Seppi, 37 anni e non sentirli. La seconda vita di zio Andreas
di Paolo Rossi , di Paolo RossiUn, due, tre e quando si è a New York accade sempre un qualcosa di suggestivo. O addirittura magico. Matteo Berrettini, Jannik Sinner e Andreas Seppi avanzano al terzo turno degli US Open, l'ultimo Slam dell'anno che potrebbe/dovrebbe incoronare Novak Djokovic Grande Slammer (vedremo, intanto stanotte ha vinto in tre set contro l'olandese Griekspoor).
Alto Adige forever
Complimenti a Berrettini, che si è liberato di un avversario insidioso qual è Moutet (ora avrà Ivashka): il farncese è quello che una volta era capellone molto fuori dalle righe e dichiarava di stimolarsi leggendo filosofi e scrittori transalpini, la storia del giorno ha per titolo 'Alto Adige forever', con Jannik Sinner e Andreas Seppi protago…
Un, due, tre e quando si è a New York accade sempre un qualcosa di suggestivo. O addirittura magico. Matteo Berrettini, Jannik Sinner e Andreas Seppi avanzano al terzo turno degli US Open, l'ultimo Slam dell'anno che potrebbe/dovrebbe incoronare Novak Djokovic Grande Slammer (vedremo, intanto stanotte ha vinto in tre set contro l'olandese Griekspoor).
Alto Adige forever
Complimenti a Berrettini, che si è liberato di un avversario insidioso qual è Moutet (ora avrà Ivashka): il farncese è quello che una volta era capellone molto fuori dalle righe e dichiarava di stimolarsi leggendo filosofi e scrittori transalpini, la storia del giorno ha per titolo 'Alto Adige forever', con Jannik Sinner e Andreas Seppi protagonisti. Anche in questo caso: bravo il giovane Jannik a disporre del 18enne americano Svajda (prossimo turno contro il francese Monfils), ma l'ovazione è per 'zio' Andreas: trentasette anni e non sentirli.
Caccia agli ottavi
L'ex ragazzo di Caldaro, e anche ex numero 18 del mondo, sta vivendo giorni felici: ha battuto prima l'ungherese Fucsovics, e ieri notte il polacco Hurkascz. Ora gli toccherà il tedesco Otte e, vincendo, potrebbbe stabilire un primato fantastico, per lui e per il tennis italiano: raggiungerebbe gli ottavi di finale e potrebbe dire di esserci riuscito in tutti gli Slam. Per capirci, soltanto Matteo Berrettini, e proprio a Wimbledon 2021, è riuscito a scrivere questo dato: Seppi, dunque, sarebbe il secondo azzurro. E questa sarebbe l'ulteriore conferma, ove mai servisse ancora, del boom che vive la racchetta azzurra: sapete cosa diceva l'indimenticato guru del nuoto italiano, il ct Alberto Castagnetti? Che un movimento sportivo di una nazione non si giudica dalle punte, dai fenomeni, ma dalla qualità generale degli atleti. Nel caso delle piscine sono le staffette a dire la verità, nel tennis sono esattamente questi risultati a esaltare una nazione.
Creatura di Max Sartori
Peraltro l'exploit di Seppi giunge qualche giorno dopo l'annuncio di un altro grande vecchio, Paolo Lorenzi: ha provato a entrare nel tabellone di Flushing Meadows senza successo, e quindi ha salutato tutti con la coerenza che gli è cara e la signorilità che lo contraddistingue. Ora Seppi, di tre anni più giovane, lo sta omaggiando, inteso come classe degli Anni Ottanta. Seppi, che è una creatura di Max Sartori, il coach che non ne ha seguito solo le orme sportive, ma in sostanza lo ha cresciuto, è stato una delle prime ispirazioni per lo stesso Sinner, che sempre dalle montagne proviene. E le montagne sono qualcosa che ti restano dentro per sempre: Andreas, anche lui taciturno (come Sinner), uomo di fatti e non di parole, a un certo punto della sua vita ha deciso di investire sulle montagne. Ma quelle del Colorado, a Boulder. Molto, in questa decisione, c'è di sua moglie Michela (Bernardi): è lei ad averlo addolcito, togliendogli qualche spuntone di roccia (inteso come spigolosità), mostrandogli che esiste il fashion system e un mondo là fuori: oggi è la mamma di Liv, la loro bella bimba e segue da dietro le quinte gli ultimi passi del biondo marito.
Una grande storia
Una storia italiana, forse piccola ai fini di un Grande Slam, ma una grande storia. Perché Seppi è l'incarnazione della serietà, l'accettazione dei propri limiti, la ricerca del miglioramento. Forse alcuni lo ricorderanno come il tipo che battè Federer a uno Slam (Australia 2015), altri come quello che ha perso le occasioni. Ecco, Seppi ha molte cicatrici, ma ha saputo sempre tenersele dentro, vivendo la carriera senza derogare dai suoi principi. Comunque vada ora, può dire di aver scalato la sua montagna e di aver mostrato la via. Bravo.