La vigilia di una finale Slam. Da giocare contro un'amica, della tua stessa terra, che parla il tuo stesso dialetto, con la quale hai più o meno condiviso il percorso professionale, con la quale qualche volta ti sei sfogata, e lei ha fatto lo stesso con te. Ora, lei è nell'altro spogliatoio. È la tua rivale. L'ultimo ostacolo prima del traguardo: la vittoria di uno Slam.
Cosa diranno i due coach alle ragazze? Cinque cose segrete e semiserie, proviamo ad immaginarle.
Spogliatoio Roberta Vinci, parla Francesco Ciná.
"Robi, come va?".
"Sto bene, tranquillo".
"Ecco, quando mi dici così...".
"Che fai, ti ci metti anche tu?".
"Parliamo un po' della partita?".
"E cosa dovrei ancora sapere?".
"Ora parlo io, ok?".
"Dai...".
"Stai pensando di giocare contro Flavia?".
"Nooo?".
"Ma non qui, a New York. Usa la memoria, vai indietro nel tempo. Ci stai giocando a Taranto, al circolo vicino all'Italsider. Quel club piccolo, capisci? Focalizzi?. Tutto più compatto, più tranquillo. Concentrati su quello".
"Va bene".
"In fondo, cos'hai da perdere? E ancora: ma quand'eri piccola, sognavi questo momento?". "E perché dovresti aver paura? Hai 32 anni, goditela. Gioca a tennis, il tuo tennis. E metti la prima palla in campo, lo slice è decisivo".
"Mica devo farne uno solo...".
"Ho capito, ma se non ti basta questo ricorda l'arma finale".
"Ho un'arma finale?".
"Sì, questo pensiero: con chi gioca in doppio ora la Errani?".
"Con lei".
"Devo aggiungere altro?".
Spogliatoio Flavia Pennetta, parla Salvador Navarro.
"Buena, come va?".
"Mi sento pronta".
"Flavia, fai le cose che sai fare, con Robertina non puoi mai perdere".
"Eh, è in forma però...".
"2013, questo campo, ricordi? Erano i quarti di finale, e hai stravinto. Che questo pensiero ti dia più forza".
"Lo so bene, ma dovrò stare attenta".
"Certo, non far come Serena che s'è appiattita pensando di aver chiuso".
"Io, invece?".
"La pelota. Fissa sulla palla, non alzare gli occhi, non guardare il tutto esaurito, non dubitare di te stessa".
"Ci provo...".
"No, devi farlo. Altrimenti...".
"Altrimenti che?".
"Faccio entrare Fognini, eh?".
"No, Fabio ora no. Oddio, eccolo...".
"Ciao Nina, ti dico tutto io?".
Cosa diranno i due coach alle ragazze? Cinque cose segrete e semiserie, proviamo ad immaginarle.
Spogliatoio Roberta Vinci, parla Francesco Ciná.
"Robi, come va?".
"Sto bene, tranquillo".
"Ecco, quando mi dici così...".
"Che fai, ti ci metti anche tu?".
"Parliamo un po' della partita?".
"E cosa dovrei ancora sapere?".
"Ora parlo io, ok?".
"Dai...".
"Stai pensando di giocare contro Flavia?".
"Nooo?".
"Ma non qui, a New York. Usa la memoria, vai indietro nel tempo. Ci stai giocando a Taranto, al circolo vicino all'Italsider. Quel club piccolo, capisci? Focalizzi?. Tutto più compatto, più tranquillo. Concentrati su quello".
"Va bene".
"In fondo, cos'hai da perdere? E ancora: ma quand'eri piccola, sognavi questo momento?". "E perché dovresti aver paura? Hai 32 anni, goditela. Gioca a tennis, il tuo tennis. E metti la prima palla in campo, lo slice è decisivo".
"Mica devo farne uno solo...".
"Ho capito, ma se non ti basta questo ricorda l'arma finale".
"Ho un'arma finale?".
"Sì, questo pensiero: con chi gioca in doppio ora la Errani?".
"Con lei".
"Devo aggiungere altro?".
Spogliatoio Flavia Pennetta, parla Salvador Navarro.
"Buena, come va?".
"Mi sento pronta".
"Flavia, fai le cose che sai fare, con Robertina non puoi mai perdere".
"Eh, è in forma però...".
"2013, questo campo, ricordi? Erano i quarti di finale, e hai stravinto. Che questo pensiero ti dia più forza".
"Lo so bene, ma dovrò stare attenta".
"Certo, non far come Serena che s'è appiattita pensando di aver chiuso".
"Io, invece?".
"La pelota. Fissa sulla palla, non alzare gli occhi, non guardare il tutto esaurito, non dubitare di te stessa".
"Ci provo...".
"No, devi farlo. Altrimenti...".
"Altrimenti che?".
"Faccio entrare Fognini, eh?".
"No, Fabio ora no. Oddio, eccolo...".
"Ciao Nina, ti dico tutto io?".
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