Il re è caduto. Stavolta forse per sempre. Perché Roger Federer, nel suo (ex) giardino di casa, non ha perso da Nadal. Da Djokovic. O magari da Murray. Ha perso, rimontato, da Milos Raonic. Ci sono tutte le stimmate del cambio generazionale. Nel senso che, fino all'altro giorno, in qualche modo i giovani virgulti promettenti venivano respinti dal grande vecchio. Ma questo Wimbledon sta raccontando un'altra storia. Già l'altro ieri, contro Marin Cilic, lo svizzero è ritornato con l'orgoglio di chi non voleva abdicare, ed ha recuperato i due set di svantaggio.
Oggi, contro Raonic, è clamorosamente venuto meno sul più bello, nel quarto set, proprio quando sembrava poter disporre del match. E' un peccato? E' una tristezza?
Sicuramente sì, ma il declino della leggenda va accettato. Intendiamoci, Federer è ancora competitivo. Ha perso a Wimbledon, in semifinale. Ma si parla di Federer, e si pretende sempre l'impossibile. Una volta, sembra ere fa, i cuoi colpi erano degli schiaffi imprendibili. Ora sembrano dei mini pallonetti, non più vincenti.
Resta bellissimo da vedere, una goduria per gli occhi, l'invidia di chi vorrebbe avvicinarsi almeno un minimo a quel gesto tecnico. Ma la natura s'è voluta divertire solo con lui, regalare solo a Roger quel talento meraviglioso. Bellissimo. Indimenticabile. Purtroppo non più vincente nel tennis dei Millenials.
Oggi, contro Raonic, è clamorosamente venuto meno sul più bello, nel quarto set, proprio quando sembrava poter disporre del match. E' un peccato? E' una tristezza?
Sicuramente sì, ma il declino della leggenda va accettato. Intendiamoci, Federer è ancora competitivo. Ha perso a Wimbledon, in semifinale. Ma si parla di Federer, e si pretende sempre l'impossibile. Una volta, sembra ere fa, i cuoi colpi erano degli schiaffi imprendibili. Ora sembrano dei mini pallonetti, non più vincenti.
Resta bellissimo da vedere, una goduria per gli occhi, l'invidia di chi vorrebbe avvicinarsi almeno un minimo a quel gesto tecnico. Ma la natura s'è voluta divertire solo con lui, regalare solo a Roger quel talento meraviglioso. Bellissimo. Indimenticabile. Purtroppo non più vincente nel tennis dei Millenials.