MIAMI - Pronostici rispettati nella finale del torneo di Miami, almeno in campo femminile. La sfida tra la numero 1 e la numero 2 del tennis mondiale ha rispettato rango e previsioni: Serena Williams ha battuto Li Na per 7-5 6-1, conquistando il settimo titolo in Florida, il secondo del 2014 dopo Brisbane, il 59/o complessivo nella sua incredibile carriera. In un'ora e 58 minuti, la 32enne americana ha superato in progressione la cinese, regalando al pubblico, che tifava per lei, un tennis di grande potenza e bellezza, quasi a voler stabilire una volta per tutte chi è la regina.
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Nell'ultimo atto Serena, tornata a livelli stratosferici dopo un (breve) periodo di relativo appannamento, si è aggiudicata l'11/a sfida, in 12 incontri, contro Li Na, primo tennista asiatico - uomo o donna - a salire al numero 2 del ranking. C'è stata battaglia solo nel primo set, in cui la campionessa di Wuhan si è battuta alla pari con l'americana, mettendola talora in difficoltà con il suo tennis preciso, intelligente e tattico. Si è portata sul 5-2, ma, dopo un set point che l'avversaria ha annullato, è cominciata la rimonta di Serena, una progressione inarrestabile, fatta di potenza e velocità, che le ha permesso di aggiudicarsi, con cinque game di fila, la prima frazione; e poi di infilarne altri sei, inframezzati da uno solo di Li - che è sembrata crollare, pù mentalmente che fisicamente, di fronte ad una tale superorità - per apporre, al primo match point, il settimo sigillo alle sue nove finali giocate sul cemento nell'isola di Key Biscayne. "Adoro giocare a Miami, qui sono a casa mia. Conosco bene i campi, adoro sentire questo pubblico alla mie spalle", aveva confessato dopo la semifinale con Masha. E, in onore della sua città di elezione, ha sfoggiato una tenuta arancione e verde, i colori della squadra di football americano dei Miami Dolphins.
Ora tocca agli uomini. E sarà, anche qui, una finale tra numero 1 e numero 2, Rafa Nadal contro Novak Djokovic.
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Nell'ultimo atto Serena, tornata a livelli stratosferici dopo un (breve) periodo di relativo appannamento, si è aggiudicata l'11/a sfida, in 12 incontri, contro Li Na, primo tennista asiatico - uomo o donna - a salire al numero 2 del ranking. C'è stata battaglia solo nel primo set, in cui la campionessa di Wuhan si è battuta alla pari con l'americana, mettendola talora in difficoltà con il suo tennis preciso, intelligente e tattico. Si è portata sul 5-2, ma, dopo un set point che l'avversaria ha annullato, è cominciata la rimonta di Serena, una progressione inarrestabile, fatta di potenza e velocità, che le ha permesso di aggiudicarsi, con cinque game di fila, la prima frazione; e poi di infilarne altri sei, inframezzati da uno solo di Li - che è sembrata crollare, pù mentalmente che fisicamente, di fronte ad una tale superorità - per apporre, al primo match point, il settimo sigillo alle sue nove finali giocate sul cemento nell'isola di Key Biscayne. "Adoro giocare a Miami, qui sono a casa mia. Conosco bene i campi, adoro sentire questo pubblico alla mie spalle", aveva confessato dopo la semifinale con Masha. E, in onore della sua città di elezione, ha sfoggiato una tenuta arancione e verde, i colori della squadra di football americano dei Miami Dolphins.
Ora tocca agli uomini. E sarà, anche qui, una finale tra numero 1 e numero 2, Rafa Nadal contro Novak Djokovic.