PARIGI - Mostruoso. Come altrimenti definire il killer di Rafa Nadal sulla terra rossa? Non c'è da scomporsi, fare ricerche, ingaggiare detective: nel mondo una sola persona può immaginare di levarsi di torno Nadal in tre set, come fosse un tennista qualsiasi: si chiama Novak Djokovic. Con un perentorio 7-5, 6-3, 6-1 ha spento il sogno della 'Decima', la voglia matta di Nadal di arrivare in doppia cifra di trionfi al Roland Garros. Niente da fare, il grande maiorchino resta a nove e nulla - oggi - lascia presagire che nel futuro le cose possano cambiare. L'opinione pubblica ritiene che il declino di Nadal oggi sia di dominio pubblico, e irreversibile. Ha fatto impressione il comportamento di Nadal che, invece di alzare il livello del ritmo (come avrebbe fatto qualche anno addietro), si è lentamente spento, quasi rassegnato al destino cinico e baro che lo ha costretto ad incontrare già nei quarti quello che era il suo rivale più accreditato alla vigilia, Djokovic appunto.
Che, sul campo, è stato ineccepibile. Inappuntabile. Strategicamente perfetto. In una parola: dominatore. Il serbo ha mostrato una tranquillità, una concentrazione, una lucidità insormontabili per chiunque. Non poteva certo il Nadaluccio di oggi competere con il vero numero uno del mondo. Si è difeso, sempre e comunque, da par suo pensando di far match pari. Ma quando il suo livello di gioco si è abbassato del 20% (sul servizio) non è stato più in grado di fronteggiare Djokovic. Ed è stato quasi simbolica la sua resa, con un doppio fallo. Certo, Nadal aveva già perso nel 2009 contro Soderling (ma tutti lo hanno sempre imputato ad un infortunio latente), e della cosa ne beneficò Federer. Stavolta la sconfitta ha un altro significato, di spessore ben più ampio.
Tanto è vero che Parigi gli ha reso onore, restando in un silenzio imbarazzato. Perfino Djokovic non ha esultato più di tanto. Il rispetto è rispetto, e Nadal lo ha meritato tutto. Ma oggi il tennis ha detto che vuole voltare pagina, e andare avanti. Tra Djokovic e il Roland Garros, l'unico Major che gli manca, restano solo uno tra Murray e Ferrer, e eventualmente un altro tra Tsonga e Wawrinka. Tutta gente rispettabile, di primissimo livello, ma il Djokovic che oggi ha annichilito Nadal non può pensare di buttare tutto al vento dopo un simile exploit. E, conoscendolo - uomo di grande disciplina e pianificazione - dovrebbe essere un evento non immaginabile. Sebbene Murray, tra tutti, sia quello da prendere con le molle. A questo punto si intensificherà il dibattito sul Grande Slam che Djokovic potrebbe realizzare, avendo già intascato gli Australian Open. Ma il clan del serbo s'è chiuso le orecchie, e non intende neanche ascoltare l'accostamento. Scaramanzia, forse. Ma soprattutto pianificazione. Il segreto di ogni cosa. All'orizzonte ora la sfida in semifinale contro Andy Murray. Lo scozzese, numero 3 del mondo e terza testa di serie, ha sconfitto lo spagnolo David Ferrer, numero 8 del ranking Atp e 7 del seeding, con il punteggio di 7-6 (7-4), 6-2, 5-7, 6-1 in tre ore e sedici minuti di gioco.
ERRANI BATTUTA DALLA WILLIAMS - Niente da fare neanche per Sara Errani, troppo forte per lei Serena Williams. L'avventura della romagnola al Roland Garros si arresta di fronte alla numero uno del mondo e prima testa di serie, con il punteggio di 6-1, 6-3 in un'ora e cinque minuti di gioco. "Oggi sapevo di dover giocare molto bene perchè Sara (Errani, ndr) è forte, era il 4 anno do fila ai quarti, ed è andato tutto bene", commenta la statunitense. "Serena Williams è la giocatrice più forte che abbia mai affrontato", replica la Errani. "Non trovavo il tempo giusto e c'era molto vento - sottolinea l'azzurra - anche se quello c'era pure per lei. Avrei dovuto allungare gli scambi, ma contro di lei è molto difficile. E anche le poche occasioni che mi ha concesso le ho sprecate". Resta la soddisfazione per il buon torneo: è l'unica tennista italiana a poter vantare quattro quarti di finale consecutivi in torneo dello Slam (finale nel 2012, semifinale nel 2013, quarti nel 2014 e quest'anno). "Essere ancora nei quarti ed aver difeso tanti punti è un'ottima cosa - spiega 'Sarita' - e mi spinge a crederci ancora di più. Ora c'è la stagione sull'erba, che notoriamente non amo, poi giocherò un paio di tornei sulla terra rossa e quindi c'è la stagione in Nord America".
