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Roland Garros, le previsioni di Wilander: "Volete battere Nadal? Subito, o mai più"

L'ex campione svedese, commentatore per Eurosport: "E fate attenzione all'Italia con Berrettini e Sinner..."
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Per lui sette titoli dello Slam in carriera e tre quarti di Grande Slam nel 1988. A Mats Wilander, svedese e degno erede di Bjorn Borg, in quel 1988 mancò soltanto il colpo a Wimbledon. Oggi, a 56 anni, è un apprezzato commentatore di Eurosport: le sue analisi non sono mai banali.

Mats, sarà l'ultimo ballo parigino per Roger Federer? Il suo ultimo Roland Garros?

"No, io dico di no: Roger rimarrà nel Tour per provare a vincere un altro Grande Slam, oppure solo perché ama giocare a tennis oppure ancora perché vuole fermare Novak e Rafa. Poi penso anche a un motivo tecnico: giocherà l'Open di Francia perché il movimento sulla terra battuta lo aiuta sull'erba. Dunque gli Open di Francia sono troppo importanti per il suo tennis, e tornerà ancora".

E Rafa Nadal? Può essere battuto?

"Non penso che si possa dire che Nadal peggiori arrivando alla fine del torneo, con la sua fiducia che cresce a…

Per lui sette titoli dello Slam in carriera e tre quarti di Grande Slam nel 1988. A Mats Wilander, svedese e degno erede di Bjorn Borg, in quel 1988 mancò soltanto il colpo a Wimbledon. Oggi, a 56 anni, è un apprezzato commentatore di Eurosport: le sue analisi non sono mai banali.

Mats, sarà l'ultimo ballo parigino per Roger Federer? Il suo ultimo Roland Garros?

"No, io dico di no: Roger rimarrà nel Tour per provare a vincere un altro Grande Slam, oppure solo perché ama giocare a tennis oppure ancora perché vuole fermare Novak e Rafa. Poi penso anche a un motivo tecnico: giocherà l'Open di Francia perché il movimento sulla terra battuta lo aiuta sull'erba. Dunque gli Open di Francia sono troppo importanti per il suo tennis, e tornerà ancora".

E Rafa Nadal? Può essere battuto?

"Non penso che si possa dire che Nadal peggiori arrivando alla fine del torneo, con la sua fiducia che cresce a ogni turno. Quindi una possibilità di batterlo c'è, ma solo all'inizio. Penso che oggi ragazzi come Sinner, Berrettini, Rublev colpiscono la palla così forte che possono far male a Nadal, e potrebbe esserci una possibilità che parte della sua fiducia venga portata via da questi giovani ragazzi, che possono ferirlo. Un po' come fece Robin Soderling, ma Rafa è ancora il favorito".

L'Italia ringrazia, ma si chiede se si tratti di un puro atto di cortesia da parte sua la citazione di Berrettini e Sinner.

"No, sono serio. Dico che Sinner può farcela, ma non perché è italiano: è per il suo stile, per il come colpisce forte la palla. In generale, certo, il rimbalzo più veloce e più alto della palla dovrebbe essere di solito un bene per Nadal, ma sta diventando sempre peggio per lui perché questi ragazzi la colpiscono così forte, a cominciare dal servizio, che diventa difficile per Rafa rimanere negli scambi, soprattutto se il ragazzo di turno ha una grande giornata e il campo è veloce. Ho indicato Jannik perché il suo stile di gioco mi ricorda appunto Soderling".

Poi c'è Djokovic. Che ha detto che non ne può più di domande sulla Next Gen.

"Djokovic mi aveva detto, in un'intervista per Eurosport agli Australian Open, che non è preoccupato da questi ragazzi, soprattutto quando si gioca sui cinque set. Penso che abbia ragione e penso che gli altri lo sappiano, ma questo non impedisce loro di impensierire Novak e Rafa. I quali sono costretti a cambiare un po' il gioco, soprattutto se trovano un Berrettini in giornata di grazia, per dire".

In questi ultimi tornei si è visto un maggiore uso di palle corte, di cross stretti. Sta cambiando qualcosa in termini di strategie?

"Penso che i giovani stiano cercando di fare qualcosa di diverso. Si chiedono: 'cosa posso aggiungere al mio gioco? Cosa posso fare di diverso?' Però poi pochi sanno a giocare a rete, quindi che cosa fanno? Vanno avanti, ma tirando nel modo più aggressivo possibile, cercando di non sbagliare. La via che seguono è quella di colpire la palla in anticipo e non commettere errori, nient'altro che questo. E poi smorzata per spezzare il ritmo".

E se togliessimo una palla di servizio come regola cosa accadrebbe?

"Che sarebbe cosa grandiosa per il tennis, aprirebbe alla normalità. Oggi quelli alti 1,75 o 1,80 giocano la partita con handicap. Il servizio è diventata un'arma troppo grande e non penso sia fantastico per il gioco, a essere onesti: per me se vuoi diventare un giocatore di tennis non devi per forza essere alto 1,90 ma devi essere un grande atleta. E se sei un grande atleta potresti essere di qualsiasi taglia: ecco perché Lionel Messi è importante nel calcio, dove non esiste solo Ibrahimovic. Mi dispiace, ma farà male al gioco - anche in termini di intrattenimento - un servizio sempre più preponderante. Forse siamo giunti al momento di intervenire, e bisognerà avere il coraggio di fare delle scelte".