Djokovic, il vaccino non vale uno Slam: "Non so se andrò a Melbourne"
di Paolo Rossi , di Paolo RossiLui apre le acque. O fa da spartiacque. Quando parla Novak Djokovic non si rimane mai indifferenti. Con lui non esiste il grigio: è nero, o è bianco. L'ultimo caso riguarda gli Australian Open 2022: saranno ammessi solo i vaccinati e lui, che sul tema ha avuto posizioni a dir poco controverse, ha già fatto sapere che se queste sono le condizioni non andrà a difendere il titolo.
Era in silenzio da New York. Bisognoso di sbollire, decantare, digerire la sconfitta più amara della sua carriera. Sacrosanto. Intanto, ci si chiedeva che programmi avesse. Cosa intendesse fare. L'altro ieri ha ripreso la racchetta, e ha preso la parola. In un'intervista al quotidiano serbo Blic ha detto che giocherà Bercy, le Atp Finals a Torino (ferale notizia per Jannik Sinner, che sperava di guadagnare un posto nella fila), la Coppa Davis. E ha anche scavallato l'anno. "Per il 2022 i miei obiettivi rimangono i tornei del Grande Slam e le …
Lui apre le acque. O fa da spartiacque. Quando parla Novak Djokovic non si rimane mai indifferenti. Con lui non esiste il grigio: è nero, o è bianco. L'ultimo caso riguarda gli Australian Open 2022: saranno ammessi solo i vaccinati e lui, che sul tema ha avuto posizioni a dir poco controverse, ha già fatto sapere che se queste sono le condizioni non andrà a difendere il titolo.
Era in silenzio da New York. Bisognoso di sbollire, decantare, digerire la sconfitta più amara della sua carriera. Sacrosanto. Intanto, ci si chiedeva che programmi avesse. Cosa intendesse fare. L'altro ieri ha ripreso la racchetta, e ha preso la parola. In un'intervista al quotidiano serbo Blic ha detto che giocherà Bercy, le Atp Finals a Torino (ferale notizia per Jannik Sinner, che sperava di guadagnare un posto nella fila), la Coppa Davis. E ha anche scavallato l'anno. "Per il 2022 i miei obiettivi rimangono i tornei del Grande Slam e le competizioni con la Serbia. Sono questi gli eventi che mi interessano di più". Fin qui tutto prevedibile, poi il colpo in contropiede come fosse in campo. "Non so se giocherò gli Australian Open, il mio manager è in contatto con Melbourne. Vediamo cosa decidono come protocolli di sicurezza". Il Covid. Il problema che fa impazzire il n. 1 del tennis mondiale.
"Vengono fatte speculazioni su cose che ho detto oltre un anno fa. Mi sembra che stiamo discriminando, troppa divisione tra vaccinati e non. E non si può, solo perché qualcuno decide in un senso o nell'altro". Il serbo non se ne fa una ragione. "Sono deluso dalla società, dal modo in cui si parla della pandemia. E circolano parecchie notizie che poi non sono vere". Vi starete chiedendo: Djokovic è vaccinato? Guai a domandarglielo. "È una questione privata, secondo la legge si può perseguire chi pone la questione. Se uno risponde "Non l'ho ancora fatto, non so, ci sto pensando", i media ne abusano". I media sono nel mirino. "Hanno generato panico e paura tra le persone, io non voglio partecipare a questo dibattito. Non voglio dare motivo per scrivere su di me".
Sicuramente ha influito anche l'Adria Tour del giugno 2020, evento organizzato proprio da Novak per cercare di reagire al Covid, e concluso con la sua stessa positività, accompagnata da accuse e polemiche. Per questo Djokovic cerca di passare il più possibile inosservato. Ma gli Australian Open lo porranno comunque di fronte a un bivio. Se parteciperà senza quarantena vorrà dire che è vaccinato. Se sarà concessa una deroga, i non vaccinati dovranno fare comunque la quarantena e dunque la loro condizione sarà palese. Se sceglierà di non andare lascerà dubbi e polemiche. "Ci sono milioni di ragioni diverse per cui vengo spesso dipinto come il cattivo della situazione" ha detto in passato. "Mi piacerebbe avere un buon rapporto con i media, ma ormai ho capito che non è sempre possibile. Ho espresso il mio pensiero su questioni spinose e questo non è stato ben accolto da chi intende conservare lo status quo. Certo, fa male quando ricevi critiche infondate".
Anche nel tennis l'emergenza sanitaria ha portato a galla i conflitti politici interni all'organizzazione. Djokovic è sempre stato uno dei giocatori più attivi fuori dal campo. "Quello che disapprovo è il disinteresse. Capisco chi dice di voler giocare a tutti i costi, quelli che fanno spallucce no. È il tuo mondo, quello che ti dà da vivere: dovresti provare a comprenderlo". Sia che tu veda nero, sia che tu veda bianco.