Us Open, ecco cosa serve a Berrettini per battere Djokovic
di Paolo Rossi , di Paolo RossiL'ace di Matteo Berrettini oppure il rovescio cross di Novak Djokovic? Cosa devono attendersi gli appassionati di tennis insonni, quelli che stanno già preparando litri di caffè per godersi il quarto di finale degli Us Open alle due di notte? Giocandoci teoricamente la partita, quale sarà il punto decisivo? O meglio, la strategia vincente? Questo è un match da deja-vu, essendosi affrontati a Parigi e Londra quindi - avendo vinto Djokovic - dovrà essere Berrettini a inventarsi qualcosa di nuovo ed imprevedibile.
L'importanza del dritto per Berrettini
Fin qui abbiamo visto che Berrettini adora colpire con il dritto per cercare il vincente o prendere in mano il gioco. In ge…
L'ace di Matteo Berrettini oppure il rovescio cross di Novak Djokovic? Cosa devono attendersi gli appassionati di tennis insonni, quelli che stanno già preparando litri di caffè per godersi il quarto di finale degli Us Open alle due di notte? Giocandoci teoricamente la partita, quale sarà il punto decisivo? O meglio, la strategia vincente? Questo è un match da deja-vu, essendosi affrontati a Parigi e Londra quindi - avendo vinto Djokovic - dovrà essere Berrettini a inventarsi qualcosa di nuovo ed imprevedibile.
L'importanza del dritto per Berrettini
Fin qui abbiamo visto che Berrettini adora colpire con il dritto per cercare il vincente o prendere in mano il gioco. In generale - quando mette la prima palla di servizio - gioca il dritto nell'80% dei casi, dopo la seconda meno del 50%. Per l'azzurro il problema è che giocare il dritto dopo la prima è stato l'unico scenario in cui ha raccolto oltre il 50% dei punti (vedi, per esempio, la finale di Wimbledon). Molto del suo 'demerito' è dovuto a Djokovic, il miglior ribattitore che abbia mai giocato a tennis. Ha neutralizzato le armi principali di Matteo, cercandogli continuamente il rovescio. In sostanza il serbo ha impedito all'avversario di giocare i suoi colpi preferiti e lo ha obbligato a uscire dalla zona comfort.
Il rischio da evitare
Al Roland Garros e a Wimbledon la maggior parte delle risposte di Djokovic sono state indirizzate sul lato sinistro dell'azzurro. Questo dovrà evitare Matteo: giocare tanti rovesci in uscita dal suo servizio. Non tanti altri giocatori sono in grado di costringere Berrettini sul rovescio, Djokovic sì: il n. 1 ha imposto quella diagonale, e questo scenario si è verificato quando lo scambio si allunga.
La partita perfetta
Coach Santopadre ha ammesso che il suo pupillo ha provato qualcosa di nuovo: servirà come il pane, perché Djokovic ha messo a nudo uno dei punti di relativa debolezza di Matteo: l'assenza di un rovescio lungolinea davvero incisivo. L'assenza di una alternativa ha imprigionato Berrettini nella diagonale sinistra, scenario tattico preferito dal serbo. La cui forza qual è? L'assenza di punti deboli, piuttosto che una lucentezza specifica di una delle sue armi. Al contrario, Berrettini brilla con servizio e dritto ma alla fine vince il giocatore meno vulnerabile. Purtroppo Djokovic non è un avversario normale, Matteo dovrà vivere una giornata perfetta, con un match dalle statistiche eccezionali.