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Berrettini, Sinner, Musetti: cosa resta dell'Italia a Parigi

(afp)
I tre moschettieri hanno stupito il Roland Garros e messo paura ai grandi. Ora la sfida per tutti e tre è salire di livello. Si parte dal prossimo Wimbledon
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PARIGI - Qual è il bilancio del Roland Garros per l'Italia? Cosa ci hanno detto, e lasciato, i nuovi tre moschettieri azzurri? E ancora: per il futuro cosa possiamo attenderci?

Berrettini, la conferma del Top Ten

L'ultimo eliminato, Matteo Berrettini, è sicuramente quello che è uscito meglio di tutti: davvero ha messo paura al numero 1 del mondo Novak Djokovic. Dopo aver perso i primi 2 set, ed essersi trovato dunque in una situazione molto difficile, non ha assolutamente rinunciato alla partita e, anzi, ha cominciato una rimonta che - non ci fosse stato lo stop dettato da motivi extratennistici - probabilmente avrebbe potuto avere un altro epilogo: lo stesso giocatore ha detto di essere ritornato in campo diverso, sentendosi le gambe di marmo, mentre prima stava viaggiando a gonfie vele. Berrettini ha dimostrato di poter giocare alla pari con il serbo, confermando i suoi progressi. Nel 2019 contro il serbo alle Atp Finals di Londra raccolse soltanto poc…

PARIGI - Qual è il bilancio del Roland Garros per l'Italia? Cosa ci hanno detto, e lasciato, i nuovi tre moschettieri azzurri? E ancora: per il futuro cosa possiamo attenderci?

Berrettini, la conferma del Top Ten

L'ultimo eliminato, Matteo Berrettini, è sicuramente quello che è uscito meglio di tutti: davvero ha messo paura al numero 1 del mondo Novak Djokovic. Dopo aver perso i primi 2 set, ed essersi trovato dunque in una situazione molto difficile, non ha assolutamente rinunciato alla partita e, anzi, ha cominciato una rimonta che - non ci fosse stato lo stop dettato da motivi extratennistici - probabilmente avrebbe potuto avere un altro epilogo: lo stesso giocatore ha detto di essere ritornato in campo diverso, sentendosi le gambe di marmo, mentre prima stava viaggiando a gonfie vele. Berrettini ha dimostrato di poter giocare alla pari con il serbo, confermando i suoi progressi. Nel 2019 contro il serbo alle Atp Finals di Londra raccolse soltanto pochi games: la forbice è stata ridotta. Non solo: Berrettini lascia il Roland Garros con un record personale, quello di essere l'unico italiano ad aver raggiunto gli ottavi di finale in tutti gli Slam e questo quindi lo pone anche al centro dell'attenzione verso Wimbledon dove, con il suo tipo di gioco potente, può essere davvero uno dei giocatori da osservare. Il romano indubbiamente ha mostrato una nuova consapevolezza di se stesso, a dimostrazione di una maturità che può portare soltanto benefici.

Musetti e il ritiro amaro

Il voto è molto positivo anche per Lorenzo Musetti, al suo primo Slam della carriera. Non ne aveva mai giocato uno prima ed è giunto direttamente agli ottavi. Lascia Parigi con la classifica migliorata (virtualmente adesso è numero 61 del mondo e con una fiducia che dovrebbe aiutarlo nel futuro, lanciarlo come una star). Il mondo lo ha scoperto, i giornali stranieri ne hanno decantato le gesta per il suo stile un po' antico, molto bello ed estetico. Gli resta un minimo di rammarico per il match contro Djokovic, nel quale si è trovato due set avanti e poi è letteralmente scomparso, ufficialmente per un piccolo infortunio ma probabilmente anche perché aveva prosciugato completamente le energie nervose confermando di aver giocato oltre i propri limiti, ma per un ragazzo di 19 anni questo è anche normale. Ora lo attendono nuovi test, ad esempio Wimbledon. Purtroppo il carrarese deve sostenere l'esame di Maturità, e non è stato aiutato in questo dalla scuola italiana: aveva concordato una data, e invece gli è stata rinviata. Questa novità lo costringe a cambiare la preparazione per il torneo sull'erba anzi, a non farla assolutamente. Non giocherà tornei prima di Wimbledon, un peccato perché a Musetti l'erba piace, superficie dove ha detto di trovarsi a suo agio.

Sinner, ora serve un altro clic

Infine Jannik Sinner, il più atteso di tutti anche perché l'anno scorso era giunto ai quarti di finale allo Roland Garros, dove davvero aveva impensierito Rafa Nadal. Nel fare le pagelle possiamo dire che ha svolto sufficientemente il proprio dovere, ma questa volta probabilmente è venuto un pochino meno (e lo sa anche lui) proprio nel match in cui era il più atteso, visto che il sorteggio ha voluto che ritrovasse di nuovo Nadal (cosa peraltro già accaduta a Roma). Ebbene, stavolta Nadal non ha sofferto, se non nel primo set il quale l'azzurro era riuscito a prendere il comando del punteggio e si era trovato nella situazione di andare a servire per incassare il primo set: qui è accaduto qualcosa soprattutto di psicologico, più che di tennistico, perché da quel momento Sinner non è riuscito più a fare un game negli otto successivi, ottenendo un parziale negativo che avrebbe stroncato chiunque altro. Ma al di là del singolo match, resta da chiedersi cosa riservi il futuro al pupillo di Riccardo Piatti: si può intuire come lui non sia più una sorpresa per gli altri giocatori, che stanno cominciando a conoscerlo e quindi a opporgli delle strategie per prevenire i colpi vincenti che l'altoatesino è solito giocare. Quindi ora la scommessa, la sfida è alzare ulteriormente l'asticella. Ma il lavoro è il mantra e la priorità del club Piatti/Sinner. Per Wimbledon regna l'incognita perché, usando le parole dello stesso Jannik, l'erba sarà una sorpresa per lui non avendoci mai giocato prima e quindi è curioso di vedere, e sapere, come vi si adatterà.