ROMA - Serena Williams si conferma la dominatrice assoluta del circuito femminile di tennis, dopo che nel 2013 ha vinto gli ultimi quattro tornei a cui ha partecipato, con una striscia di 31 successi consecutivi, la più lunga della sua carriera. Chiuderà la stagione al numero uno del ranking Wta, per la terza volta. La campionessa statunitense, che ha compiuto 32 anni, e che giocherà la prossima settimana a Pechino, ha vinto nove titoli e guadagnato oltre 9 milioni di dollari in premi in denaro nel corso del 2013. Tra i suoi successi quest'anno anche il Roland Garros e lo Us Open.
La più piccola delle sorelle Williams, che in carriera ha vinto un totale di 55 titoli in singolare e 22 in doppio, si interroga anche sul proprio futuro: "Sarebbe bello fare un figlio ma c'è sempre qualcosa a cui devi rinunciare in cambio del successo - racconta la 31enne tennista americana all'edizione italiana di Rolling Stone, in edicola da domani -. Tutto ha un prezzo, quanto sei disposto a pagare?". Bella domanda. La potenza è fondamentale per Serena, perchè non è una giocatrice agile. "Sono goffissima, cado continuamente senza motivo. Ho una cicatrice in faccia, perchè da bambina sono caduta dalla bici. Ho accettato il fatto che uno dei miei punti deboli è il peso - prosegue -, soprattutto dopo essere cresciuta con Venus, che è così alta e magra e sembra una modella. Io invece sono tutta fianchi e curve. Volevo essere come lei, volevo essere magra, ma non ero io. E così, ho dovuto imparare ad andare in giro con delle tette enormi. Sono grossa, e mi piace così. Credo sia importante per le ragazze formose essere sicure di sè". Serena Williams chiarisce lua sua abitudine di parlare con se stessa durante gli incontri. "Quando sono giù, parlo molto da sola - è scoppiata a ridere la campionessa -. Sembro pazza, perchè litigo in continuazione con me stessa. Io le dico che fa schifo, lei mi dice di chiudere la bocca, poi facciamo pace".
La sua rinascita, negli ultimi due anni, ha a che vedere con l'aver domato la sua parte più iraconda, con la paura di avere un embolo e grazie al lavoro con Patrick Mouratoglou, il suo nuovo allenatore francese e anche il suo fidanzato. "All'inizio facevo fatica, tutti i miei match finivano al terzo set - confessa -. Mouratoglou mi ha detto: 'Ti voglio vedere rilassata, ma anche arrabbiata'. Una piccola parte di me ha bisogno di quella rabbia". La Williams non sa ancora cosa fare da grande. "Ci ho pensato e mi sono detta: 'Non ho la minima idea di cosa farò quando smetterò di giocare a tennis'. E mi è venuto un attacco di panico". Poi c'è la questione dei figli. Ha solo 32 anni, ma comincia a sentire l'orologio biologico. "Ho pensato seriamente di congelare gli ovuli. Non sto scherzando, ci ho pensato davvero. Però c'è il problema dell'antidoping, con tutte le medicine che prendo, forse rischio di risultare positiva. Devo informarmi meglio". Di certo, per ora, c'è solo che vuole giocare fino alle Olimpiadi del 2016.
La più piccola delle sorelle Williams, che in carriera ha vinto un totale di 55 titoli in singolare e 22 in doppio, si interroga anche sul proprio futuro: "Sarebbe bello fare un figlio ma c'è sempre qualcosa a cui devi rinunciare in cambio del successo - racconta la 31enne tennista americana all'edizione italiana di Rolling Stone, in edicola da domani -. Tutto ha un prezzo, quanto sei disposto a pagare?". Bella domanda. La potenza è fondamentale per Serena, perchè non è una giocatrice agile. "Sono goffissima, cado continuamente senza motivo. Ho una cicatrice in faccia, perchè da bambina sono caduta dalla bici. Ho accettato il fatto che uno dei miei punti deboli è il peso - prosegue -, soprattutto dopo essere cresciuta con Venus, che è così alta e magra e sembra una modella. Io invece sono tutta fianchi e curve. Volevo essere come lei, volevo essere magra, ma non ero io. E così, ho dovuto imparare ad andare in giro con delle tette enormi. Sono grossa, e mi piace così. Credo sia importante per le ragazze formose essere sicure di sè". Serena Williams chiarisce lua sua abitudine di parlare con se stessa durante gli incontri. "Quando sono giù, parlo molto da sola - è scoppiata a ridere la campionessa -. Sembro pazza, perchè litigo in continuazione con me stessa. Io le dico che fa schifo, lei mi dice di chiudere la bocca, poi facciamo pace".
La sua rinascita, negli ultimi due anni, ha a che vedere con l'aver domato la sua parte più iraconda, con la paura di avere un embolo e grazie al lavoro con Patrick Mouratoglou, il suo nuovo allenatore francese e anche il suo fidanzato. "All'inizio facevo fatica, tutti i miei match finivano al terzo set - confessa -. Mouratoglou mi ha detto: 'Ti voglio vedere rilassata, ma anche arrabbiata'. Una piccola parte di me ha bisogno di quella rabbia". La Williams non sa ancora cosa fare da grande. "Ci ho pensato e mi sono detta: 'Non ho la minima idea di cosa farò quando smetterò di giocare a tennis'. E mi è venuto un attacco di panico". Poi c'è la questione dei figli. Ha solo 32 anni, ma comincia a sentire l'orologio biologico. "Ho pensato seriamente di congelare gli ovuli. Non sto scherzando, ci ho pensato davvero. Però c'è il problema dell'antidoping, con tutte le medicine che prendo, forse rischio di risultare positiva. Devo informarmi meglio". Di certo, per ora, c'è solo che vuole giocare fino alle Olimpiadi del 2016.