Sport

Wimbledon, Murray eroe 'maleducato': "Dice troppe parolacce"

Nonostante il tifo da stadio nel quarto di finale contro Verdasco, per colui che potrebbe riportare il titolo in Gran Bertagna dopo 73 anni, non sono passate inosservate le tante espressione pesanti dello scozzese, tanto che persino il commentatore televisivo si è scusato con il pubblico. Duri i commenti sui social network, ma il tennista non sembra rischiare sanzioni
dal corrispondente ENRICO FRANCESCHINI

2 minuti di lettura
LONDRA - Cioè che è vietato ai calciatori è permesso a chi impugna una racchetta? Il dubbio circola sul web, sotto forma di protesta, dopo le imprecazioni in diretta di Andy Murray nei quarti di finale di ieri a Wimbledon. Il tennista scozzese, sotto di due set contro lo spagnolo Verdasco, prima di cominciare la rimonta che lo ha portato a passare il turno e ad avanzare verso le semifinali ha dimostrato a lungo segni di nervosismo. Se l'è presa con uno spettatore per una foto con il flash, con un giudice di linea perché ha fatto rumore spostando un poco la sedia, ma soprattutto con se stesso per gli errori che faceva a ripetizione. E così, grazie ai microfoni a bordo campo, a un certo punto i telespettatori hanno potuto benissimo sentirgli dire: "Fottuto idiota (la parola usata è in realtà assai più forte, ma il senso è quello, ndr.), che cavolo sto facendo?"

I telecronisti si sono scusati con il pubblico televisivo: "Chiedo perdono a chi ci segue, ma si può capire la frustrazione che Andy sta vivendo". Non tutti sono stati però altrettanto comprensivi. Su Twitter e altri social network, secondo quanto riporta oggi il Daily Mail, vari utenti si sono lamentati pesantemente: "Se un calciatore dicesse tante parolacce quante ne ha dette Murray, ci sarebbe una rivolta popolare", scrive uno, "ma a quanto pare nel tennis è consentito. A Wimbledon evidentemente c'è uno standard di giudizio diverso rispetto al football". E un altro ha ricordato quando Didier Drogba, che allora giocava nel Chelsea, imprecò in diretta tivù: "I media gli saltarono addosso. Ma se lo fa Murray apparentemente va tutto bene".

Nella conferenza stampa dopo il match, vinto al quinto set, Murray ha ammesso di avere perso le staffe, mettendo però in luce il fatto che da questo punto di vista sta migliorando: "Sono molto più capace di controllarmi oggi di quanto lo fossi in passato, più invecchi e acquisti esperienza, più capisci che non devi laasciarti innervosire".

Non è esatto, tuttavia, che il tennis condoni insulti e imprecazioni. A Wimbledon dire parolacce durante le partite comporta multe immediate. Ne hanno fatto le spese vari campioni, da Agassi a McEnroe, che nel 1981 rischiò di essere espulso dal campo. E Serena Williams, per avere offeso un giudice di linea allo US Open nel 2009 ("giuro su Dio, ti faccio ingoiare la pallina", le gridò in faccia), ricevette 95 mila dollari di multa e un punto di penalità che le costò la partita. Se Murray non ha ricevuto un simile trattamento, probabilmente non dipende da un "doppio standard" nel tennis, dunque, ma dal fatto che Andy era il campione di casa, colui che, dopo 73 anni di attesa, potrebbe tornare a far vincere un britannico a Wimbledon, e per questo tutto gli viene perdonato.

Per questo, come nota Gianni Clerici nella sua cronaca odierna sulle pagine di "Repubblica", gli spettatori hanno fatto un tifo "da Wembley più che da Wimbledon" durante la gara, applaudendo platealmente e insistentemente gli errori di Verdasco, un "reato" ben più grave delle imprecazioni di Murray dal punto di vista del famoso fair-play di queste parti. Ma a punire il tennista scozzese e il pubblico "da Wembley", in mancanza di sanzioni e richiami arbitrali, potrebbe pensarci domenica Novak Djokovic, che sta avanzando come un rullo compressore verso la finale e ricorda a molti osservatori il Federer dei tempi migliori: vedremo, nella finale che tutti vorrebbero (i biglietti dei bagarini legalizzati per assistervi costano ormai 30 mila sterline al paio, ovvero 18mila euro l'uno), se parolacce e applausi pro-Andy spaventeranno il serbo.
 
I commenti dei lettori