Tennis, la notte nera di Federer e Serena Williams
di Paolo Rossi , di Paolo RossiI due ragazzi dell'81 hanno dormito male. Lui, Roger, è di agosto. Lei, Serena, è di settembre. La 'nuttata' è passata, ma è stata da incubo. E non ha sciolto i dubbi.
Lui, Federer, ha perso da uno spagnolo neppure di primo pelo, Pablo Andujar. Lei, Wiliams, bastonata da un'ennesima ragazza dell'Est, Katerina Siniakova. Lo svizzero ha smaltito la delusione nella sua Svizzera (giocava a Ginevra), l'americana ha cercato di trovare conforto nei tortelli di Parma (dove giocava).
Ora: è solo questione di scrollarsi la ruggine di dosso oppure sono sintomi di una qualche patologia sportiva più grave? Ancora: che futuro hanno questi due quasi quarantenni del tennis? Anzi, per dirla tutta: ne hanno uno? Perché il Roland Garros è alle porte, e dunque: quale ruolo potranno recitare? Ad oggi la loro balbuzie tennistica è evidente, e i tempi di recupero sono stretti anche se non sono preoccupati da queste scon…
I due ragazzi dell'81 hanno dormito male. Lui, Roger, è di agosto. Lei, Serena, è di settembre. La 'nuttata' è passata, ma è stata da incubo. E non ha sciolto i dubbi.
Lui, Federer, ha perso da uno spagnolo neppure di primo pelo, Pablo Andujar. Lei, Wiliams, bastonata da un'ennesima ragazza dell'Est, Katerina Siniakova. Lo svizzero ha smaltito la delusione nella sua Svizzera (giocava a Ginevra), l'americana ha cercato di trovare conforto nei tortelli di Parma (dove giocava).
Ora: è solo questione di scrollarsi la ruggine di dosso oppure sono sintomi di una qualche patologia sportiva più grave? Ancora: che futuro hanno questi due quasi quarantenni del tennis? Anzi, per dirla tutta: ne hanno uno? Perché il Roland Garros è alle porte, e dunque: quale ruolo potranno recitare? Ad oggi la loro balbuzie tennistica è evidente, e i tempi di recupero sono stretti anche se non sono preoccupati da queste sconfitte, e le ritengono parte di un processo.
Federer, che ha detto di essersi vaccinato (Pfizer) ha ammesso che è meglio perdere che fare la riabilitazione, dunque è la certificazione che sta faticando davvero a trovare i ritmi che gli sono congeniali e, diciamola tutta, la terra rossa non lo ha mai aiutato e in fondo non rientra tra i suoi obiettivi. Roger sa anche che questo potrebbe essere l'ultimo anno, soprattutto ora che sta verificando come la forma fisica - dopo l'inattività per l'intervento al ginocchio - sia più lenta da recuperare di quanto credesse.
Serena non ha avuto infortuni apparentemente traumatici (ma una luna serie di acciacchi sì), e una gestione simile però: assente da tempo, deve aver pensato che le sarebbero bastate un paio di partite per ritornare al top. Valutazione errata: i suoi colpi restano potenti, ma non più così letali. E ormai - in fatto di potenza - ha una concorrenza che è aumentata oltre misura. Così quello Slam che cerca disperatamente per pareggiare il record di Margaret Court non arriva.
Al contrario, Roger è stato invece raggiunto: da Nadal, e insieme dividono il record dei tornei più importanti. Ma subito dietro c'è quell'altro, Djokovic. Ed è ragionevole suppore che l'elvetico sia rassegnato. Forse, ma è un'ipotesi, il progetto segreto di Federer prevede un Wimbledon e un'Olimpiade da conquistare. Per il resto, sono saluti. Ciao, Parigi dolce e amara. Più facile saltellare sull'erba che poi si sposa perfettamente con i suoi colpi secchi. Un ultimo Wimbledon per salutare in bellezza, ed ecco che Federer saluterà con il sorriso sincero perché sa che le sue chance sono tutte sull'erba sacra.
Invece Serena potrebbe avere possibilità anche a New York, dove però è stata beffata più volte proprio in dirittura d'arrivo, ma a lei basterebbe un solo, maledetto Slam. Anche se sa, in cuor suo, che resterà comunque nella storia come la GOAT, la greatest of all time del tennis femminile: quello che ha fatto lei, per come ha modificato il gioco, i suoi comportamenti, in campo e fuori, sono stati rivoluzionari.
Esattamente come quelli di Federer, sia pure paradossalmente antitesi, essendo di un classicismo meraviglio e nostalgico (oltre che tremendamente efficaci). Due quarantenni complementari, lo Yin e lo Yang del tennis. Riusciremo, in questo 2021, a celebrarli? O almeno uno dei due? Ai posteri l'ardua sentenza.