LONDRA - Federer resta in corsa per le semifinali del Masters. Lo svizzero riscatta la sconfitta contro Novak Djokovic all'esordio e si aggiudica il suo secondo incontro nel gruppo B alle Atp World Tour Finals (cemento indoor, montepremi 6.000.000 dollari), in corso di svolgimento alla O2 Arena di Londra: l'ex numero uno del mondo ha sconfitto il francese Richard Gasquet per 6-4, 6-3 in un'ora e 20 minuti di gioco, al sesto match point sul servizio dell'avversario e dopo una partita sottotono da parte di entrambi, costellata da molti errori.
In semifinale c'è già approdato Novak Djokovic, che nell'incontro serale del gruppo B ha superato Juan Martin Del Potro per 6-3 3-6 6-3 dopo un'ora e 54 minuti di gioco. Con il serbo qualificato, il secondo posto uscirà proprio dal vincitore del confronto diretto tra l'argentino e il campione di Basilea.
Che intanto è tornato a criticare la scarsità di controlli antidoping nel tennis, smarcandosi quindi con decisione dalla posizione di Novak Djokovic a proposito dell'affare Troicki.
Interpellato sulla vicenda di quest'ultimo, sospeso 12 mesi per aver mancato un controllo antidoping, lo svizzero ha giudicato giusta la sanzione inflitta al collega, che nonostante la riduzione dello stop da 18 mesi continua a dichiararsi innocente, ricevendo anche la solidarietà del connazionale Djokovic. "Penso che non ci siano sufficienti controlli - ha invece replicato Federer - Io non sono stato controllato né a Basilea, né a Parigi. Ho l'impressione che siano in netto calo rispetto al passato. Nel 2003 o 2004 doveva essere successo 25 volte l'anno. Nel complesso mi fido del sistema e ritengo che siano tutti molto professionali". A proposito di Troicki, il campione svizzero ha aggiunto: "Sono dispiaciuto, ma se ti chiedono un campione lo devi fornire. A quel punto poco importa se ti senti male".
In semifinale c'è già approdato Novak Djokovic, che nell'incontro serale del gruppo B ha superato Juan Martin Del Potro per 6-3 3-6 6-3 dopo un'ora e 54 minuti di gioco. Con il serbo qualificato, il secondo posto uscirà proprio dal vincitore del confronto diretto tra l'argentino e il campione di Basilea.
Che intanto è tornato a criticare la scarsità di controlli antidoping nel tennis, smarcandosi quindi con decisione dalla posizione di Novak Djokovic a proposito dell'affare Troicki.
Interpellato sulla vicenda di quest'ultimo, sospeso 12 mesi per aver mancato un controllo antidoping, lo svizzero ha giudicato giusta la sanzione inflitta al collega, che nonostante la riduzione dello stop da 18 mesi continua a dichiararsi innocente, ricevendo anche la solidarietà del connazionale Djokovic. "Penso che non ci siano sufficienti controlli - ha invece replicato Federer - Io non sono stato controllato né a Basilea, né a Parigi. Ho l'impressione che siano in netto calo rispetto al passato. Nel 2003 o 2004 doveva essere successo 25 volte l'anno. Nel complesso mi fido del sistema e ritengo che siano tutti molto professionali". A proposito di Troicki, il campione svizzero ha aggiunto: "Sono dispiaciuto, ma se ti chiedono un campione lo devi fornire. A quel punto poco importa se ti senti male".