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Tennis, Davis: colpaccio di Bolelli e Fognini in doppio, Svizzera-Italia 2-1

(afp)
A Ginevra la semifinale non è ancora finita: la coppia azzurra supera in cinque set il duo elvetico formato da Wawrinka e Chiudinelli (Federer ha rinunciato all'ultimo momento) in quasi quattro ore di gioco. La sfida sarà decisa dai singolari dell'ultima giornata. Francia in finale
dal nostro inviato CLAUDIO GIUA
4 minuti di lettura
GINEVRA - Per colpa di Hollywood ("Patton", 1970, protagonista George C. Scott, regia di Franklin J. Schaffner), il generale George Patton passò per essere uno che voleva vincere facile, con la forza dei suoi carrarmati. Invece aveva ben studiato l'arte della guerra. Diceva: "Nove decimi della tattica sono sicuri e s'imparano sui libri. Il decimo è irrazionale, è come il lampo del martin pescatore che attraversa lo stagno".

Dicono non sia raro avvistare il blu del martin pescatore lungo il Rodano e nelle zone più calme del lago Lemano su cui s'affaccia Ginevra, dove da ieri si gioca la semifinale di Davis tra Svizzera e Italia. La notte ginevrina di Severin Lüthi, capitano svizzero, è stata illuminata da un lampo blu come quello descritto da Patton. Forse era un martin pescatore, forse un neon che stava spegnendosi. Vedremo. Avanti due partite a zero dopo la prima giornata grazie alle vittorie di Federer su Bolelli e Wawrinka su Fognini, Lüthi fa un ragionamento tutto basato su domani, perché - secondo lui - per fermare Fabio, che è al settanta per cento della forma, basterà Roger al sessanta. Poi, sperabilmente a vittoria acquisita, Stan se la vedrà con Simone. Argomenta con i suoi: meglio non affaticare oggi Federer, preferisco rischiare di perdere il doppio. Vedremo se con l'azzardo del martin pescatore il Patton di Berna, che da giocatore fu numero 622 al mondo a 19 anni nel 1995 ed è un fedelissimo di Federer, avrà successo.
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A sostituire Roger nella coppia con Stan va quindi un altro ex ragazzo di Basilea, Marco Chiudinelli, coetaneo e compagno di giochi di Federer. Da bambini li raccontano entrambi forti e ugualmente piagnucolosi. Leggo su Ubitennis che "Roger giocava per il TC Old Boys, Marco per il Basler ITC. Il primo match fu in una manifestazione che si chiamava Bambino Cup". Come in ogni storia di amici d'infanzia che val la pena d'essere raccontata, allora vinse chi in carriera non è mai arrivato tra i primi cinquanta al mondo (Marco è stato ATP 52 nel 2010, ora è 161). Anche da adolescente batteva spesso Federer, ma alla Playstation. Quando da grandi si sono trovati l'uno contro altro in tornei ATP, per Roger non sono comunque state passeggiate di salute: 7-6 6-3 a Basilea nel 2009, addirittura 7-6 7-5 a Doha nel 2011.

Lüthi appare tanto più coraggioso (o incosciente) se si tiene conto che Chiudinelli non è un gran doppista. In coppia con Wawrinka ha giocato e perso in Davis due volte. La prima fu a Genova quattro anni fa, quando la Svizzera sconfisse di misura gli azzurri nei playoff ma Bolelli e Starace regolarono Stan & Marco in tre set (6-2 6-4 7-6). L'anno scorso, poi, la coppia rossocrociata impiegò sette ore e un minuto a farsi battere da Berdych e Rosol, campioni di coppa uscenti e in procinto di conferma.

Corrado Barazzutti, invece, aveva poco da scegliere. Per mantenere viva qualche chance per domani, non poteva che mettere il campo la coppia più rodata, formata da Fabio e Simone. Nella bolgia di campanacci e birra del Palaexpo ginevrino, il ligure e il bolognese fanno all'inizio quello che devono. Stanno attaccati agli svizzeri come Gimondi con le ruote di Merckx, accelerano sul cinque pari sul servizio di Chiudinelli e poi si prendono la frazione in tutta tranquillità (7-5) in un'ora esatta.

