LONDRA - Un italiano in finale a Wimbledon? Non sarà "l'unica prima volta". Oggi il torneo ha deciso il giudice di sedia della sfida tra Berrettini e Djokovic. E, attenzione, si è rotta un'altra tradizione: dovremo dire LA giudice di sedia. Infatti la designazione è caduta su un nome femminile, Marija Cicak: sarà il primo arbitro donna di una finale del singolare maschile.
Croata, 43 anni, è una degli arbitri più esperti ed è in possesso del Gold Badge d'élite (il massimo livello possibile) da dieci anni. Nel 2018 ha diretto la semifinale maschile tra John Isner e Kevin Anderson, il match che poi ha fatto cambiare le regole (quella maratona di sei ore e mezzo fece poi decidere a Wimbledon di introdurre il tie-break nel quinto set sul 12 pari), ma anche la finale di Wimbledon femminile del 2014, con Kvitova che sconfisse Bouchard, oltre alla finale olimpica di Rio de Janeiro tra Kerber e Puig.
Una giudice di sedia croata, dunque, per dirigere un italiano (fidanzato con una tennista di origini croate) e un serbo. Ex tennista, ha praticato comunque molti altri sport. "Karate, ping pong, pallamano, nuoto...". Nata e cresciuta a Zagabria, ha poi mostrato attitudine per l'arbitraggio, iniziando già a 15 anni. "Sono stata giudice di linea, poi di sedia. Lo facevo per divertimento, e mi piaceva. Ovviamente giocavo anche. Poi a 18 anni ho smesso per andare all'università. Volevo solo concentrarmi su altre cose, studiare e arbitrare".
Laureata in kinesiologia, Marija Cicak si è cimentata anche nel triathlon, ma ha alternato il suo impegno tra l'arbitraggio e il coaching. "Per tre anni buoni ho seguito bambini sotto i 12 anni. Allo stesso tempo arbitravo nei Futures ed ero giudice di linea a livello di tour e Challenger Atp". Così, a un certo punto, ha dovuto davvero decidere cosa volevo fare da grande. "Ho scelto l'arbitraggio. Ci ho messo tutta la mia energia, e sono stata ripagata".
Prima il badge di bronzo negli Anni Novanta, poi l'esperienza in eventi d'élite come membro di un team di arbitraggio congiunto tra Atp Tour, Itf e Wta a partire dal 2009. "Siamo andati ovunque. Ci ha fornito un'ampia conoscenza da diverse aree, diversi giocatori si sono abituati a noi: è stato un momento molto, molto prezioso della mia vita".
Quindi il Gold Badge, la medaglia d'oro, alla fine della stagione 2011. Riconoscimento anche al lavoro al femminile. "La Wta, e non solo, ha sempre promosso in modo eccellente lo sport femminile, e per me è molto importante lavorare con persone con cui condivido gli stessi valori e gli stessi principi. Non è un caso che il tennis sia lo sport femminile di punta al mondo e mi ritengo molto fortunata, perché nel nostro piccolo cerchiamo di rendere il mondo un posto migliore".
Cicak è anche istruttore, aiuta a formare la classe arbitrale del futuro. Ma c'è ancora altro. "Ci sono giudici di sedia che hanno mostrato come sia possibile avere figli, una famiglia, viaggiare e fare questo lavoro. Mi piace pensare, sperare, che nei prossimi anni vedremo sempre più donne in grado di farlo. Anche noi cambieremo, ce ne andremo e lasceremo tutto questo alle più giovani. Spero solo che in futuro ci siano sempre più donne". Ma questo sarà il futuro. Il presente è la finale di Wimbledon. Ed è storia.