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Tennis, Fed Cup: la Vinci si salva, Errani facile. Italia-Russia 2-0

Azzurre ad un passo dal trionfo nella finale di Cagliari. La tarantina annulla quattro match point (tre nel secondo set quando rimonta da 2-5) alla Panova e vince in tre set, la romagnola piega la Khromachevadall'inviato PAOLO ROSSI
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CAGLIARI - Un ultimo ostacolo, ed è fatta. L'Italia femminile del tennis sta per prendersi la 50° Fed Cup, l'Insalatiera delle donne. A Cagliari le azzurre conducono 2-0 sulla Russia, grazie ai successi di Sara Errani su Irina Kromacheva (6-1, 6-4) e di Roberta Vinci su Alexandra Panova (5-7, 7-5, 8-6).

Domattina, alle 10.30 Sara Errani (che ha confermato lo status di Top Ten contro la giovane promessa russa) affronterà Alexandra Panova per l'ultimo punto. Ma la prima giornata ha confermato quello che si dice sempre delle competizioni in cui si gioca per la propria nazione. Cosa si dice sempre? Che sorprese ed equilibrio sono il bello del tennis giocato in chiave nazionale. Che sia Coppa Davis o Fed Cup. Non c'è differenza tra uomini e donne, ed una partita che potrebbe essere da secondo turno di un qualsiasi torneo tiene incollati per oltre tre ore cinquemila persone allo stadio, e qualche milioncino in tv.

Stiamo parlando di Vinci-Panova, la prima partita dell…
CAGLIARI - Un ultimo ostacolo, ed è fatta. L'Italia femminile del tennis sta per prendersi la 50° Fed Cup, l'Insalatiera delle donne. A Cagliari le azzurre conducono 2-0 sulla Russia, grazie ai successi di Sara Errani su Irina Kromacheva (6-1, 6-4) e di Roberta Vinci su Alexandra Panova (5-7, 7-5, 8-6).

Domattina, alle 10.30 Sara Errani (che ha confermato lo status di Top Ten contro la giovane promessa russa) affronterà Alexandra Panova per l'ultimo punto. Ma la prima giornata ha confermato quello che si dice sempre delle competizioni in cui si gioca per la propria nazione. Cosa si dice sempre? Che sorprese ed equilibrio sono il bello del tennis giocato in chiave nazionale. Che sia Coppa Davis o Fed Cup. Non c'è differenza tra uomini e donne, ed una partita che potrebbe essere da secondo turno di un qualsiasi torneo tiene incollati per oltre tre ore cinquemila persone allo stadio, e qualche milioncino in tv.

Stiamo parlando di Vinci-Panova, la prima partita della finale in corso al circolo tennis del Monte Urpinu. La sfida che aveva l'esito già scritto, scontato alla vigilia. Invece, quando si tratta di giocare su match singolo, tutto può accadere. Che i valori si ribaltino, che le giocatrici possano 'incartarsi'. Tutto questo viene definito dagli esperti come il 'pathos' delle gare in nazionale.

Ad ogni modo l'Italia si salva, Roberta Vinci s'impone 8-6 al terzo set, rimontando: aveva perso il primo 7-5 (dopo aver condotto 2-0 e poi 4-2) e, nel secondo set, si era trovata sotto 2-5 e 40-15 servizio Panova. Scopriremo presto cosa le sia scattato nella testa, ma è riuscita ad annullare quei due matchpoint, e poi ancora un altro, prima di imporsi 7-5.

Il terzo set è stato un'agonia, una sofferenza per chi è tifoso: grande equilibrio, fino all'alungo della Panova avanti 5-4 e matchpoint buttato via in corridoio. A quel punto Roberta Vinci non le ha concesso ulteriori chance ed è riuscita a chiudere (dopo aver buttato via anche lei una prima possibilità) nell'entusiasmo generale. Lo spumante è pronto, solo un suicidio collettivo potrebbe consentire la rimonta russa.