Corrado Barazzutti: "È l'inizio di un percorso, Matteo vincerà uno Slam"
di Giuseppe Antonio Perrelli , di Giuseppe Antonio Perrelli"In quel centrale di Wimbledon, che per noi italiani è sempre stato un tabù, Matteo Berrettini ci stava benissimo. Era nel posto che gli spettava di diritto, che si è conquistato giorno dopo giorno. La finale era il suo habitat naturale".
Corrado Barazzutti, ex capitano di Davis, semifinalista al Roland Garros e agli Us Open, queste parole sono un'investitura.
"Che rendo più esplicita: Matteo Berrettini è uno dei più forti tennisti al mondo. Questa finale è solo l'inizio di un percorso. Vedo davanti a lui 4 o 5 anni di risultati importantissimi. Sono convinto che vincerà almeno un torneo dello Slam".
Cosa glielo fa pensare?
"Il rispetto con cui …
"In quel centrale di Wimbledon, che per noi italiani è sempre stato un tabù, Matteo Berrettini ci stava benissimo. Era nel posto che gli spettava di diritto, che si è conquistato giorno dopo giorno. La finale era il suo habitat naturale".
Corrado Barazzutti, ex capitano di Davis, semifinalista al Roland Garros e agli Us Open, queste parole sono un'investitura.
"Che rendo più esplicita: Matteo Berrettini è uno dei più forti tennisti al mondo. Questa finale è solo l'inizio di un percorso. Vedo davanti a lui 4 o 5 anni di risultati importantissimi. Sono convinto che vincerà almeno un torneo dello Slam".
Cosa glielo fa pensare?
"Il rispetto con cui lo ha affrontato Novak Djokovic, il numero uno del ranking, per me anche il più grande tennista di sempre. Ha usato tutte le sue armi contro un avversario reduce da tre settimane sull'erba senza sconfitte".
Rimpianti per Berrettini?
"Sì, ha avuto diverse occasioni nei tre set che ha perso. Gli 0-30 e i 15-40 non sfruttati fanno male ma Djokovic, da vero campione, alza il livello nei punti importanti. E poi, non dimentichiamolo, Matteo ha vinto il primo set risalendo dal 2-5".
Il servizio di Berrettini è sembrato meno efficace del solito.
"È sembrato così perché Djokovic ha una risposta fuori dal normale. Berrettini ha totalizzato 16 ace, toccando i 222 km/h. Ma contro il serbo devi servire ancora meglio, devi andare oltre le righe, in tutti i sensi. Con gli altri magari può bastare una prima palla forte e nell'angolo, con Novak no".
Negli scambi, invece, è stata quasi sempre partita pari.
"Anzi, le soluzioni più belle le ha trovate spesso Matteo, anche se è stata una partita nervosa e non così spettacolare. Ma aveva davanti un fenomeno per continuità e intensità, capace di portare in questo gioco una concentrazione e un'attenzione quasi disumane".
Ha detto che Djokovic è il più forte tennista di sempre. E Federer? E Nadal?
"Li ha agganciati a quota venti Slam vinti. Li staccherà, per me non di poco. E, se fa suoi gli Us Open, dove è strafavorito, realizzerà il Grande Slam. Di cosa stiamo parlando?".
Pensiero finale per Berrettini.
"Non uno ma mille ringraziamenti. Per tutte le emozioni che ci ha regalato. E perché, per la prima volta, ci ha resi diversi, a Wimbledon. Noi italiani finalmente eravamo a casa, non più ospiti".