Tennis, Sinner tra trionfi e dubbi: l'ascesa di un talento mai banale
di Paolo Rossi , di Paolo RossiNon è mai bianco o nero, con Jannik Sinner, fresco vincitore del torneo di Anversa (il quarto della stagione, nessun italiano c'era riuscio prima) E non c’entra nulla che sia rosso di capelli. Da quando è apparso sulla scena, per lui si va sempre oltre. Nel bene e nel male. Il tempo di vincere le Next Gen, un torneo al quale aveva partecipato solo perché italiano, ed essendo organizzato dall’Italia (la federazione tennis) giustamente si aveva piacere ad avere un azzurro rappresentante. E lui come ringraziò? Vincendo. Un trionfo tale, talmente altisonante, che l’Italia lo acclamò come prodigio e futuro numero uno, cosa poi confermata anche dai giocatori Top, da Djokovic a Federer passando per Nadal.
La luna di miele è stata arrestata solo…
Non è mai bianco o nero, con Jannik Sinner, fresco vincitore del torneo di Anversa (il quarto della stagione, nessun italiano c'era riuscio prima) E non c’entra nulla che sia rosso di capelli. Da quando è apparso sulla scena, per lui si va sempre oltre. Nel bene e nel male. Il tempo di vincere le Next Gen, un torneo al quale aveva partecipato solo perché italiano, ed essendo organizzato dall’Italia (la federazione tennis) giustamente si aveva piacere ad avere un azzurro rappresentante. E lui come ringraziò? Vincendo. Un trionfo tale, talmente altisonante, che l’Italia lo acclamò come prodigio e futuro numero uno, cosa poi confermata anche dai giocatori Top, da Djokovic a Federer passando per Nadal.
La luna di miele è stata arrestata solo dalla pandemia, che in realtà ha fermato tutti, indistintamente. Ma, al rientro, l’alto e dinoccolato altoatesino ha ripreso la sua marcia. Fino a un certo punto. Ad aprile 2021 ha cominciato ad accusare un minimo di problemi di crescita e, dal ragazzo prodigio e futuro re del tennis, eccolo diventare non un brocco (per carità), ma l’ennesimo potenziale bluff.
Eccessi, sempre e comunque. O è bianco, o è nero. Eppure il suo coach, Riccardo Piatti, s’è sgolato nel dire che al suo ragazzo servivano un centocinquanta partite, che aveva bisogno di giocare match importanti dove si sente la tensione e si vivono quei momenti che ti definiscono, decideranno chi e cosa sarai. Inascoltato. E poi la luna di miele è finita. Quando, a luglio, Sinner annuncia il suo no alle Olimpiadi. Apriti cielo. Una valanga di insulti.
E ora? Oggi? Date un’occhiata in giro: di nuovo titoli trionfalistici sul ragazzo. Perché ha vinto il quarto torneo dell’anno, e mai nessuno come lui. Perché da oggi è n. 11 del mondo. E perché è sempre più vicino a Torino, alle Atp Finals. Anzi, nello sfogliare le notizie, sembra che sia fatta.
Eh, sempre tutto nero o tutto bianco. Mai la via di mezzo che analizza con imparzialità. Per Torino nulla è fatto, e neppure compromesso: saranno il torneo di Vienna (al via oggi), ma soprattutto il Masters 1000 di Bercy con la sua dote di 1000 punti, a decidere chi gioca a Torino. Ma, a prescindere da questo (e l’obiettivo del clan Sinner è essere presente a Torino), l’anno di Sinner è positivo. Alla grandissima: chi avrebbe davvero scommesso sul fatto che il 25 ottobre il ragazzo della Val Pusteria sarebbe diventato n. 11 del mondo? Davanti a Federer?