LONDRA - Un'attesa durata 77 anni. Tanto ha dovuto aspettare tutta la Gran Bretagna per vedere un proprio tennista trionfare sui campi di Wimbledon: dopo Fred Perry nel lontano 1936 l'impresa è riuscita allo scozzese Andy Murray, che nella finale dell'edizione 2013 dei Championships ha battuto il n.1 del mondo Novak Djokovic per 6-4 7-5 6-4. Emozionante il decimo e decisivo gioco del terzo set: Murray, che serviva per il match dopo aver conquistato tre game di seguito, si è portato subito sul 40-0. Djokovic, apparso non altezza delle migliori giornate, ha però annullato i tre match point, si è procurato anche tre palle break ma lo scozzese ha poi chiuso al quarto match point.
Sotto gli occhi del premier David Cameron, presente in tribuna sul Centre Court, il 26enne di Dunblane ha conquistato il secondo Slam in carriera, dopo gli Us Open dello scorso anno. A Wimbledon, sempre nel 2012, si era arreso a Federer in finale ma poi aveva vinto l'oro in occasione delle Olimpiadi di Londra. Murray in carriera ha giocato altre quattro finali in tornei dello Slam, tutte perse: a Flushing Meadows nel 2008 e a Melbourne nel 2010, 2011 e lo scorso gennaio.
MURRAY: "DEDICATA A BRITANNICI E LENDL" - "Mi sento un' po diverso rispetto allo scorso anno, quando persi una difficilissima finale. Quella è stata una delle giornate più difficili della mia carriera. Oggi, invece, sono veramente contento: spero che vi siate goduti questo successo, che tutti qui in Gran Bretagna attendevamo da 77 anni". Così il 26enne scozzese Andy Murray, rivolgendosi al pubblico del Centre court dell'All England Lawn Tennis and Croquet Club di Londra, al termine dell'odierna finale di Wimbledon, poco prima di alzare al cielo quell'importante trofeo che non vinceva un tennista britannico dal 1936, anno nel quale trionfò Fred Perry.
"E' stata una gara molto dura, con scambi interminabili. Ancora non so come abbia fatto a vincere, soprattutto l'ultimo game, nel quale Djokovic mi aveva annullato 3 match ball", ha aggiunto lo scozzese.
"Con Novak non hai mai la certezza di avere vinto. Lui non molla mai. Anche oggi è rientrato in partita diverse volte, fino al lunghissimo ultimo gioco", ha precisato Murray.
"Sono molto felice per tutti i miei tifosi, per tutti i britannici e per il mio staff. Ho un ottimo team. Questo titolo è dedicato anche a loro e in particolare al mio allenatore, Ivan Lendl, che qui non è mai riuscito a vincere, pur avendo giocato due finali.
Ringrazio lui, l'intero staff che mi segue e abbraccio mia mamma", ha concluso Murray, rivolgendosi al box dal quale i parenti e gli accompagnatori hanno assistito alla finale.
DJOKOVIC: "SE LO E' MERITATO" - "Complimenti a Andy Murray. Se lo è meritato questo successo: ha giocato un grandissimo tennis.
Complimenti anche a tutto il suo team, ai suoi tifosi e alla Gran Bretagna: so da quanti anni aspettavano questa vittoria".
Così, al termine dell'odierna finale maschile di Wimbledon, il serbo Novak Djokovic, sconfitto in tre set dallo scozzese Murray.
"So che Andy aveva grande pressione addosso e per questo motivo il suo successo è ancora più importante. Mi dispiace non aver vinto: ho giocato comunque un grande torneo", ha aggiunto Djokovic, ai microfoni del Centre court londinese. "E' stato un match molto lungo, pur essendo finita 3 set a 0. Nel secondo, sul 4-2 in mio favore, ho giocato male e gli ho permesso di rientrare. Poi lui ha giocato alcuni punti stupendi e ha conquistato il set e poi la vittoria. Io ci ho provato sino alla fine; ma non ho giocato bene i punti importanti e la qualità del mio tennis, durante tutta la gara, non è stata delle migliori", ha precisato il 26enne serbo, numero uno al mondo, durante la conferenza stampa post-gara.
Sotto gli occhi del premier David Cameron, presente in tribuna sul Centre Court, il 26enne di Dunblane ha conquistato il secondo Slam in carriera, dopo gli Us Open dello scorso anno. A Wimbledon, sempre nel 2012, si era arreso a Federer in finale ma poi aveva vinto l'oro in occasione delle Olimpiadi di Londra. Murray in carriera ha giocato altre quattro finali in tornei dello Slam, tutte perse: a Flushing Meadows nel 2008 e a Melbourne nel 2010, 2011 e lo scorso gennaio.
MURRAY: "DEDICATA A BRITANNICI E LENDL" - "Mi sento un' po diverso rispetto allo scorso anno, quando persi una difficilissima finale. Quella è stata una delle giornate più difficili della mia carriera. Oggi, invece, sono veramente contento: spero che vi siate goduti questo successo, che tutti qui in Gran Bretagna attendevamo da 77 anni". Così il 26enne scozzese Andy Murray, rivolgendosi al pubblico del Centre court dell'All England Lawn Tennis and Croquet Club di Londra, al termine dell'odierna finale di Wimbledon, poco prima di alzare al cielo quell'importante trofeo che non vinceva un tennista britannico dal 1936, anno nel quale trionfò Fred Perry.
"E' stata una gara molto dura, con scambi interminabili. Ancora non so come abbia fatto a vincere, soprattutto l'ultimo game, nel quale Djokovic mi aveva annullato 3 match ball", ha aggiunto lo scozzese.
"Con Novak non hai mai la certezza di avere vinto. Lui non molla mai. Anche oggi è rientrato in partita diverse volte, fino al lunghissimo ultimo gioco", ha precisato Murray.
"Sono molto felice per tutti i miei tifosi, per tutti i britannici e per il mio staff. Ho un ottimo team. Questo titolo è dedicato anche a loro e in particolare al mio allenatore, Ivan Lendl, che qui non è mai riuscito a vincere, pur avendo giocato due finali.
Ringrazio lui, l'intero staff che mi segue e abbraccio mia mamma", ha concluso Murray, rivolgendosi al box dal quale i parenti e gli accompagnatori hanno assistito alla finale.
DJOKOVIC: "SE LO E' MERITATO" - "Complimenti a Andy Murray. Se lo è meritato questo successo: ha giocato un grandissimo tennis.
Complimenti anche a tutto il suo team, ai suoi tifosi e alla Gran Bretagna: so da quanti anni aspettavano questa vittoria".
Così, al termine dell'odierna finale maschile di Wimbledon, il serbo Novak Djokovic, sconfitto in tre set dallo scozzese Murray.
"So che Andy aveva grande pressione addosso e per questo motivo il suo successo è ancora più importante. Mi dispiace non aver vinto: ho giocato comunque un grande torneo", ha aggiunto Djokovic, ai microfoni del Centre court londinese. "E' stato un match molto lungo, pur essendo finita 3 set a 0. Nel secondo, sul 4-2 in mio favore, ho giocato male e gli ho permesso di rientrare. Poi lui ha giocato alcuni punti stupendi e ha conquistato il set e poi la vittoria. Io ci ho provato sino alla fine; ma non ho giocato bene i punti importanti e la qualità del mio tennis, durante tutta la gara, non è stata delle migliori", ha precisato il 26enne serbo, numero uno al mondo, durante la conferenza stampa post-gara.