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Tennis: sognando le Finals, ma per Sinner l'ostacolo si chiama Berrettini

Jannik cerca un posto per Torino, Matteo è quasi dentro. Il Masters 1000 di Indian Wells, in California, è decisivo ma gli azzurri, insieme in doppio, potrebbero scontrarsi negli ottavi
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Dai che potrebbe avverarsi un altro dei giorni tanto attesi dal tennis italiano: Matteo Berrettini versus Jannik Sinner. Una sorta di giorno di un futuro passato, secondo il linguaggio Marvel degli X-Men. I due azzurri contro, ma anche insieme. Contro in singolare (ipoteticamente agli ottavi finale), insieme in doppio. La sliding door del paradosso della vita può avverarsi a Indian Wells, uno dei tornei più graditi ai tennisti: il resort californiano che ospita l'evento merita unanimemente le cinque stelle. Saltato l'anno scorso per via del Covid, quest'anno lo hanno spostato di data pur di non far saltare di nuovo l'appuntamento: normalmente si gioca a marzo.

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Dai che potrebbe avverarsi un altro dei giorni tanto attesi dal tennis italiano: Matteo Berrettini versus Jannik Sinner. Una sorta di giorno di un futuro passato, secondo il linguaggio Marvel degli X-Men. I due azzurri contro, ma anche insieme. Contro in singolare (ipoteticamente agli ottavi finale), insieme in doppio. La sliding door del paradosso della vita può avverarsi a Indian Wells, uno dei tornei più graditi ai tennisti: il resort californiano che ospita l'evento merita unanimemente le cinque stelle. Saltato l'anno scorso per via del Covid, quest'anno lo hanno spostato di data pur di non far saltare di nuovo l'appuntamento: normalmente si gioca a marzo.

Assente Novak Djokovic, che cerca di riprendersi dai fatti di New York - e convalescenti Federer&Nadal - si attende l'urlo di un giovane leone, in primis quel Daniil Medvedev, il gattone cattivone che ha negato il Grande Slam al serbo proprio sul traguardo. Ma, oltre al russo, Indian Wells sarà (insieme con l'altro e ultimo Masters 1000, quello di Bercy) prova generale, e terreno di competizione, verso le Atp Finals di Torino, al via dal 14 novembre.

C'è un po' di gente che si gioca il proprio destino, e uno dei protagonisti è proprio il nostro Jannik Sinner che, dopo il bis di Sofia, ha rilanciato le sue ambizioni verso Torino. L'altoatesino ricopre la casella numero dieci nella speciale classifica della "Road to Turin", e quindi è lì, a un passo. Per la precisione, ad oggi, a 270 punti. Ma spieghiamo la situazione: al gran ballo di Torino, dove per la prima volta verrà designato il Maestro della stagione, sono invitati soltanto i primi otto della 'Race'. Però abbiamo la defezione di Nadal, che ha salutato il 2021, e quindi ha aperto una ulteriore casella. In questo preciso momento ne è possessore il polacco Hurkacz. Proprio dietro, c'è Sinner. 

Il pupillo di Riccardo Piatti dunque sta attingendo a tutte le ultime stille di energie per cogliere un traguardo prestigioso, e clamoroso. Al quale è virtualmente certo di partecipare anche Matteo Berrettini, e dunque si comprende come - per l'Italia - questo sia un canovaccio che neanche lo sceneggiatore più ottimista avrebbe mai pensato di mettere in scena. Il torneo americano regala al vincitore 1000 punti, ma forse Sinner si accontenterebbe anche dei 360 della semifinale. Il punto è arrivarci, e per farlo dovrà passare presumibilmente sul corpo di Berrettini in un derby che avremmo voluto in una finale Slam, diciamola tutta. Invece sarà un ottavo di finale, 90 punti in palio (e 92mila dollari, possiamo anche aggiungerlo, via).

E pensare che prima del torneo i due azzurri si erano accordati per giocare insieme il doppio: anche qui, prove del futuro in vista della Coppa Davis che seguirà le Atp Finals, sempre a Torino. Insieme giocheranno anche contro un duo ostico, quei Krawietz e Tecau che di soli doppi vivono nel circuito Atp. Che faranno in quell'occasione? Si annuseranno? Si daranno consigli oppure no? Ovviamente si scherza perché Berrettini e Sinner si sono già allenati qualche volta insieme al Country Club di Montecarlo e si conoscono bene, come i due coach, Piatti e Santopadre. Per cui, essendo esclusi sin da ora biscottoni di calcistica memoria, è proprio il caso di dire: ma cara dea bendata, ma al sorteggio non potevi chiudere anche l'altro occhio?