Tennis, al Foro c'è Sinner-Nadal. Volandri: "Io me la giocherei così"
di Paolo Rossi , di Paolo RossiROMA - Filippo Volandri sarà uno spettatore molto interessato, riguardo al match tra Sinner e Nadal. In primis, perché è il capitano di Coppa Davis. Ma, dettaglio non trascurabile, perché quindici anni fa, a Santander, fece tremare Rafa Nadal a casa sua in Coppa Davis.
E allora, Filippo, giochiamola questa partita: cosa c’è da aspettarsi?
“Che Jannik Sinner sicuramente alzerà il livello rispetto alla sua partita d'esordio: perché Nadal è uno di quelli che ti fa alzare il livello, e perché se vuoi giocare con Rafa non basta il livello che hai espresso fino al giorno precedente”.
Questa è la premessa. E poi?
“E poi fa parte del processo di crescita, quindi ben venga questo match. Qualcuno ha mugugnato cose tipo ‘però il secondo turno con Nadal…’. Invece ben vengano queste partite, qui siamo tutti alla ricerca di questo tipo di partite. Servono tantissimo, sopra…
ROMA - Filippo Volandri sarà uno spettatore molto interessato, riguardo al match tra Sinner e Nadal. In primis, perché è il capitano di Coppa Davis. Ma, dettaglio non trascurabile, perché quindici anni fa, a Santander, fece tremare Rafa Nadal a casa sua in Coppa Davis.
E allora, Filippo, giochiamola questa partita: cosa c’è da aspettarsi?
“Che Jannik Sinner sicuramente alzerà il livello rispetto alla sua partita d'esordio: perché Nadal è uno di quelli che ti fa alzare il livello, e perché se vuoi giocare con Rafa non basta il livello che hai espresso fino al giorno precedente”.
Questa è la premessa. E poi?
“E poi fa parte del processo di crescita, quindi ben venga questo match. Qualcuno ha mugugnato cose tipo ‘però il secondo turno con Nadal…’. Invece ben vengano queste partite, qui siamo tutti alla ricerca di questo tipo di partite. Servono tantissimo, soprattutto ai giocatori molto giovani”.
Giusto. Però Sinner lo conosce bene, a Rafa.
“Sì, perchè ha avuto modo di stare molto con lui, soprattutto in Australia: un bene per Jannik, ma un male perché non so chi dei due a ci abbia guadagnato di più. Rafa è di quelli che non lascia niente al caso e uno di quelli che scopre pochissimo le carte. Mi immagino che sarà una partita bellissima, a prescindere dal risultato. E Jannik ha bisogno soprattutto di queste partite, gli manca confrontarsi con i big”.
Parole dette da chi, a Roma, battè Federer e mise paura agli spagnoli nel 2006 a Santander, contro il Grande Rafa in Coppa Davis.
“Quello era un altro Nadal, e io avevo un bagaglio di esperienza più importante. I ricordi di quei match sono vividi”.
Quindi qual è il consiglio tattico?
“Tutti cercano di prendergli subito l'angolo del dritto, a Nadal. Cercando subito il rovescio, ma non glielo prendi se non hai un colpo forte sul dritto di Rafa. Per dire, Fognini riesce a far partita pari con Rafa e addirittura batterlo perché col suo ottimo rovescio taglia la diagonale in avanti e gli prende il dritto. E solo dopo va sul rovescio: se fai il contrario perdi. Certo, questo protocollo poi bisogna farlo per tre ore di fila, ma questo è un altro discorso”.
Però ho sentito Riccardo Piatti che invitava qualche amico a vedere la sfida…
“Sono sicuro che Riccardo sappia come scardinare il feudo Nadal: in fondo quando Federer batteva Nadal faceva esattamente la stessa cosa e la scuola è quella di Ljubicic, suo allievo”.
Ma sarà un deja vu, come al Roland Garros?
“Le condizioni saranno diverse, ma a Nadal non importa: ha dimostrato di vincere Parigi nelle peggiori condizioni possibili sulla terra rossa, quindi non è non è certo quello che lo spaventa. Ecco perché penso che Jannik debba pensare soltanto al suo tennis, e poi vedremo: così si cresce”.