Tennis, Olga, Coco e Dasha. Le ragazzine terribili della racchetta
di PAOLO ROSSI
Olga Danilovic (ansa)
Sono giovanissime ma promettono benissimo, per gli esperti hanno un futuro da big garantito. E c'è chi come la Danilovic, figlia 17enne del grande cestista Sasha, ha già vinto un torneo del circuito maggiore
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ROMA - Parigi avrebbe potuto celebrare una doppia impresa, lo scorso 10 giugno: Sloane Stephens che vince il Roland Garros femminile e Cori (Coco) Gauff - quasi in contemporanea - invece il torneo juniors, un ein plein americano che avrebbe segnato anche il dopo Williams. Ce l'ha fatta solo quest'ultima, diventando anche la terza più giovane campionessa junior del Roland Garros dopo Martina Hingis e Jennifer Capriati.
La giovanissima Millennial (è nata il 14 marzo 2004) proviene da una famiglia di sportivi: il padre, Corey, è stato giocatore di basket alla Georgia State University mentre la madre Candi campionessa di atletica alla Florida State University. Cori si allenava in Florida ma, oggi, è allieva di Patrick Mouratoglou nella sua Academy, esattamente nel segno di Serena Williams.
Cori Gauff
Ma Cori Gauff è soltanto l'ultima, la più giovane, delle nuove pretendenti a un posto in paradiso nella Wta, il circuito femminile del tennis. A guidare la nuova ondata, una sorta di Next Gen al femminile, ci sono anche Dasha Lopatetskaya, quindicenne (ucraina del 2003), imbattuta a livello professionistico: aveva fatto il suo debutto prof ad Antalya, in Turchia, torneo da 15mila dollari Itf, qualificandosi per il sorteggio principale e arrivando a sollevare il titolo, diventando la prima nata nel 2003 a riuscirci. Dopo la Turchia ha giocato a Baja, in Ungheria, ed anche qui è arrivata fino in fondo senza conoscere l'onta della sconfitta. Naturalmente stiamo parlando di tornei minori, ma non per questo meno competitivi, tanto è vero che la Wta l'ha subito notata inserendola in una lista di pretendenti top player del futuro.
Dasha Lopatetskaya
E, infine, Olga Danilovic. La più "vecchietta" di queste ragazze predestinate: 17 anni. Ma lei ha vinto un torneo vero, quello di Mosca. Anche qui va premesso che in Russia non c'erano grandissimi nomi, ma era un torneo Wta, tanto che la serba, figlia d'arte di un certo Predrag detto Sasha, che a Bologna ancora ricordano toccandosi il cuore e che tutti gli appassionati di basket non hanno dimenticato, era stata eliminata nelle qualificazioni. Poi, mentre passeggiava nei dintorni della Piazza Rossa, ha ricevuto la telefonata della bella notizia: "Sei stata ripescata: lucky loser", e quindi ha di nuovo disfatto le valigie, restando nella capitale per l'intera settimana: la mancina di oltre un metro e ottanta, grintosa e potente, ha fatto valere le sue caratteristiche trionfando per la prima volta a 17 anni e mezzo, diventando la più giovane Under 18 della classifica attuale.
Ecco, questi sono i nomi da segnare: vedremo se questi segnali di precocità saranno confermati, perché il rischio è sempre dietro l'angolo e non sempre c'è il lieto fine: basti ricordare il caso più recente, quello di Eugenie Bouchard, la canadese annunciata come nuova Sharapova e poi smarritasi inesorabilmente dalla strada maestra.