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Tennis, Davis: Fognini travolge Murray, Seppi completa l'opera. Italia in semifinale

Il numero uno azzurro vince in tre set, l'altoatesino lo imita contro Ward e chiude il conto. Gran Bretagna ko, ora c'è la Svizzera di Federer e Wawrinka

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NAPOLI - Arena del tennis, ore 11 e 15. Il presidente della Federtennis Angelo Binaghi sta per prendere posto in tribuna d'onore. "Che impianto e che atmostera, le piace eh?", gli chiedono, riconoscendolo. E lui: "Tutto meraviglioso a Napoli, tranne il risultato sul campo". L'Italia è sotto per 2 a 1 dopo lo sciagurato doppio di sabato e neppure i più ottimisti credono al miracolo sportivo. Murray sinora è andato come un treno e Fognini, che di lì a poco incrocerà la racchettà con lo scozzese, è parso invece l'ombra di se stesso, sinora. Già, perché da lì in poi tutto cambierà. E dopo sedici anni l'Italia volerà in semifinale di Coppa Davis. Gli azzurri battono la Gran Bretagna con una clamorosa rimonta per 3-2 e ora affronteranno la Svizzera, che dopo lo spavento e la clamorosa sconfitta di Federer-Wawrinka in doppio, ha battuto il Kazakistan 3-2. Protagonista principale di una giornata da ricordare per lo sport azzurro, un superbo Fabio Fognini che nel primo singolare della giornata conclusiva supera in tre set Andy Murray. L'opera è poi completata da Andreas Seppi che sempre in tre set (6-4, 6-3, 6-4) ha piegato James Ward. Ecco la cronaca della magica domenica napoletana dell'Italtennis.

L'IMPRESA DI FOGNINI -
L'impresa ha il volto e i colpi ispiratissimi di Fabio Fognini che sconfigge il campione di Wimbledon Andy Murray. L'azzurro si è imposto con il punteggio di 6-3, 6-3, 6-4 in due ore e 19 minuti. Fognini vince con pieno merito giocando la partita della vita. Tiene bene lo scambio e quando occorre cambia il ritmo del palleggio, tira splendidi vincenti soprattutto con il dritto e mette a segno una decina di velenosissime e fondamentali palle corte che spezzano la resistenza dell'idolo della Gran Bretagna.
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La gara è intensa al di là del punteggio finale. Ogni punto è lottato e ha una sua storia. Murray è spesso costretto a inseguire, corre, sbuffa, le prova tutte ma davanti  sitrova un Fabio scatenato e trasformato rispetto a venerdì e sabato.

Il primo set inizia male e Fognini viene subito brekkato. Ma reagisce e agguanta lo scozzese sul 3 pari. Da lì si invola, inesorabile verso il 6-3 che chiude la prima frazione.
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Entusiamo tra il pubblico, c'è ovviamente il tutto esaurito e l'Arena del tennis sul lungomare, baciata dal sole, è uno spettacolo nello spettacolo. Sullo sfondo di smah e rovesci, il mare luccicante, le vele che incrociano e i gabbiani. Unico.

Secondo set, stessa storia, stesso punteggio. Fabio trema solo sul 2 a 3 quando deve salvare due palle break.  Lo fa benissimo e chiude con l'ennesima palla corta, variante tattica che si rivelerà decisiva. Dopo un''ora e 37 minuti Fognini 2 - Murray 0. Sconcertati gli ottocento fan inglesi, entusiasmo nella torcida azzurra.
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Murray si cambia la maglietta ma non riesce a invertire l'inerzia del match. Fa un game in più nel terzo set. Non basta. Fognini regala anche un paio di dritti vincenti in recupero che ricordano il miglior Pete Sampars. Finisce 6-4 e tutto lo stadio intona "Oj vita oj vita mia" mentre Fabio fa il giro del campo urlando la sua gioia.

SEPPI NON TREMA - Nel match decisivo non c'è dubbio che Andreas Seppi abbia tutto da perdere mentre il suo avversario, lo sconosciuto James Ward, tutto da guadagnare. E' il classico match che ti può cambiare la vita. O rovinarla, sportivamente parlando. Ma Seppi, questa volta, tiene a bada le emozioni e porta a casa il risultato.

Il primo set è una gara a chi perde prima il servizio: 3 volte Andreas, una di più Ward. Ed è quindi 6-4 per l'altoatesino (da registrare una breve interruzione per pioggia proprio sul 5-4). Il successo parziale scioglie la tensione in Seppi e carica di ulteriori difficoltà la gara del numero due britannico. Basta un break ad Andreas per andare in doppio vantaggio. La terza frazione vede Seppi togliere due volte il sevizio a Ward ma subire a sua volta un break. L'italiano mantiene comunque il vantaggio e chiude tre set a zero dopo due ore e diciassette minuti.

Segue la festa azzurra nell'Arena del tennis ancora sulle note di "Oj vita oj vita mia". Vittoria meritata quanto insperata dopo i risultati di sabato. E quindi, ancora più bella. Il campo non mente mai. Nel tennis, per fortuna, è sempre così.
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