Nel secondo set Bolelli perde sicurezza nei propri mezzi soprattutto sotto rete mentre Fognini non cresce nel momento in cui dovrebbe, dopo aver subito il break nel sesto game su servizio di Simone. Hanno più occasioni per recuperare sul servizio di Chiudinelli ma se le lasciano sfilare da sotto il naso. Al nono game la differenza la fa Wawrinka, che infila tre ace consecutivi quando è sotto per 30-40 e porta a casa il set per 3-6.

Terza frazione equilibratissima, senza nemmeno una palla di break fino al 5 pari quando Stan se ne procura tre mentre al servizio è Fabio. È ancora lui, con un rovescio incrociato da metà campo, a trasformare la seconda chance a disposizione nel punto che vale di fatto il set (5-7), perché Chiudinelli al servizio decisivo si conferma efficace.

Il quarto set sembra scorrere via come il precedente ma nel sesto game gli azzurri, giocando finalmente con sincronismi prefetti, ottengono il break su servizio di Wawrinka. Nel game successivo, quello del 5-2, Fabio serve come sa e, quando tocca a lui per chiudere il set (6-3), Simone non è da meno.

Dopo tre ore e undici minuti si va al quinto set. Che Wawrinka inaugura con una sequenza di servizi imprendibili ai quali, subito dopo, Bolelli risponde con la stessa moneta. Non è il caso di Chiudinelli, che non riesce a mantenere il proprio turno. Anche Fognini fatica a tenersi il servizio ma Stan gli dà una mano sprecando troppo. Se sul 3-1 per l'Italia Wawrinka torna a cannoneggiare e si prende il game in un minuto e mezzo, Bolelli accetta la sfida e fa altrettanto: 4-2.  Chiudinelli è l'anello debole, e i nostri lo sanno. Hanno quattro occasione per ottenere il secondo break della frazione e alla fine, complice Stan, ce la fanno. Fognini va a servire sul 5-2. Lui e Simone sprecano i primi due match point, il secondo grazie a un miracolo incrociato di Wawrinka, ma al terzo Bolelli schiaccia la palla che, volando verso le tribune, ci dà venti ore di speranza. 

Nella conferenza stampa post-partita Bolelli va indietro nel tempo: "Non è stata una sorpresa che Roger non fosse in campo oggi perché gli svizzeri fecero lo stesso nel 2009 a Genova, quando schierarono proprio Chiudinelli e Wawrinka". Ed è quasi ottimista per domani: "Siamo molto cresciuti negli ultimi anni, possiamo esprimerci bene su ogni superficie". Barazzutti è visibilmente sollevato, lo 0-3 sarebbe stata una mazzata: "Ha ragione Simone, siamo una bella squadra, compatta e competitiva. E oggi mi è piaciuta la reazione che lui e Fabio hanno avuto, credendoci anche quand'erano sotto per 2 set a 1". Fognini: "Numero tredici  al mondo ci sono arrivato da solo, ma in Davis stare in campo con Simone e avere all'angolo Corrado aiuta, certo". Ridono i tre, come ridono complici i vecchi amici. Buon segno.
Twitter @claudiogiua

FRANCIA GIA' IN FINALE - Intanto la Francia è già in finale, grazie al successo per 3-0 sulla Repubblica Ceca, vincitrice delle ultime due edizioni, nel match disputato a Parigi sulla terra del Roland Garros. Dopo aver vinto i primi due singolari Jo-Wilfried Tsonga e Richard Gasquet hanno completato l'opera vincendo anche il doppio contro Tomas Berdych e Radek Stepanek per 6-7 (4-7), 6-4, 7-6 (7-5), 6-1 in tre ore e 35 minuti di gioco.
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