Ma quale venerdì 13. Quando si parla di Jannik Sinner si esorcizza qualunque cosa (eccetto Rafa Nadal al Roland Garros). Prima finale Atp in carriera per il 19enne (e 89 giorni) altoatesino, n. 44 (ma già virtualmente n. 41), ha raggiunto l'ultimo atto del torneo 250 di Sofia battendo in semifinale il francese Mannarino 6-3 7-5, l'ora e mezza più bella di sempre per lui (in realtà un'ora e 27 minuti). In finale Sinner affronterà il canadese Pospisil (6-7, 6-2, 6-0 all'altro francese Gasquet) ma, comunque vada, questo torneo è stata la ciliegina sulla torta di questa sua stagione. Se dovesse trionfare, chiuderà l'anno da n. 37: sarebbe un mezzo miracolo, vista la pochezza numerica dei tornei giocati in questo 2020.
Nel 2019 lo hanno eleltto tennsita rivelazione, ma forse lo meriterebbe anche quest'anno, soprattutto per quel Roland Garros che ne ha confermato forza, qualità e tutto il resto delle cose belle che si dicono quando ci riferiamo a lui. Quella notte (perchè di notte si è giocato) contro Nadal ha confermato la bontà di questo ragazzo che, senza tentennare, è entrato in campo e ha preso a pallate (si dice così, nei circoli di tennis) il più grande tennista sul rosso. E, chi c'era ed era attento, ha visto l'attenzione che Nadal gli aveva dedicato. Il rispetto. Come se fosse una finale. Ed infatti quello, a posteriori, è stato il match più difficile per lo spagnolo bravo a uscirne fuori (soprattutto nel primo set) grazie alla sua umiltà ed esperienza.
Ma torniamo a oggi, a Sofia. In Bulgaria questo terribiel teenager ha iniziato in modo esplosivo, liberandosi di Fucsovic in modo autorevole. E poi ha avanzato superando un lucky loser (Huesler), e i tennisti sanno quanto siano pericolosi i lucky loser nei tornei (Lorenzo Sonego vi dice qualcosa?), quindi de Minaur l'australiano-ispanico e oggi Mannarino, un mancino con un modo di giocare anomalo che, in giornata, diventa ingestibile. Invece ha gestito tutto benissimo, con quella sua (finta) flemma, con quel suo gioco semplice e fluido, potente. Una corrente inarrestabile. Che, per ora va perfettamente nel senso giusto. Forza Janniskin.
Nel 2019 lo hanno eleltto tennsita rivelazione, ma forse lo meriterebbe anche quest'anno, soprattutto per quel Roland Garros che ne ha confermato forza, qualità e tutto il resto delle cose belle che si dicono quando ci riferiamo a lui. Quella notte (perchè di notte si è giocato) contro Nadal ha confermato la bontà di questo ragazzo che, senza tentennare, è entrato in campo e ha preso a pallate (si dice così, nei circoli di tennis) il più grande tennista sul rosso. E, chi c'era ed era attento, ha visto l'attenzione che Nadal gli aveva dedicato. Il rispetto. Come se fosse una finale. Ed infatti quello, a posteriori, è stato il match più difficile per lo spagnolo bravo a uscirne fuori (soprattutto nel primo set) grazie alla sua umiltà ed esperienza.
Ma torniamo a oggi, a Sofia. In Bulgaria questo terribiel teenager ha iniziato in modo esplosivo, liberandosi di Fucsovic in modo autorevole. E poi ha avanzato superando un lucky loser (Huesler), e i tennisti sanno quanto siano pericolosi i lucky loser nei tornei (Lorenzo Sonego vi dice qualcosa?), quindi de Minaur l'australiano-ispanico e oggi Mannarino, un mancino con un modo di giocare anomalo che, in giornata, diventa ingestibile. Invece ha gestito tutto benissimo, con quella sua (finta) flemma, con quel suo gioco semplice e fluido, potente. Una corrente inarrestabile. Che, per ora va perfettamente nel senso giusto. Forza Janniskin.