Metodo Volandri, capitano tuttofare: “È l’uomo della Davis”
di Paolo Rossi , di Paolo RossiTORINO - Un enfant prodige a sinistra, una promessa a destra, e le aspettative volano altissime per questa Italia di Coppa Davis che, oggi a Torino alle 16 (diretta Supertennis), affronta gli Stati Uniti in quello che è probabilmente il match decisivo.
TORINO - Un enfant prodige a sinistra, una promessa a destra, e le aspettative volano altissime per questa Italia di Coppa Davis che, oggi a Torino alle 16 (diretta Supertennis), affronta gli Stati Uniti in quello che è probabilmente il match decisivo.
«Ha rivoltato come un calzino il centro di Tirrenia. Ha rinnovato lo staff, ha scelto le persone giuste. Ma ha fatto ancora altro…». Chi parla è il “bolscevico” dei coach italiani, Fabrizio Fanucci. Fiorentino doc, figlio di un grande chef, ha preferito le racchette alle padelle. Ed è stato l’allenatore di Filippo Volandri. «Se mi chiedete se mi aspettassi questa sua evoluzione, la risposta è no. Davvero mi ha sorpreso. Vedrete che un giorno ve la farà vincere, la Davis...».
Non solo: sa come parlare in pubblico, essere sintetico, sorridere e scandire i concetti. Gli hanno perfino dato un premio come media dell’anno, nel 2019. E tennisticamente ha già capito che la pretattica è fondamentale, soprattutto dopo aver perso Berrettini. Non ha anticipato i singolaristi, ma tutto lascia presumere che saranno le due ‘S’, Sinner e Sonego. Il primo è fuori discussione, l’altro è il risultato di una riflessione dovuta al regolamento: si affrontano i numeri uno e i numeri due. Dunque, Sinner contro Isner e poi c’è Opelka (sarebbe sorprendente se giocasse Tiafoe) da abbinare: Fognini lo trova ostico (lo dicono gli scontri diretti), dunque la carta Sonego, che sa come infiammarsi e infiammare il pubblico. Infine Fognini e Bolelli in doppio contro Sock e Ram. Il debutto è tutto, dunque. Basta sapersi sciogliere, e Torino non chiede altro.