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Tennis, frase su stupro: bufera su Serena Williams

La fuoriclasse americana, da Londra dove si trova per il torneo di Wimbledon, si scusa per le parole pubblicate da una rivista, in base alle quali una sedicenne violentata in Ohio "Non doveva sbronzarsi. Poteva andarle molto peggio. E' stata fortunata. Non avrebbe dovuto mettersi in quella posizione"
dal corrispondente ENRICO FRANCESCHINI

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LONDRA - Era arrivata a Wimbledon per difendere la sua corona di campionessa, ma ancora prima di scendere in campo Serena Williams ha provocato una tempesta di polemiche, al termine della quale ha dovuto pronunciare una sentita dichiarazione di scuse. La tennista americana, a Londra per il torneo che inizia in questi giorni, si è trovata a doversi difendere per i commenti da lei fatti in una intervista alla rivista Rolling Stone a proposito di un caso di stupro avvenuto negli Stati Uniti. Nel marzo scorso due stelle di una squadra di football americano di liceo sono state condannate a un anno di carcere minorile per la violenza carnale nei confronti di una ragazza di 16 anni. La vicenda ha avuto luogo durante un party in Ohio e ha ottenuto grande notorietà per le foto messe sul web in cui si vedono vari giovani che guardano la ragazza, priva di coscienza, dopo avere subito la violenza, e ridono di lei.

Nell'intervista a Rolling Stone, Serena Williams sottolinea che la vittima era ubriaca fradicia quando ha sofferto lo stupro e osserva: "Ha 16 anni, perché si è sbronzata al punto da non ricordare (quello che è successo)? Poteva andarle molto peggio. E' stata fortunata. Non avrebbe dovuto mettersi in quella posizione". Frasi che hanno suscitato immediate proteste sui social network, con l'accusa alla Williams di dare la colpa alla vittima invece che ai due stupratori. E i giornali inglesi hanno fatto titoli da cui sembrava che Serena dicesse che la ragazza era stata "fortunata" a venire stuprata.

In una dichiarazione messa sul proprio sito, Serena si dice "estremamente dispiaciuta per quello che è stato scritto su Rolling Stone" e aggiunge: "Le parole che mi vengono attribuite sono insensibili e fanno del male". Quindi descrive lo stupro come "una tragedia" e precisa: "Ho lottato per tutta la mia carriera per l'eguaglianza delle donne, per i diritti delle donne. Le mie preghiere e il mio sostegno vanno sempre alla vittima di uno stupro. E in questo caso, particolarmente, vanno a una ragazza innocente di 16 anni". Pur senza smentire esplicitamente di avere fatto quelle dichiarazioni, la Williams lascia dunque intendere che potrebbe essere stata male interpretata o citata fuori contesto e ribadisce quale sia la sua posizione.

Il caso dovrebbe così essere chiuso. Ma c'è un'altra polemica che la riguarda. La U. S. Tennis Association ha fatto causa ai produttori di "Venus and Serena", un film sulle sorelle Williams che ha avuto la sua prima ieri sera a Londra, per bloccarne l'uscita sugli schermi perlomeno sulle tivù Usa. La causa sarebbe originata per una violazione di diritti sui tornei Open, ma i produttori sostengono che il vero motivo è un altro: impedire che venga mostrato lo spezzone in cui si vede Serena, allo U. S. Open del 2009, che minaccia di fare ingoiare una pallina a un giudice di linea durante una disputa su una decisione arbitrale. "E' un attacco contro la libertà di parola" affermano i film-maker, notando che la stessa Serena ha parlato più volte liberamente dell'incidente.

Per coincidenza, tutto ciò avviene nel 40esimo anniversario della storica riunione convocata dalla grande campionessa Billie Jean King in un albergo di Londra nell'estate del 1973 con altre 63 tenniste, da cui nacquero la Women's Tennis Association e un miglior trattamento per il tennis femminile. E adesso la parola alla racchette, Wimbledon sta per cominciare.

Ma anche nel tennis giocato c'è qualche dissenso: molti criticano la decisione di avere assegnato a Rafa Nadal soltanto la testa di serie numero 5 del tabellone maschile, dando la numero 4 al suo connazionale David Ferrer. E' vero che Nadal è attualmente al quinto posto nel ranking mondiale, ma ha distrutto Ferrer nella recente finale del Roland Garros. E dargli la testa di serie numero 5 significa che probabilmente Rafa dovrà affrontare uno degli altri "top 3", Djokovic, Murray e Federer, nei quarti di finale di Wimbledon anziché in semifinale.
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