Tennis, Serena Williams e il dramma post-parto: "Temo ancora per la mia salute"
L'ex numero uno al mondo ha raccontato i momenti successivi la nascita della figlia Olympia: "Ho subito un taglio cesareo a causa del crollo della mia frequenza cardiaca. L'intervento è andato bene, ma quello che c'è stato dopo è stato terribile". Ha poi ringraziato i medici
LOS ANGELES - "Dopo aver rischiato la vita, vivo nella paura". Serena Williams a cuore aperto ha confessato alla Cnn tutti i suoi timori. La tennista americana aveva già raccontato di aver rischiato di morire subito dopo il parto della primogenita Olympia, a causa di alcuni coaguli di sangue nei polmoni.
"Ho subito un taglio cesareo d'urgenza a causa del crollo della mia frequenza cardiaca. L'intervento - ha spiegato - è andato bene, ma quello che è seguito solo 24 ore dopo il parto è stato terribile".
Oggi tutto è tornato alla normalità, ma l'ex numero uno al mondo ha spiegato di vivere nel terrore che possa accaderle nuovamente qualcosa di simile. "Quando finalmente sono tornata a casa dalla mia famiglia ho dovuto trascorrere le prime sei settimane di maternità a letto. Adesso, nonostante le ansie, riconosco di essere stata molto fortunata. Ho una splendida bambina e punto a tornare in campo per …
"Ho subito un taglio cesareo d'urgenza a causa del crollo della mia frequenza cardiaca. L'intervento - ha spiegato - è andato bene, ma quello che è seguito solo 24 ore dopo il parto è stato terribile".
Oggi tutto è tornato alla normalità, ma l'ex numero uno al mondo ha spiegato di vivere nel terrore che possa accaderle nuovamente qualcosa di simile. "Quando finalmente sono tornata a casa dalla mia famiglia ho dovuto trascorrere le prime sei settimane di maternità a letto. Adesso, nonostante le ansie, riconosco di essere stata molto fortunata. Ho una splendida bambina e punto a tornare in campo per …
LOS ANGELES - "Dopo aver rischiato la vita, vivo nella paura". Serena Williams a cuore aperto ha confessato alla Cnn tutti i suoi timori. La tennista americana aveva già raccontato di aver rischiato di morire subito dopo il parto della primogenita Olympia, a causa di alcuni coaguli di sangue nei polmoni.
"Ho subito un taglio cesareo d'urgenza a causa del crollo della mia frequenza cardiaca. L'intervento - ha spiegato - è andato bene, ma quello che è seguito solo 24 ore dopo il parto è stato terribile".
Oggi tutto è tornato alla normalità, ma l'ex numero uno al mondo ha spiegato di vivere nel terrore che possa accaderle nuovamente qualcosa di simile. "Quando finalmente sono tornata a casa dalla mia famiglia ho dovuto trascorrere le prime sei settimane di maternità a letto. Adesso, nonostante le ansie, riconosco di essere stata molto fortunata. Ho una splendida bambina e punto a tornare in campo per vincere".
Poi l'americana ha rivolto un pensiero ai medici che l'hanno curata: "Ringrazio sempre il personale dell'ospedale, se non fosse stato per le loro cure tempestive, oggi non sarei qui".
Il racconto prosegue nella sua lunga lettera: "Dopo il cesareo, il taglio si è aperto per via della tosse insistente provocata da un embolo. Così sono tornata sotto ferri e i medici hanno trovato un grande ematoma, un blocco di sangue coagulato, nel mio addome. Poi sono dovuta tornare di nuovo sotto ferri per una procedura che avrebbe impedito ai trombi di andare ai polmoni. Sono quasi morta dando la vita a Olympia".
A lei però è andata bene. La supertennista ha puntato i riflettori su un fenomeno: "Secondo i Centers for Disease Control and Prevention, le donne nere negli Stati Uniti rischiano di morire di parto tre volte di più delle bianche. Ma non è solo un problema degli Stati Uniti. Nel mondo migliaia di donne rischiano la vita per far nascere un bambino nei paesi più poveri. Quando hanno complicazioni come le mie, non ci sono farmaci o strutture sanitarie che le possono salvare".
La Williams ha quindi invitato a donare a organizzazioni come l'Unicef che si impegnano a salvare le vite di mamme e bambini in tutto il mondo. "L'Unicef dice che l'80 per cento dei 2,6 milioni di bambini morti alla nascita muoiono per cause prevenibili. Ma c'è una soluzione. Potete chiedere ai governi e al mondo del business di far di più per salvare queste vite preziose. Potete donare all'Unicef e ad altre organizzazioni nel mondo che lavorano per fare una differenza".
"Ho subito un taglio cesareo d'urgenza a causa del crollo della mia frequenza cardiaca. L'intervento - ha spiegato - è andato bene, ma quello che è seguito solo 24 ore dopo il parto è stato terribile".
Oggi tutto è tornato alla normalità, ma l'ex numero uno al mondo ha spiegato di vivere nel terrore che possa accaderle nuovamente qualcosa di simile. "Quando finalmente sono tornata a casa dalla mia famiglia ho dovuto trascorrere le prime sei settimane di maternità a letto. Adesso, nonostante le ansie, riconosco di essere stata molto fortunata. Ho una splendida bambina e punto a tornare in campo per vincere".
Poi l'americana ha rivolto un pensiero ai medici che l'hanno curata: "Ringrazio sempre il personale dell'ospedale, se non fosse stato per le loro cure tempestive, oggi non sarei qui".
Il racconto prosegue nella sua lunga lettera: "Dopo il cesareo, il taglio si è aperto per via della tosse insistente provocata da un embolo. Così sono tornata sotto ferri e i medici hanno trovato un grande ematoma, un blocco di sangue coagulato, nel mio addome. Poi sono dovuta tornare di nuovo sotto ferri per una procedura che avrebbe impedito ai trombi di andare ai polmoni. Sono quasi morta dando la vita a Olympia".
A lei però è andata bene. La supertennista ha puntato i riflettori su un fenomeno: "Secondo i Centers for Disease Control and Prevention, le donne nere negli Stati Uniti rischiano di morire di parto tre volte di più delle bianche. Ma non è solo un problema degli Stati Uniti. Nel mondo migliaia di donne rischiano la vita per far nascere un bambino nei paesi più poveri. Quando hanno complicazioni come le mie, non ci sono farmaci o strutture sanitarie che le possono salvare".
La Williams ha quindi invitato a donare a organizzazioni come l'Unicef che si impegnano a salvare le vite di mamme e bambini in tutto il mondo. "L'Unicef dice che l'80 per cento dei 2,6 milioni di bambini morti alla nascita muoiono per cause prevenibili. Ma c'è una soluzione. Potete chiedere ai governi e al mondo del business di far di più per salvare queste vite preziose. Potete donare all'Unicef e ad altre organizzazioni nel mondo che lavorano per fare una differenza".