La Williams, alla caccia del terzo titolo a Parigi e del ventesimo successo in un Grande Slam, affronterà in semifinale la sorprendente svizzera Timea Bacsinszky, numero 24 del ranking Wta e 23 del tabellone: la 23enne giocatrice elvetica ha sconfitto nei quarti di finale la belga Alison Van Uytvanck in due set con il punteggio di 6-4, 7-5. Finisce l'avventura al Roland Garros di Flavia Pennetta nel doppio in coppia con la taiwanese Su-Wei Hsieh. Nei quarti di finale, la brindisina e la compagna sono state sconfitte 7-5, 3-6, 7-5 in due ore e 11 minuti di gioco dalle ceche Andrea Hlavackova e Lucie Hradecka
Che, sul campo, è stato ineccepibile. Inappuntabile. Strategicamente perfetto. In una parola: dominatore. Il serbo ha mostrato una tranquillità, una concentrazione, una lucidità insormontabili per chiunque. Non poteva certo il Nadaluccio di oggi competere con il vero numero uno del mondo. Si è difeso, sempre e comunque, da par suo pensando di far match pari. Ma quando il suo livello di gioco si è abbassato del 20% (sul servizio) non è stato più in grado di fronteggiare Djokovic. Ed è stato quasi simbolica la sua resa, con un doppio fallo. Certo, Nadal aveva già perso nel 2009 contro Soderling (ma tutti lo hanno sempre imputato ad un infortunio latente), e della cosa ne beneficò Federer. Stavolta la sconfitta ha un altro significato, di spessore ben più ampio.
Tanto è vero che Parigi gli ha reso onore, restando in un silenzio imbarazzato. Perfino Djokovic non ha esultato più di tanto. Il rispetto è rispetto, e Nadal lo ha meritato tutto. Ma oggi il tennis ha detto che vuole voltare pagina, e andare avanti. Tra Djokovic e il Roland Garros, l'unico Major che gli manca, restano solo uno tra Murray e Ferrer, e eventualmente un altro tra Tsonga e Wawrinka. Tutta gente rispettabile, di primissimo livello, ma il Djokovic che oggi ha annichilito Nadal non può pensare di buttare tutto al vento dopo un simile exploit. E, conoscendolo - uomo di grande disciplina e pianificazione - dovrebbe essere un evento non immaginabile. Sebbene Murray, tra tutti, sia quello da prendere con le molle. A questo punto si intensificherà il dibattito sul Grande Slam che Djokovic potrebbe realizzare, avendo già intascato gli Australian Open. Ma il clan del serbo s'è chiuso le orecchie, e non intende neanche ascoltare l'accostamento. Scaramanzia, forse. Ma soprattutto pianificazione. Il segreto di ogni cosa. All'orizzonte ora la sfida in semifinale contro Andy Murray. Lo scozzese, numero 3 del mondo e terza testa di serie, ha sconfitto lo spagnolo David Ferrer, numero 8 del ranking Atp e 7 del seeding, con il punteggio di 7-6 (7-4), 6-2, 5-7, 6-1 in tre ore e sedici minuti di gioco.
ERRANI BATTUTA DALLA WILLIAMS - Niente da fare neanche per Sara Errani, troppo forte per lei Serena Williams. L'avventura della romagnola al Roland Garros si arresta di fronte alla numero uno del mondo e prima testa di serie, con il punteggio di 6-1, 6-3 in un'ora e cinque minuti di gioco. "Oggi sapevo di dover giocare molto bene perchè Sara (Errani, ndr) è forte, era il 4 anno do fila ai quarti, ed è andato tutto bene", commenta la statunitense. "Serena Williams è la giocatrice più forte che abbia mai affrontato", replica la Errani. "Non trovavo il tempo giusto e c'era molto vento - sottolinea l'azzurra - anche se quello c'era pure per lei. Avrei dovuto allungare gli scambi, ma contro di lei è molto difficile. E anche le poche occasioni che mi ha concesso le ho sprecate". Resta la soddisfazione per il buon torneo: è l'unica tennista italiana a poter vantare quattro quarti di finale consecutivi in torneo dello Slam (finale nel 2012, semifinale nel 2013, quarti nel 2014 e quest'anno). "Essere ancora nei quarti ed aver difeso tanti punti è un'ottima cosa - spiega 'Sarita' - e mi spinge a crederci ancora di più. Ora c'è la stagione sull'erba, che notoriamente non amo, poi giocherò un paio di tornei sulla terra rossa e quindi c'è la stagione in Nord America".
La Williams, alla caccia del terzo titolo a Parigi e del ventesimo successo in un Grande Slam, affronterà in semifinale la sorprendente svizzera Timea Bacsinszky, numero 24 del ranking Wta e 23 del tabellone: la 23enne giocatrice elvetica ha sconfitto nei quarti di finale la belga Alison Van Uytvanck in due set con il punteggio di 6-4, 7-5. Finisce l'avventura al Roland Garros di Flavia Pennetta nel doppio in coppia con la taiwanese Su-Wei Hsieh. Nei quarti di finale, la brindisina e la compagna sono state sconfitte 7-5, 3-6, 7-5 in due ore e 11 minuti di gioco dalle ceche Andrea Hlavackova e Lucie Hradecka