Tennis, Roland Garros: Djokovic: "La mia partita più bella a Parigi, per battere Nadal ho scalato l'Everest"
dal nostro inviato Paolo Rossi , dal nostro inviato Paolo RossiPARIGI - Al Roland Garros è stata una notte magica, venerdì sera. Di tennis, e non solo. Certo, c'era la partita più attesa dal giorno del sorteggio, la possibilità che la finale del 2020 avesse una rivincita in semifinale. E così è stato: Rafa Nadal contro Novak Djokovic. Una partita indimenticabile. E il senso dell'importanza del momento è nelle parole stesse dei protagonisti. Persino loro due, Novak Djokovic e Rafael Nadal, sono coscienti di aver scritto e partecipato a una pagina di storia. "Sicuramente la migliore partita di cui ho fatto parte al Roland Garros, e tra le prime tre partite che ho giocato in tutta la mia carriera. Considero la qualità del tennis giocando contro il mio più grande rivale, sul campo dove ha avuto così tanto successo ed è stato dominante negli ultimi quindici anni e più, e poi l'atmosfera che era completamente elettrica. Per entrambi i giocatori, molto t…
PARIGI - Al Roland Garros è stata una notte magica, venerdì sera. Di tennis, e non solo. Certo, c'era la partita più attesa dal giorno del sorteggio, la possibilità che la finale del 2020 avesse una rivincita in semifinale. E così è stato: Rafa Nadal contro Novak Djokovic. Una partita indimenticabile. E il senso dell'importanza del momento è nelle parole stesse dei protagonisti. Persino loro due, Novak Djokovic e Rafael Nadal, sono coscienti di aver scritto e partecipato a una pagina di storia. "Sicuramente la migliore partita di cui ho fatto parte al Roland Garros, e tra le prime tre partite che ho giocato in tutta la mia carriera. Considero la qualità del tennis giocando contro il mio più grande rivale, sul campo dove ha avuto così tanto successo ed è stato dominante negli ultimi quindici anni e più, e poi l'atmosfera che era completamente elettrica. Per entrambi i giocatori, molto tifo. Semplicemente fantastico. Ero molto felice che non ci fosse il coprifuoco, alle 23. Ho sentito che c'era una deroga speciale, hanno permesso alla folla di restare. Una notte e una partita che ricorderò per sempre. La partita? All'inizio lui giocava benissimo, io ero nervoso. La sua palla, il suo imbalzo, sono molto diversi rispetto agli altri giocatori. Così ho dovuto trovare il mio gioco, c'è voluto del tempo". Sono le parole di Novak Djokovic.
Nadal: "Nole ha meritato di vincere"
Cui fa eco anche lo sconfitto, Rafa Nadal: "È stata una bella battaglia là fuori. Ho fatto del mio meglio, non era la mia giornata. Ringrazio il pubblico, è stato meraviglioso per il tifo, soprattutto nello stadio che mi è più caro. Ma questo è lo sport, si sa. A volte vinci, a volte perdi. Ripeto, ho cercato di dare il massimo. Anche se ho combattuto, ho messo molto impegno, la mia posizione sui colpi non è stata così efficace stasera. Contro un giocatore come Novak che prende la palla in anticipo, se non riesci a toglierlo dalle sue posizioni, poi è molto difficile, no? Eppure anche così ho avuto la grande occasione con set point, 6-5, seconda di servizio. Questo è tutto. Poteva succedere di tutto in quel momento. Invece no. Poi nel tie-break faccio un doppio fallo, sbaglio una volè. Ma è vero che sono stati punti folli là fuori. C'è anche la stanchezza, no? Errori di questo tipo possono capitare. Potrei dire che era diventato buio, e le palle rimbalzavano meno e dunque favorivano lui. Ma non significa niente, questo è il tennis. Se vuoi vincere, non puoi fare questi errori. Quindi è così. Ben fatto per lui. Ha meritato di vincere".
Djokovic: "Ma battere Nadal è scalare l'Everest"
Grande fair play, nonostante l'amarezza per la sconfitta. E Djokovic rende gli onori allo spagnolo: "È difficile trovare parole più grandi di tutti i superlativi cui puoi pensare per i successi di Rafa al Roland Garros. Voglio dire, è stato il giocatore più dominante nella storia del Roland Garros. Ha perso due, ora tre volte, in tutta la sua carriera. Gioca qui da quasi 20 anni. Questo risultato parla da solo. La quantità di vittorie che ha ottenuto su questo campo è incredibile. Ogni volta che scendi in campo con lui, sai che devi scalare il monte Everest per vincere contro questo ragazzo. Ho vinto solo una volta nelle nostre otto partite che abbiamo giocato sul campo Chatrier qui al Roland Garros. Ho cercato di prendere alcuni aspetti positivi e alcuni spunti da quella partita del 2015 che ho vinto contro di lui per implementarla stasera: ha funzionato molto bene. Ecco perché è una di quelle partite che ricorderò davvero per molto tempo: non solo perché ho vinto ma anche per l'atmosfera e l'occasione, davvero speciale".
Aveva dunque ragione alla vigilia Toni Nadal, lo zio ed ex coach di Rafa, nel ricordare come l'avversario più temibile, tra Federer e Djokovic, fosse quest'ultimo: "Contro Djokovic non è mai facile avere un piano tattico vincente, possiede le contromisure necessarie per arginare il gioco di Rafa. Certo, "aprirsi il campo" è sempre una buona idea contro di lui, ma talvolta può non bastare. Invece con Roger sulla terra è più "facile": soffre molto le palle alte e cariche di top-spin sul lato del rovescio, e questa sua difficoltà tecnica in passato ci ha agevolato il compito nelle partite contro di lui".
L'ultimo riconoscimento, ma solo uno dei tanti, ai protagonisti della semifinale è venuto da Diego Schwartzman, battuto nei quarti dallo spagnolo. Subito dopo aveva esclamato: "Rafa non è battibile a Parigi!". Così Djokovic lo ha voluto smentire, e l'argentino durante il match è rimasto impressionato ed ha twittato: "Ma noi giochiamo lo stesso sport di quei due ragazzi?".