ROMA - Assegni più ricchi per i tennisti, che portano più spettatori negli stadi. Novak Djokovic mentre passeggiava sugli avversari a Indian Wells, vincendo il 22esimo Masters 1000 dal 2010 in finale su Milos Raonic, ha trovato anche il tempo di tirare per la maglia l'Atp, chiedendo una ridefinizione dei prize money, invocando premi più sostanziosi per i colleghi rispetto alle donne. E aprendo di fatto una discussione che aleggiava da tempo nel circuito maschile. "Le donne hanno combattuto per avere quello che meritano, se mai è l'Atp che deve chiedere premi più alti. Quando giochiamo noi c'è molta più gente sulle tribune e questo è uno dei motivi per cui forse dovremmo essere pagati di più" ha detto il serbo, dopo il successo su Raonic.
Un sostegno indiretto, decisamente differente nel linguaggio, alle controverse considerazioni del direttore del Master 1000 di Indian Wells, Raymond Moore, secondo cui il tennis femminile vivrebbe sulle spalle di quello maschile, con le donne che dovrebbero ringraziare, inginocchiandosi, Roger Federer e Rafa Nadal per il contributo che i due fuoriclasse hanno fornito alla disciplina. Con immediata replica di Serena Williams: "Non credo che nessuna donna, non solo le tenniste, dovrebbe inginocchiarsi mai ai piedi di un uomo per ringraziarlo. Quanto al tennis, credo che anche io e mia sorella abbiamo fatto alzare di molto le cifre del tennis" ha spiegato la statunitense, prima giocatrice del mondo, con il direttore di Indian Wells, il torneo più apprezzato dai tennisti nel circuito e riconosciuto come il "quinto Slam", che a stretto giro si scusava per i termini utilizzati, volgari e inappropriati, con lo stesso Djokovic che riteneva "esagerato e non politicamente corretto" il commento di Moore.
Ma la questione farà discutere a lungo. Con il tennis che in realtà è forse l'unico sport in cui uomini e donne possano competere per compensi di pari livello. Senza dimenticare che è stato proprio il tennis, prima volta assoluta nello sport, a fissare lo stesso prize money per un torneo maschile e femminile, allo Us Open 1973. E lo stesso è avvenuto nel 2001, all'Australian Open. Mentre ora nelle prove del Grand Slam c'è lo stesso montepremi per uomini e donne, nonostante le partite maschili si giochino sulla distanza dei cinque set. Il serbo però ha deciso di alzare l'asticella. In poche parole invocando la disparità di trattamento economico che esiste da uomini e donne in altri sport. La BBC poco meno di un anno fa pubblicava uno studio sull'argomento, con gli uomini che sono meglio pagati delle donne nel 30% degli sport. Tra gli esempi più evidenti, la boxe, con Floyd Mayweather che l'anno scorso ha guadagnato 100 milioni di dollari per il match del secolo contro Manny Pacquiao mentre, pur con borse comunque ragguardevoli, una star planetaria come Cecilia Braekhus non può neanche immaginare di competere con cifre del genere. E così il golf, cricket, sci e anche il calcio: la brasiliana Marta, tra le più conosciute nel mondo, maga del pallone secondo Pelè, guadagna circa seimila euro settimanali, una cifra che Messi, Cristiano Ronaldo ma anche calciatori assai meno forti e mediatici della Pulce e del portoghese incassano in meno di un giorno.
Un sostegno indiretto, decisamente differente nel linguaggio, alle controverse considerazioni del direttore del Master 1000 di Indian Wells, Raymond Moore, secondo cui il tennis femminile vivrebbe sulle spalle di quello maschile, con le donne che dovrebbero ringraziare, inginocchiandosi, Roger Federer e Rafa Nadal per il contributo che i due fuoriclasse hanno fornito alla disciplina. Con immediata replica di Serena Williams: "Non credo che nessuna donna, non solo le tenniste, dovrebbe inginocchiarsi mai ai piedi di un uomo per ringraziarlo. Quanto al tennis, credo che anche io e mia sorella abbiamo fatto alzare di molto le cifre del tennis" ha spiegato la statunitense, prima giocatrice del mondo, con il direttore di Indian Wells, il torneo più apprezzato dai tennisti nel circuito e riconosciuto come il "quinto Slam", che a stretto giro si scusava per i termini utilizzati, volgari e inappropriati, con lo stesso Djokovic che riteneva "esagerato e non politicamente corretto" il commento di Moore.
Ma la questione farà discutere a lungo. Con il tennis che in realtà è forse l'unico sport in cui uomini e donne possano competere per compensi di pari livello. Senza dimenticare che è stato proprio il tennis, prima volta assoluta nello sport, a fissare lo stesso prize money per un torneo maschile e femminile, allo Us Open 1973. E lo stesso è avvenuto nel 2001, all'Australian Open. Mentre ora nelle prove del Grand Slam c'è lo stesso montepremi per uomini e donne, nonostante le partite maschili si giochino sulla distanza dei cinque set. Il serbo però ha deciso di alzare l'asticella. In poche parole invocando la disparità di trattamento economico che esiste da uomini e donne in altri sport. La BBC poco meno di un anno fa pubblicava uno studio sull'argomento, con gli uomini che sono meglio pagati delle donne nel 30% degli sport. Tra gli esempi più evidenti, la boxe, con Floyd Mayweather che l'anno scorso ha guadagnato 100 milioni di dollari per il match del secolo contro Manny Pacquiao mentre, pur con borse comunque ragguardevoli, una star planetaria come Cecilia Braekhus non può neanche immaginare di competere con cifre del genere. E così il golf, cricket, sci e anche il calcio: la brasiliana Marta, tra le più conosciute nel mondo, maga del pallone secondo Pelè, guadagna circa seimila euro settimanali, una cifra che Messi, Cristiano Ronaldo ma anche calciatori assai meno forti e mediatici della Pulce e del portoghese incassano in meno di un giorno.