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Tennis, Noah fa 60 anni. L'estro non ha età

Yannick Noah 
Il francese compie gli anni. Una vita all'attacco e ancora molto da dire
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Yannick Noah compie 60 anni. Auguri. È stato il re del serve and volley, quando ancora si poteva giocare a rete, quando si faceva in tempo a scendere a rete senza rischiare di essere infilzati. Era uno spettacolo vederlo, perché era anomalo. I suoi balzi, la sua atleticità. È stato un precursore. Ma soprattutto un personaggio, uno - come si dice oggi - che ha bucato il video: aveva un'idea della vita, oltre al tennis. E infatti ha detto che il messaggio era la sua vita: le sue parole lo definivano. Ecco, è la festa di Noah, e dovrebbe esserlo di tutto il tennis. L'omaggio è una breve carrellata dei suoi pensieri, delle sue opinioni che, nella sua vita, non ha mai avuto paura di condividere. Auguri Yannick.
 

"Quando ci sono 10.000 persone e le televisioni a guardarti, siamo tutti attori. C'è il tennista serio, quello che grida sempre contro l'arbitro, quello che non dice mai una parola, quello che fa il pagliaccio...".

"A quindici giorni dal debutto al Roland Garros, partecipo alla Coppa delle Nazioni, una specie di esibizione a squadre a Dusseldorf. Sono nel pieno della preparazione per il Roland Garros, ho la sensazione di perdere tempo: piove, non mi posso allenare. Mando tutto al diavolo e torno a Parigi e la domenica mattina chiedo di essere sostituito. Lì mi ritrovo col sistema che mi attacca perché non sono professionale, perché non rispetto il gioco e bla bla... la domenica sera chiamo Moulinot, il mio migliore amico, un batterista. Gli dico che con i miei soldi avremmo potuto comprare una capanna in Camerun, mettere su un complesso, avrei suonato la chitarra e avrei lasciato il tennis, che era tutto un mondo di pochi di buono. È una delle poche volte che "Moul" mi ha dato un consiglio giudizioso. Mi ha detto: "Lascia perdere queste fesserie. Gioca il Roland Garros, poi si vedrà. Il giorno dopo la mia vittoria ho scoperto di essere stato squalificato per due mesi per la storia della Coppa delle Nazioni e non ho potuto giocare Wimbledon".
 
"Il codice di condotta che i tennisti hanno oggi ha tolto al pubblico la possibilità di conoscere la vita dei giocatori, oggi non sai chi sono, qual è la loro personalità. Djokovic, per esempio, vorrebbe scherzare tutto il tempo ma non può, non è più possibile. E il pubblico assimila tutto questo. Appena dici "merda" tutto il pubblico fischia. Domina il politicamente corretto. Tutto uguale, come piace alla CBS e alle tv americane".

"Oggi lo sport è un po' come Asterix alle Olimpiadi: se non si possiede la pozione magica, è difficile vincere. E a quanto pare loro sono stati, come Obelix, i fortunati a cadere nella pentola con la pozione magica" (si riferiva agli spagnoli)

"In Francia, a Parigi, ho riscoperto una libertà che non conoscevo. Ho vissuto e amato New York, ma oggi mi sembra una città americana come tante altre, piena di paure, di freni, di ostacoli, dove lo straniero è straniero fino in fondo".

"Roger? Lo vedi e ti viene da chiedergli: cosa pensi? Che macchina guidi? Quale film ti piace? Che libri leggi? Cosa odi? Per chi voti? Chi sei? Lui fa colpi geniali, incredibili, dritti, rovesci, senza neanche piegare più di tanto le ginocchia. Vince, si volta e chiede: asciugamano. Io l'ho guardato e ho detto: Woah! Lui fa questo, poi prende l'asciugamano e la gente applaude. Dov' è l'errore? Voglio l'adrenalina, voglio esplodere, ascoltare le grida, vedere le lacrime... quindi Roger, sì, è molto carino, perfetto, un figlioccio perfetto. Sono sicuro che la sua matrigna gli voglia molto bene".
 
"Tu pagheresti un biglietto per andare a vedere Medvedev? Quando c'è uno Slam, accendo la tv. Voglio vederlo. Tolgo l'audio e guardo tre partite. Penso che tutti giocano bene. Poi arrivano Djokovic-Federer, Djokovic-Nadal, Federer-Nadal: non lo guardo più. È sempre lo stesso. Non compro un biglietto per il cinema 50 volte per vedere lo stesso film. Conosco già la partita, so come giocheranno. Quando guardo una partita, voglio lo spettacolo. L'unico che lo fa, l'unico che crea tensione, è Kyrgios. È il ragazzo più divertente, l'unico interessante oggi nel tennis. Non sai cosa farà e fa cose tecnicamente fantastiche. Un ragazzo che ha di nuovo una faccia".
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