Il ragazzo prodigio è in semifinale a un Masters 1000. Jannik Sinner non si ferma a Miami, e respinge l'appagamento: "La mia settimana più bella di sempre? Parliamone a fine torneo...". Non è arroganza, o presunzione, Jannik è fatto così. Non avrebbe, altrimenti, superato lo scoglio Bublik, tennista kazako che non sai come prendere perché non tira un colpo uguale all'altro. E questa cosa, per un regolarista disciplinato sul ritmo come l'altoatesino, è una specia di bestemmia.
"Hai 15 anni e giochi così..."
Ma lo ha battuto. Rincorrendolo, standogli appiccicato, restando convinto della possibilità di una chance. Questione di testa, si dice nel tennis. Mai vero come stavolta. Glielo ha riconosciuto anche il kazako: "Ma non sei umano! Hai 15 anni e giochi così...", rifilandogli una pacca affettuosa sulle spalle mentre Sinner sorrideva, per una volta sorpreso.
I teenager che vanno forte a Miami...
Qualche dato statistico: è il 3° italiano di sempre in una semifinale di un Masters 1000 sul veloce dopo Fognini (Miami 2017) e Berrettini (Shanghai 2019). Va aggiunto che è il primo Masters 1000 sul veloce che gioca in carriera. Ancora: Sinner è il 14° teenager a raggiungere i quarti di finale a Miami. 10 su 13 sono poi diventati n.1. Gli unici a non esserci (ancora) riusciti, sono Auger-Aliassime, Zverev e Shapovalov. Con l'ingresso tra i primi quattro del torneo Sinner è già certo di entrare tra i primi 25 al mondo (vincesse il torneo diventerebbe n. 14 del mondo). Al momento, nel ranking virtuale, è 24°. Poi c'è l'altra classifica parallela, la Race, quella che porta alle Atp Finals che si disputeranno a Torino: bene, in questo momento l'italiano è settimo. Numeri da impazzire, ma non per il diretto interessato. "Ho ancora 19 anni, ci sono tante cose che devo ricordare in campo...". La sua applicazione, la sua disciplina sono da manuale. Perfino per tennisti veterani.
In semifinale contro Bautista Agut
In semifinale avrà un altro deja vu, e anche questo sembra un paradosso del destino. Spieghiamo: Sinner ha giocato il torneo di Dubai, dove aveva già incontrato (e battuto) Bublik ai sedicesimi di finale. Negli ottavi ha incrociato lo spagnolo Bautista Agut, avendo la meglio. Bene, a Miami si ripropone la stessa sceneggiatura: Jannik ritrova lo spagnolo, che contro pronostico ha avuto la meglio sul russo Medvedev, attualmente n. 2 del mondo. Un'ottima notizia, considerando che contro Medevedv il nostro è stato respinto due volte su due. "Resta il fatto che si tratta di giocatori solidissimi, bisognerà giocare al massimo" s'è limitato - come suo stile - a rispondere. Aggiungengo, oppure rassicurando a seconda delle interpretazioni, "che la pressione c'è, ma la sentono tutti i giocatori. E, credetemi, a qualunque livello".
Questo è Jannik Sinner: il suo focus è la pallina da tennis. Sempre e soltanto. Il resto è contorno, ma sempre all'interno di quel quadro. Una cosa è certa: l'Italia non ha mai avuto un tennista con queste attitudini, faremo bene a tenercelo stretto.