di squadra Chaz Davies, conquistando la prima posizione e tagliando il traguardo in solitaria. Il gallese aveva condotto in testa la maggior parte della gara, mostrando un ottimo rendimento sia sull'asciutto che in condizioni miste.
Ayrton Badovini (Team Ducati Alstare) ha portato la 1199 Panigale R al primo podio della sua storia, grazie ad un'ottima performance nell'ultima parte di gara. L'ex Campione della STK1000 si è trovato a suo agio sull'asfalto completamente bagnato del Moscow Raceway, riuscendo a scalzare dalla top-3 (Pata Honda World Superbike) ad inizio del penultimo passaggio. Sylvain Guintoli è stato autore di un'altra performance eroica, che gli ha permesso di terminare in sesta posizione dietro a Michel Fabrizio (Red Devils Aprilia), nonostante la clavicola destra lussata ed un bel rischio preso nella prima metà della corsa.
Il secondo problema tecnico del weekend per Tom Sykes (Kawasaki Racing Team) si è trasformato in uno ritiro per il britannico, con la sua Ninja ZX-10R che si è fermata nel corso del quarto giro, prendendo successivamente fuoco.
La pioggia, inizialmente solo in alcuni settori del tracciato, ha giocato un ruolo fondamentale nella corsa, portando all'applicazione della modalità flag-to-flag introdotta in questa stagione. Il ravennate, insieme ad altri piloti nelle prime posizioni, ha fatto ritorno ai box per un cambio gomme a conclusione del ventesimo giro, visto l'aumento della pioggia che ha reso quasi impossibile il compito dei piloti con mescole da asciutto. Grazie al lavoro del suo staff durante il pit-stop, Melandri è riuscito a colmare il gap che lo separava dal compagno di squadra Chaz Davies, conquistando la prima posizione e tagliando il traguardo in solitaria. Il gallese aveva condotto in testa la maggior parte della gara, mostrando un ottimo rendimento sia sull'asciutto che in condizioni miste.
Ayrton Badovini (Team Ducati Alstare) ha portato la 1199 Panigale R al primo podio della sua storia, grazie ad un'ottima performance nell'ultima parte di gara. L'ex Campione della STK1000 si è trovato a suo agio sull'asfalto completamente bagnato del Moscow Raceway, riuscendo a scalzare dalla top-3 (Pata Honda World Superbike) ad inizio del penultimo passaggio. Sylvain Guintoli è stato autore di un'altra performance eroica, che gli ha permesso di terminare in sesta posizione dietro a Michel Fabrizio (Red Devils Aprilia), nonostante la clavicola destra lussata ed un bel rischio preso nella prima metà della corsa.
Il secondo problema tecnico del weekend per Tom Sykes (Kawasaki Racing Team) si è trasformato in uno ritiro per il britannico, con la sua Ninja ZX-10R che si è fermata nel corso del quarto giro, prendendo successivamente fuoco.