ROMA - La buona notizia, per Jannik Sinner, è che la stagione dell'erba è finita. Ora potrà riposarsi qualche giorno, recuperare se stesso e concentrarsi sul cemento americano. La cattiva notizia è che è finita troppo presto, e Jannik Sinner non ha ancora vinto una partita sull'erba nella sua carriera. Aveva perso al Queen's contro il britannico Draper (che a Wimbledon ha tolto un set a Djokovic), ha perso a Wimbledon contro l'ungherese Fucsovics (che al Roland Garros era stato sconfitto da Fognini).
Che cosa dire? L'altoatesino ci ha provato, ci ha messo muscoli e cuore. Ma l'erba prevede anche altro: strategie, palle sgonfie, smorzate. Tutte queste cose Jannik ancora non le possiede, oppure non gli piacciono e preferisce i colpi vincenti. Ma, quest'ultima scelta è ottima soprattutto sul cemento. Contro Fucsovics, sul campo numero 18 (quello del record di durata tra Isner e Mahut) Sinner aveva anche cominciato bene, incassando il primo set. Ma il amgiaro non è l'ultimo arrivato, e ha anche qualche partita in più sull'erba nella sua carriera: così ha risalito la china. Nel secondo set l'azzurro si è assentato (3-6), poi è stata di nuovo battaglia nel terzo, che Sinner ha smarrito sul 5-6: invece di guadagnare il tie-break, ha ceduto il set.
Onestamente l'inerzia del match sarebbe potuta cambiare in ogni momento, ma a Jannik è mancato quel qualcosa al momento giusto. Come nel quarto set: sul 3-4 ha ceduto il servizio. Poi ha avuto l'orgoglio di annullare due match point con giocate favolose, ma non ha dato continuità. Ecco, se Sinner è il campione della regolarità, Wimbledon è il regno dell'imprevedibilità. Due cose che non vanno d'accordo, il bianco e il nero, lo ying e lo yang. Forse è questa la lezione dell'erba 2021, e se è vero che l'altoatesino è ragazzo intelligente, e quindi sicuramente digerirà questa delusione e farà un altro passo in avanti. Ma dovrà tener conto di un altro aspetto: ora Sinner è conosciuto. E' stato studiato dagli altri. Non c'è più l'effetto sorpresa, gli altri colleghi sanno come aggirare le sue doti, prevenirne le accelerazioni.
Quindi bisogna solo attendere il prossimo passo dell'evoluzione, inutile invece sussurrare la parola involuzione: stiamo parlando di un ragazzo di 19-20 anni, il cui tennis è in progress. Certo, poi è ovvio che Sinner sia sotto la lente di ingrandimento perchè è stato annunciato sin dal suo esordio come il futuro numero uno del mondo, e dunque ogni critica è legittima ma deve anche essere giustificata, supportata da elementi tecnici.
Può darsi che Sinner sia allergico all'erba, proprio lui che viene dalla montagna e dai prati verdi di Heidi. Ma anche questo paradosso può far parte della vita. Se Nadal, con il tempo, si è adattato al verde, potrà farlo anche l'azzurro. Non a caso, viene forse da pensare a questo punto, che coach Riccardo Piatti non fosse presente nel Tempio.