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Tennis, Wimbledon: un vero favorito non c'è, Federer può stupire ancora

Roger Federer, 35 anni.  (afp)
L'edizione degli Championships 2017 che prenderà il via lunedì promette spettacolo per l'equilibrio. Murray non ha brillato durante la stagione sul rosso, Nadal da quando ha vinto il Roland Garros non è più apparso in pubblico, Djokovic vive un momento particolare. Resta solo lo svizzero che dovrebbe essere il più fresco di tutti
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ROMA - Il venerdì del sorteggio dà oggi già qualche indicazione maggiore sul cammino verso la finale degli Championships, come quelli di Wimbledon amano definire il proprio torneo. Questa edizione 2017, in realtà promette un certo spettacolo: con questo non si vuol dire che le precedenti edizioni siano state deludenti, al contrario. Si vuole solo sostenere che il Wimbledon che prende il via lunedì appare molto equilibrato. Di solito il favorito è il numero uno del mondo, nello specifico Andy Murray: ma lo scozzese non è integro (a meno che non si stia nascondendo): ha dato forfait a delle esibizioni per problemi all'anca, e si presume che non si sia allenato perfettamente. E, va anche aggiunto, non è che abbia brillato durante la stagione sul rosso. Ovvio che poi l'erba dei campi di Church Road possiede delle proprietà curative e anche Murray ne beneficerà, ma qualche dubbio è lecito averlo.
Questo per quel che riguarda Murray. E Nadal? Ecco, se c'è un tipo che s'è nascosto, quello è lui. Da quando ha vinto il decimo Roland Garros non è più apparso in pubblico, ossia su un campo da tennis. Ha detto che doveva prepararsi. Come l'abbia fatto lo spagnolo resta un suo segreto, e dei suoi sparring partner.

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Siamo a Djokovic: il serbo, come sappiamo, vive un momento molto particolare. Prima i problemi con la moglie, poi il cambio del coach, quindi la lenta, ma molto lenta risalita ai suoi livelli. "Non sono favorito? E' una liberazione..." ha detto, e questa sincera affermazione dice tutto dello stato dell'arte dell'ex numero uno del mondo.

Resta Roger Federer. Colui che si può definire favorito. In fondo, ha pur vinto quattro tornei dei sei disputati. Una percentuale altissima. E dunque lo svizzero, ritemprato e rigenerato, dovrebbe essere quello più fresco di tutti. Però l'incognita dei potenziali cinque set pesa sul suo rendimento e lascia un punto interrogativo.

E allora: chi lo vince Wimbledon? E' possibile che i Wawrinka, i Berdych, i Del Potro possano inseririsi nella lotta per il titolo? Oppure potremmo assistere a un deja-vu del 2001, quando Goran Ivanisevic visse le due settimane più felici della sua vita tennistica e si impose a sorpresa, alla faccia dei bookmakers?
Ancora: un outsider? Tipo un giovane della Next Gen (Zverev, Thiem), con la voglia di ripetere Boris Becker diciassettenne vincitore nel 1985. Oppure un bombardiere, tipo Raonic o Kyrgios, cioè gente che ha il dna ritagliato per vincere a Wimbledon, sebbene occorra anche una congiunzione astrale.

Fin qui il torneo maschile, e le donne? Beh, qui l'equilibrio si fa ancora più interessante, se possibile. Non c'è Serena. Non c'è Sharapova. Chiunque, nella Top Ten, può ritenersi favorita. Ma, nello stesso tempo, essere sconfitta da chiunque altra. Kerber, Halep, Pliskova, Svitolina, Radwanska. Ma le classifiche possono mentire, o semplicemente non dire tutta la verità: c'è qualcuna che è tornata da poco dopo un brutto incidente e sta tornando alla piena forma: Petra Kvitova. La ceca, già campionessa in passato, è la tennista da tenere d'occhio. Buon divertimento, ovviamente in diretta tv su Sky.                   
 
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