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Tennis, Wimbledon: Quinzi trionfa tra gli juniores

Il 17enne di Porto San Giorgio batte in finale il coreano Chung per 7-5 7-6 e conquista il titolo dello Slam sull'erba 26 anni dopo Diego Nargiso. "Prima o poi vinco uno Slam dei grandi..."

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LONDRA - Festa italiana a Wimbledon. Gianluigi Quinzi ha vinto il torneo juniores battendo in finale il coreano Chung per 7-5 7-6. Erano 26 anni che un azzurro non riusciva nell'impresa: Diego Nargiso vinse tra gli junior all'All England Club nel 1987. Il 17enne di Porto San Giorgio, che ha vinto il torneo senza perdere un solo set, ha disputato un'ottima finale: nel primo set è andato sotto 3-5 poi ha infilato quattro giochi di seguito. Più equilibrato il secondo set, che Quinzi ha chiuso al tie-break 7-2 al primo match point.

Arrivano così a dieci i titoli di Slam Junior conquistati da tennisti italiani, su quindici finali complessive disputate. L'ultima a riuscirci era stata Francesca Bentivoglio, agli Us Open del 1993. Tra i maschi, oltre al mancino marchigiano e a Nargiso, l'impresa era riuscita solo a Andrea Gaudenzi, vincitore a Parigi e agli Us Open nel 1990, e a Corrado Barazzutti, che si era aggiudicato il Roland Garros categoria junor nel 1971.

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Quinzi ha iniziato bene il match, strappando subito il servizio a Chung. Immediata la replica di Chung, che sfruttando due doppi falli dell'azzurro passava poi a condurre per 5-3. A questo punto il sudcoreano si trovava a due punti dal set, ma Quinzi reagiva prontamente con quattro game di fila: 7-5, con due ace nel gioco conclusivo. Secondo set all'insegna dell'equilibrio. Decisivo il tie break, dominato dall'azzurro, bravo in precedenza a rimontare quando si è trovato in svantaggio 5-4 0-30 al proprio turno di battuta. Quinzi si portava sul 3-0, poi sul 4-1, quindi sul 5-2 grazie ad una grande accelerazione di diritto e poi chiudeva set e partita con il 7-2.

"Se continuo così, prima o poi vinco un torneo dello Slam: dico dei grandi...", ha detto Quinzi dopo la partita. "Non ho giocato il mio miglior tennis, ma molto bene i punti importanti. Quando ho vinto non ho capito più nulla, credevo di essere in un sogno. Ho guardato il mio box che esultava e pensavo di essere in piazza coi miei amici a Porto San Giorgio. Ancora adesso non ci posso credere". Il 17enne resta con i piedi per terra: "Ma non voglio bruciare le tappe, continuerò passo dopo passo. Tennisticamente valgo già i primi 50 al mondo, ci posso giocare alla pari. Ma poi vincono loro perché mentalmente non sono ancora pronto a quei livelli". Ma dopo la dedica scontata ai genitori ("sono un ragazzo fortunato, mi hanno sempre sostenuto economicamente"), la promessa che vale come una gigantesca speranza per il tennis italiano: "Io sono convinto che se continuerò a fare bene tutte le cose prima o poi una prova dello Slam la vinco. Uno Slam dei grandi, ovviamente"
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